SABATO 21 MARZO 2026

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Il Punto

Abbiamo espresso una prima valutazione sul minimalismo del decreto “del fare”. Avremmo voluto scrivere commenti più circostanziati. Ma a una settimana dal Consiglio dei ministri che l’ha varato, il testo ufficiale del decreto non c’è ancora. E molte mani si affollano intorno alle sue bozze per correggere ed emendare.
Si fa presto a dire incentivi all’occupazione! Se analizziamo quelli previsti dal provvedimento “Salva Italia” del dicembre 2011, vediamo che effettivamente si sono agevolate trasformazioni da contratti precari a indeterminati, ma ancor più -per due terzi del totale- gli aiuti hanno favorito lavoratori che sarebbero stati comunque stabilizzati. Come dire: soldi pubblici che potevano essere spesi molto meglio. La legge 92 sulla carta punta sull’apprendistato, ma in pratica ne appesantisce ulteriormente gli oneri burocratici e fiscali.
Dopo aver messo a confronto i compensi dei parlamentari italiani con quelli di altri paesi, vediamo quanto ci costano gli ex deputati e senatori. Siamo ancora molto generosi, ma un po’ di meno dopo la riforma di un anno e mezzo fa.
Il caso Valtour e le infiltrazioni di Mafia nel turismo. Se vogliamo vedere tornare a crescere il Mezzogiorno dobbiamo liberarci dell’area grigia ai margini dei corruttori (e corrotti) conclamati.
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Italia e Germania: apprendistati a confronto

La riforma Fornero ha profondamente modificato il mercato del lavoro. Per il rilancio dell’occupazione giovanile punta sull’apprendistato. Che però è per molti versi diverso dal modello che lo ha ispirato, l’apprendistato tedesco. Difficilmente, da solo potrà essere l’elemento di svolta.

Quanto ci costa l’ex parlamentare

La seconda parte del confronto fra il trattamento economico dei parlamentari italiani e quello dei colleghi di altri paesi europei. Sotto la lente, assegno di fine mandato e pensioni. Per scoprire che, in fondo, gli eletti italiani non sono (più) così privilegiati. I compensi per i collaboratori.

Le mani sul turismo

Al recente Festival dell’Economia di Trento, il premio Nobel Michael Spence ha messo in evidenza i problemi di crescita dei paesi europei sia negli ultimi decenni, sia in prospettiva e ha indicato nel settore dei servizi, non in quello manifatturiero, il fattore trainante su cui puntare. Un’indicazione interessante per l’Italia, che gode di un vantaggio comparato  nel campo turistico grazie a un patrimonio senza rivali in termini di bellezze naturali e  tesori artistici. Il tutto condito da clima favorevole e, perché no?, una gastronomia sempre più apprezzata.

Ecco chi paga di più l’aumento dell’Iva *

A luglio scatterà l’aumento di un punto dell’aliquota ordinaria dell’Iva. Non è facile definirne l’impatto in termini redistributivi. Il rincaro ricade senz’altro di più sulle famiglie più abbienti. Ma se si considera l’incidenza dell’Iva, il discorso cambia.

Il Punto

Più che un decreto “del fare”, quello varato sabato dal Consiglio dei ministri sembra un classico “milleproroghe”. Zero priorità, una modica quantità di demagogia, molti interventi minimali, anche buoni ma di corto respiro (tipico il caso delle borse di studio per universitari). Vero che si cambia il paese anche coi piccoli interventi. Ma qui ci vuole il microscopio.
Fiat e Chrysler vanno verso la fusione. È solo l’inizio del progetto di Marchionne che punta a 6 milioni di auto all’anno. Sul cammino dell’Ad e del presidente John Elkann, una serie di scelte cruciali: sulla ristrutturazione del debito, gli investimenti per il riposizionamento nella fascia medio-alta di mercato, l’eventuale ricapitalizzazione, l’utilizzo della liquidità della controllante Exor della famiglia Agnelli. Vediamo cosa può succedere.
Confusione e dilettantismo nelle dichiarazioni di Governo e maggioranza sulla possibilità di evitare l’aumento dell’Iva al 22 per cento. Ma quale parte della popolazione ne fa maggiormente le spese? I poveri o i ricchi?
Reclutare buoni insegnanti per la scuola di domani è uno dei banchi di prova che attendono il ministro Maria Chiara Carrozza. Sono necessari concorsi credibili, ben organizzati e trasparenti. Che selezionino i migliori laureati con le conoscenze e le competenze utili per diventare docenti.
Rimane un paese di grandi opportunità, ma negli ultimi tempi il Brasile ha rallentato la sua crescita. Tra i maggiori ostacoli, l’alta inflazione e l’ambiente burocratico-istituzionale inadeguato allo sviluppo di imprese.
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Fiat-Chrysler dopo la fusione

La fusione fra Fiat e Chrysler dovrebbe arrivare entro l’anno. Servono molti soldi per l’acquisizione definitiva e il riposizionamento del marchio. Rimanendo comunque ancora lontano dalla soglia dei 6 milioni di auto prodotti. Mentre la famiglia Agnelli vuole mantenere il controllo dell’azienda.

A scuola il merito parte dai concorsi

Negli ultimi concorsi a cattedra alcune novità hanno permesso di rendere la prova più funzionale. Ma molto resta da fare per riuscire a reclutare docenti preparati, competenti e il più possibile in sintonia con gli obiettivi prefissati. E ridare così credibilità all’intero sistema scolastico.

Campanello d’allarme per il Brasile

Il Brasile non cresce più a ritmi vertiginosi. E per questo sembra delinearsi un cambiamento del modello macroeconomico, spostando la domanda dal consumo agli investimenti, per aumentare la produttività dell’industria e sopperire alle carenze infrastrutturali. Ne è un esempio la legge sui porti.

Il Punto

Per far fronte alla povertà, è urgente istituire il reddito minimo. Ma dove trovare i 5 miliardi necessari ad assegnarlo ad almeno 1 milione di famiglie? Ecco una proposta basata sulla graduale sostituzione delle pensioni sociali e integrazioni al minimo.
Ciò di cui le banche hanno più bisogno è una ripulitura dei loro bilanci dai crediti dubbi. Immettendo al contempo capitale “vero”, non quello creato per magia utilizzando le regole di Basilea.
Al Governo -secondo l’impegno preso da Letta- rimangono 72 giorni per riformare l’Imu. È vero che l’imposta sugli immobili affossa il mercato? A ben vedere, influisce sugli affitti abbassando i canoni mentre il calo delle compravendite di abitazioni (25 per cento nel 2012) è causato soprattutto dalla crisi economica. E si possono sempre ridurre le tasse sui trasferimenti di proprietà delle case.
Una nuova stagione di popolarità per i convitti nazionali. Sono 39 e hanno quasi 14 mila studenti. Di fatto oggi sono scuole statali a tempo pieno. Sopravvissute a forti cambiamenti.
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