MARTEDì 24 FEBBRAIO 2026

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Il Punto

La crisi infinita di Alitalia ha una semplice spiegazione: l’ex compagnia di bandiera non regge la concorrenza. Con pochi voli intercontinentali, esita a trasformarsi in una linea low cost, l’unica opzione che (forse) potrebbe garantirle un futuro. Sullo sfondo tante tensioni sindacali, l’unica costante della sua storia.
Le esportazioni italiane approdano sempre più lontano dall’Europa. Merito soprattutto delle Pmi che hanno saputo sfruttare nuove nicchie di mercato, compensando il crollo della domanda interna degli ultimi anni. Un tesoro da preservare, contro chi da noi scimmiotta Trump inneggiando al protezionismo. I successi degli esportatori non cancellano lo stagnante andamento della produttività italiana. La cui modesta crescita degli ultimi anni è stata il risultato di un processo darwiniano di eliminazione dal mercato delle imprese meno produttive.
Arriva al Senato la legge sugli home restaurant, cucine casalinghe che aprono le porte a commensali sconosciuti a condizioni contrattate su una piattaforma digitale. Una nuova manifestazione della sharing economy, simile a Blablacar e Airbnb. Che per ora vale meno dell’1 per mille del mercato della ristorazione.
Grazie alle fusioni, continua a ridursi il numero dei comuni italiani. Dal 2011 oltre 109 in meno, quasi tutti al Centro-Nord, uno solo a Sud di Toscana e Marche. Anche per incoraggiare i recalcitranti, varrebbe la pena compiere una seria valutazione dell’utilizzo degli incentivi e degli effetti sulla vita dei cittadini.

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La selezione naturale che aiuta la produttività

L’allocazione delle risorse verso le imprese più produttive può favorire la crescita della produttività aggregata. Nel caso italiano, il dibattito sulla sua rilevanza è ancora aperto. Le conclusioni cambiano se si considerano tutte le categorie di imprese. Attenzione però ai costi sociali.

Home restaurant, nuove regole per i cuochi provetti

Già approvata alla Camera, staziona in Senato una legge volta alla regolamentazione dei cosiddetti home restaurant. Grazie a piattaforme digitali, cuochi non professionisti ospitano e rifocillano commensali sconosciuti. Un mercato in crescita che non dovrebbe essere ostacolato da norme troppo restrittive.

Fusioni di comuni: quando il territorio si riforma da solo

Il numero dei comuni in Italia continua a scendere, grazie alle fusioni finora portate a termine. Contano senz’altro gli incentivi finanziari previsti. Ma per capirne a fondo il carattere, il processo dovrebbe essere seguito da sistemi di valutazione in grado di guidare amministratori e cittadini.

Taxi, serve una riforma complessiva

Con il valore delle licenze destinato a ridursi, le proteste dei tassisti non cesseranno senza una soluzione strutturale. Il problema non va però affrontato come una astratta battaglia per le liberalizzazioni, ma come una concreta negoziazione tra interessi contrapposti di utenti e conducenti.

I diritti umani possono attendere. Anche nella Ue

La libera circolazione delle persone è uno dei pilastri dell’Unione Europea. E l’affermazione dei diritti umani uno dei suoi valori fondativi. Eppure dal 2001 la politica verso l’immigrazione è gradualmente cambiata. E oggi un malinteso realismo politico la porta a negare i suoi stessi principi.

Il Punto

Esplode ancora una volta la protesta dei tassisti, questa volta contro le auto Ncc. La questione è sempre quella di frenare la concorrenza, che riduce il valore delle licenze. Un aspetto che va comunque discusso.
Avvicinandosi al suo 60esimo compleanno, l’Europa è diventata una bisbetica bacchettona sull’etichettatura dei prodotti. Mantenendo però – per ragioni nazionali di bottega – una grande flessibilità nel coniugare esigenze interne di sicurezza e tutela dei diritti umani che della Ue sono principi fondanti. La mancanza di un approccio europeo condiviso è evidente anche nel braccio di ferro sulla gestione del debito greco. La Germania insiste nell’inchiodare la Grecia di oggi a pagare le colpe di politici e banche estere del passato. Mentre il Fondo monetario preme da tempo per un condono e condizioni di rimborso meno stringenti.
C’è da preoccuparsi quando Bankitalia iscrive a bilancio 350 miliardi di euro di “passività verso l’Eurosistema”? Qualcuno dice di no perché l’Eurosistema non ha personalità giuridica e quindi non può essere un vero creditore. Eppure saldi debitori sul sistema Target 2 tanto negativi segnalano una debolezza del sistema bancario nazionale.
Dal 2018 i sindaci non potranno più utilizzare gli oneri di urbanizzazione per ripianare i bilanci comunali. Istituiti 40 anni fa per coprire prevalentemente i costi delle opere pubbliche annesse alle nuove costruzioni, poco per volta hanno finito per finanziare la spesa corrente dei municipi. Ora si torna (quasi) alle origini.

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Torna in scena lo scontro sul debito greco

Fondo monetario e paesi europei litigano di nuovo sul piano di finanziamenti alla Grecia. È molto probabile che anche questa volta si arriverà a un accordo. Ma l’esperienza del salvataggio greco dovrebbe convincere l’Europa a rafforzare le proprie istituzioni per affrontare un futuro non semplice.

Cosa c’è dietro il mistero delle passività verso l’Eurosistema

La questione dei saldi debitori sul sistema Target 2 sembra un mistero. In realtà, la loro crescita segnala la debolezza del sistema bancario italiano e la sua incapacità di rispondere alle sfide dell’integrazione europea. Ed è un indicatore della perdita di competitività del sistema produttivo.

Un giusto vincolo sugli oneri di urbanizzazione

Dal 2018 i sindaci non potranno più utilizzare gli oneri di urbanizzazione per pareggiare i bilanci comunali. Lo prevede la legge di bilancio per il 2017. Ed è una buona notizia perché un freno al loro uso improprio può limitare la spinta alla costruzione di immobili oltre le reali necessità.

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