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  1. Michele Rispondi
    Appare evidente che non si tratta di eccesso di ottimismo nelle previsioni o incapacità di spesa. L'incremento della spesa corrente in sostituzione di investimenti (per i quali si era ottenuto la flessibilità) deriva da una ben precisa decisione politica
  2. Henri Schmit Rispondi
    Spero che chi legge questa analisi di dati si renda conto della gravità della situazione, della grave inadeguatezza dell'azione governativa nel campo degli investimenti pubblici. Peggiore ancora è stata l'azione del governo per incentivare gli investimenti privati. Tutto invece si regge proprio sugli investimenti: la crescita, l'occupazione, i monte delle imposte, i parametri dei conti pubblici. Per quanto riguarda i fondi strutturali posso riferire che i seminari organizzati con soldi pubblici dal Dipartimento delle politiche presso la presidenza del consiglio sono praticamente inaccessibili per semplici 'curiosi' come il sottoscritto. Non si tratta di mera incapacità. Bisogna dirlo fuori dai denti: in questo paese non si muove foglia a meno che ne possano trarre qualche vantaggio i potenti o i loro amici e clienti. E noi osiamo prendercela con il non proprio simpatico presidente dell'eurogruppo che, in difficoltà a casa sua, la spara un po' più grossa del solito?
    • Michele Rispondi
      Completamente d'accordo. In una casa comune non ci si può meravigliare se i coinquilini diventano sospettosi, critici e particolarmente duri nei confronti di chi sistematicamente non rispetta gli impegni presi, approfitta delle risorse altrui (quantomeno in termini di credibilità) e in aggiunta si lamenta di continuo di essere trattato male
  3. Paolo Montanari Rispondi
    Non era comunque difficile prevedere questo esito nelle more di una nuova normativa sugli appalti pubblici ancora tutta da " digerire " e, al contempo, in corso di rivisitazione. Senza tener conto della affannosa attuazione della riforma della PA presa a cannonate da Enti vari e soprattutto dai Dirigenti pubblici , " I signori del tempo perso ". E' finito da molto tempo, in Italia, il Keynesismo senza se e senza ma. Senza tener conto del funzionamento della macchina amministrativa in materia di investimenti si fanno i conti senza l'oste. PS: per l'edilizia scolastica il governo ha stanziato molti miliardi e sospeso e poi eliminato il patto di stabilità interno, ma di interventi se ne sono visti pochi da parte di Comuni e Province.