Riformare l’Irpef è urgente. Anche per una questione di equità, visto che il sistema ha perso ormai ogni razionalità e di fatto i redditi di lavoro sono gli unici che oggi pagano aliquote progressive. Qual è la perdita di gettito con un’aliquota unica.
Per difendere l’euro e rafforzarne le fondamenta, non basta fare generici e incompleti riferimenti retorici all’Argentina del 2002 come fosse un disastro da non documentare. L’economia non è la filosofia: si basa sui dati, meglio usarli. Sempre.
È una giungla la tassazione dei redditi in Italia. Proventi finanziari, capital gain, canoni di locazione: tutti soggetti ad aliquote diverse, anche da quella dell’Ires. Mentre, in barba all’equità, il grosso del carico fiscale grava sul lavoro. Urge la riforma dell’Irpef. Proseguiamo la discussione ospitando un nuovo intervento.
Sostiene Di Maio: “Tutti gli indici di disoccupazione stanno aumentando, e diminuisce l’occupazione”. Vero o falso? Sottoponiamo l’affermazione al fact-checking de lavoce.info e vediamo che i numeri danno torto all’esponente 5 stelle. Che ha servito bufale al pubblico Tv con superficialità e senza contraddittorio.
En Marche, ma con chi? Se non otterrà una solida maggioranza nella nuova Assemblea, Emmanuel Macron rischia una riedizione della coabitazione – presidente e Parlamento con orientamenti diversi – già sperimentata tre volte in Francia negli ultimi 30 anni. In ogni caso non sarebbe una tragedia.
È un disastro non solo economico ma anche politico-umanitario la crisi del Venezuela. A inizio anni ’80 aveva il più alto reddito pro-capite in America Latina. Oggi il Pil è in caduta libera e l’inflazione raggiunge le tre cifre. Non a caso, sempre più cittadini lasciano il paese. E aleggia lo spettro del default sul debito estero.
Tra gli obiettivi che l’Italia s’era data entro il 2020, quelli relativi all’istruzione sono lontani. Abbandoni precoci, soprattutto di ragazzi che si fermano alla terza media e un numero di laureati ben al di sotto della media Ue. I tagli a scuola e università durante gli anni di crisi hanno certamente contribuito a perpetuare questi numeri. Ora c’è da tornare a investire. Perché, nonostante tutto, le statistiche dicono chiaramente che diplomati e laureati trovano più facilmente lavoro.
Ugo Trivellato risponde ai commenti ai suoi articoli “Per il reddito di inclusione arriva un buon Memorandum” e “Quello che ancora manca a un Rei efficace”
Nel momento della scomparsa della moglie di Marco Onado, Mariella, la redazione si stringe attorno all’amico e collega.
15 anni de lavoce.info: feste-convegni 5 giugno a Milano e 6 giugno a Roma
Nel 2017, lavoce.info compie 15 anni. Festeggeremo il compleanno con i nostri affezionati lettori e sottoscrittori la mattina di lunedì 5 giugno a Milano e il pomeriggio di martedì 6 giugno a Roma. E, se potete, destinate e fate destinare il 5 per mille dell’Irpef a questo sito in quanto “associazione di promozione sociale”: Associazione La Voce, Via Bellezza 15 – 20136 Milano, codice fiscale 97320670157. Grazie!
Emmanuel Macron ha vinto le presidenziali in Francia. Per realizzare il suo programma ha ora il problema di trovare una maggioranza nell’Assemblea nazionale. Perché è difficile che il suo neonato partito ottenga la maggioranza alle elezioni di giugno.
Il Venezuela si trova a rivivere la più classica delle crisi in stile anni Settanta e Ottanta, caratterizzata da fughe di capitali e calo delle riserve ufficiali in uno scenario di profonda recessione e di elevata inflazione. Ed è un crollo annunciato.
A che punto è l’Italia sugli obiettivi relativi all’istruzione da raggiungere entro il 2020? Formalmente è in linea con quanto si è impegnata a fare. Ma i laureati restano al di sotto della media europea, mentre gli abbandoni precoci sono ancora troppi.
I dati sull’occupazione dei giovani a pochi anni dall’uscita dagli studi confermano il miglioramento registrato dai dati Istat. È particolarmente rilevante perché riguarda proprio coloro che più sono stati penalizzati nel corso della crisi economica.
Ritorna il fact-checking de lavoce.info. Passiamo al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca a Luigi Di Maio e alle sue affermazioni sul mercato del lavoro.
Negli ultimi anni la Borsa italiana ha avuto un ruolo sempre più marginale nell’indirizzare i risparmi delle famiglie italiane verso le imprese. Non sembra preoccuparsene il presidente Consob, che nell’ultima relazione del suo mandato si è concentrato su altri temi.
Google paga al fisco italiano 306 milioni di euro per chiudere il contenzioso. Oggi non è semplice far emergere la base imponibile di una multinazionale in un singolo paese. Ma è l’obiettivo da raggiungere. A partire da una proposta di direttiva europea.
Perché il Rei può funzionare
Di Ugo Trivellato
il 12/05/2017
in Commenti e repliche
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