La Legge di stabilità abolisce l’Imu e introduce la Tasi, la nuova imposta sui servizi indivisibili. Cosa cambia per i contribuenti? Stime di gettito per la Toscana mostrano che il carico fiscale sul patrimonio immobiliare non diminuisce. Semmai aumenta l’iniquità del sistema fiscale.
“Il nuovo inizio”. Così il premier sulla fase del suo Governo che comincia ora con un orizzonte di 15 mesi. Che cosa fare -e non fare- per agganciare la ripresa ed evitare al paese il rischio di derive anti-europee?
A quasi otto mesi dal suo insediamento, il Governo Letta continua a vagolare nel buio. Ha 15 mesi a disposizione per cambiare passo e permettere al paese di agganiciare la ripresa. Ecco i provvedimenti da attuare subito, nel giro di tre mesi e di sei mesi in una serie di schede scritte dai redattori de lavoce.info e raccolte in un Dossier. Altri interventi nei prossimi giorni.
Il finanziamento pubblico dei partiti non è stato abolito. Costerà ai contribuenti poco meno di prima. E molti punti devono essere affrontati se non si vuole correre il rischio di vedere politici catturati dai loro finanziatori.
Adesso il risparmio che si affida alla banca corre maggiori rischi. Perché l’Unione bancaria dell’Eurozona avrà, tra i meccanismi previsti per le crisi, una ristrutturazione del debito che graverà sui piccoli investitori come sui grandi. Eppure le nostre banche continuano a piazzare al pubblico obbligazioni strutturate complesse, opache, ad alto rischio. E la Consob non richiede loro almeno un po’ più di trasparenza e chiarezza.
L’Invalsi decapitato del suo vertice preoccupa chi è attento al mondo della scuola. È grazie alle sue rilevazioni, infatti, che si è cominciato a esprimere opinioni informate sul sistema educativo.
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Con l’Unione bancaria finirà per aumentare il rischio sopportato dai risparmiatori. Perché i risparmi che i privati cittadini affidano alle banche non saranno più tutti ugualmente sicuri. Ma c’è ancora molto da fare per garantire ai clienti una informazione semplice e allo stesso tempo efficace.
In attesa del nuovo presidente, rimangono aperti gli interrogativi sulla possibilità che l’Invalsi riesca a continuare nell’importante opera di misurazione degli apprendimenti, diventando il perno del sistema nazionale di valutazione. Il nodo del potenziamento di personale e strumenti.
La notizia dell’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti è falsa. Con questa legge i partiti costeranno al contribuente da 30 a 60 milioni, poco meno di quanto costano ora.
Intervista al ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza. Si è svolta all’Università Bocconi al convegno “La ricerca in Italia”
Il ministro Maria Chiara Carrozza espone la sua visione e i suoi piani su valutazione della ricerca, università, governance degli atenei, scuola e lavoro, fuga e rientro dei cervelli.
L’accordo Indesit allontana i licenziamenti e prevede investimenti in innovazione e mantenimento in Italia delle fasi del lavoro a più alto valore aggiunto. Ma in assenza di un cambiamento negli stili di management e nei contratti di lavoro non ha le gambe per camminare. Anche perchè l’innovazione tecnologica nelle imprese italiane richiede pratiche meritocratiche in ogni rapporto di lavoro, dal più basso al più alto, e maggiore mobilità del lavoro.
Governo e Parlamento continuano ad alimentare voci su interventi sul nostro sistema pensionistico. In un Dossier i più recenti interventi pubblicati su lavoce.info.
L’economia sommersa è la causa principale dell’abnorme pressione fiscale italiana. E la pressione fiscale alta spinge nel sommerso molte attività. Un circolo vizioso che si può spezzare abbassando le tasse.
Quanto è utile per conquistare il voto degli elettori andare a incontrarli per strada? Come usare radio e tv in modo proficuo? Quali fattori determinano le scelte elettorali dei cittadini? L’esperienza dell’ultima consultazione per il sindaco di Roma.
Una lettera del presidente del Consiglio regionale piemontese e la replica di Roberto Perotti, autore di “Piemonte e Veneto, così si esagera”.
Il commento di Chiara Lisciandra, ricercatrice, su “Un modello catalano per la ricerca” di Boeri e Jappelli
Il piano industriale alla base dell’accordo Indesit imbocca l’unica strada percorribile perché l’Italia resti centrale nelle attività delle grandi aziende manifatturiere, mantenendo alti livelli di occupazione. Ma ci sono importanti questioni irrisolte.
L’Italia registra un notevole ritardo nell’adozione dell’Ict. Ridurre la rigidità del mercato del lavoro non è sufficiente se la gestione delle risorse umane all’interno delle imprese resta ancorata a vecchi modelli poco meritocratici. Il male italiano, la cattiva allocazione delle risorse.