MARTEDì 24 FEBBRAIO 2026

Lavoce.info

Bce oltre il mandato. Ma per necessità

La Bce è stata sicuramente protagonista negli anni della grande crisi. Ha travalicato il suo mandato? Sì, secondo Transparency international. Spesso però ha fatto “il lavoro sporco” per conto di istituzioni incapaci di assumersi le proprie responsabilità.

Pensioni dei parlamentari: dove si annida l’iniquità

Le regole attuali per il trattamento previdenziale dei parlamentari sono simili a quelle dei lavoratori ordinari. Il problema riguarda i vitalizi maturati prima del 2012: se non si interviene, continueranno a gravare a lungo sul bilancio pubblico.

A ogni età la sua imposta

La letteratura economica offre vari argomenti a sostegno di imposte sul reddito modulate in funzione dell’età del contribuente. Le obiezioni fondate su un presunto conflitto con il principio di equità orizzontale non appaiono molto convincenti.

L’acqua scorre, tra luci e ombre

La Giornata mondiale dell’acqua dà l’occasione per fare il punto della situazione sullo stato del settore idrico in Italia. Dal miglioramento della qualità delle reti all’aumento degli investimenti, il sistema di gestione dell’acqua si è messo in moto.

Nella coppia parità di istruzione ma non di reddito

In Italia, come nella maggior parte dei paesi Ocse, le donne sono oggi più istruite degli uomini. E ciò si riflette anche nelle caratteristiche delle coppie. Ma la probabilità che percepiscano un reddito da lavoro più alto dei compagni rimane bassa.

Rischi di una scuola troppo al femminile

Un rapporto dell’Ocse ci dice che nelle scuole dei paesi industrializzati insegnano soprattutto donne. Le cause del fenomeno possono essere molte. Ma bisogna fare attenzione anche agli effetti perché gli studenti maschi potrebbero risultare penalizzati.

Il Punto

Durante la crisi degli ultimi anni sono cambiati i rapporti di forza nelle famiglie, dove, nell’8,5 per cento dei casi, la donna è la “breadwinner”, l’unica a portare a casa un reddito. Eppure, anche quando nella coppia la donna è la più istruita, sono rari i casi in cui il suo reddito da lavoro supera quello del partner. Uno sbocco professionale classico delle laureate rimane l’insegnamento, specie nella scuola primaria e secondaria. In tutti i paesi Ocse e ancor più in Italia. All’università, invece, le docenti sono meno della metà (il 40 per cento da noi). Segni di un mercato del lavoro ancora squilibrato per genere.
La crisi ha lasciato un profondo disagio anche tra le categorie sociali, sul ceto medio prima di tutto. All’interno del quale, a differenza del passato, i lavoratori autonomi (soprattutto artigiani e commercianti) sono ora ben più insoddisfatti degli impiegati.
Il contratto di fornitura di elettricità e gas è così opaco che il 68 per cento delle famiglie preferisce il regime di maggior tutela. Anche perché, se sceglie il mercato libero, finisce spesso per pagare di più. Quando (se) il decreto concorrenza farà passare tutti al mercato, servirà predisporre offerte a protezione dei più deboli.
Abbiamo visto come è stata mal gestita la flessibilità concessa dalla Ue sui nostri conti pubblici. Ora, per stimolare l’economia, è stata proposta un’espansione degli investimenti pubblici nei paesi con un rapporto deficit-Pil sotto il 3 per cento. Indispensabile, però, una accurata preparazione dei singoli progetti.
Brillante economista e – allo stesso tempo – impegnato nella cosa pubblica fino a prendersi la responsabilità di sindaco di una città come Piacenza, Giacomo Vaciago ci ha lasciato troppo presto – a 75 anni – quando aveva ancora molto da dirci con la sua sempre ironica competenza.

Tortuga risponde ai commenti all’articolo “Via i voucher, ma erano utili

L’insoddisfazione della classe media. Anzi, due classi medie

Non c’è una sola classe media in Italia, ma due. E la piccola borghesia di artigiani e commercianti è stata colpita dalla stagnazione e dalla crisi economica molto più di quella impiegatizia. Il ritorno alla situazione dei primi anni Duemila è ancora lontano.

Famiglie spaesate nel mercato libero dell’energia

Per le forniture di energia molte famiglie italiane restano sotto il regime di maggior tutela. Se scelgono il libero mercato, a volte sbagliano contratto e finiscono per pagare di più. Sarebbero utili offerte su misura per alcune categorie di consumatori.

Meglio i voucher del lavoro nero

Misura realista

Rispondiamo ai commenti al nostro recente articolo sui voucher, rispetto all’impostazione “neoliberista” dell’articolo, all’utilità e agli abusi dei buoni lavoro e agli aspetti politici della vicenda. Non deve esistere lavoro senza diritti e proprio per questo il lavoro retribuito a voucher, quando non abusato, garantisce più diritti di quello a nero. Nell’articolo descriviamo come vanno limitati gli abusi: un primo (deciso) passo era stato fatto con l’introduzione della tracciabilità, passi successivi sarebbero potuti essere la sinergia di risorse e controlli con l’Inps e la limitazione a settori che hanno più marcate necessità di lavoro occasionale o stagionale. Limitarli a famiglie e singoli non aiuta necessariamente a eliminare gli abusi e impedisce l’utilizzo in alcuni dei contesti in cui sarebbero più utili (basti pensare al settore agricolo). È interessante anche guardare agli articoli 80 e 81 della “Carta universale dei diritti del lavoro”: propongono qualcosa di estremamente simile ai voucher, limitando però committenti e ricettori in un modo che impedisce l’accesso ai buoni a soggetti che potrebbero beneficiarne (pensiamo ad esempio ai lavoratori part-time). Non sembra quindi un’alternativa altrettanto efficace. Importante infine ricordare che i voucher sono intesi come lavoro accessorio sia per il committente che per il ricettore, non possono cioè costituire il lavoro principale, ma un’integrazione (utile perché flessibile) per il lavoratore, che può aiutare a sostenere il reddito. Per quanto riguarda le considerazioni politiche, ribadiamo due aspetti: non è auspicabile arrendersi agli umori e agli slogan semplicistici, come l’abolizione tout court dei voucher. D’altra parte, sembra plausibile che, dato l’effetto così contenuto dello strumento, il governo abbia preferito cancellarlo rispetto a farsi logorare per difenderlo, o spendere troppo tempo ed energia a negoziarne i cambiamenti.

Pagina 582 di 1403

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén