LUNEDì 23 FEBBRAIO 2026

Lavoce.info

I numeri di Trump: tanti tagli al welfare

La proposta di bilancio per il 2018 dell’amministrazione Trump prevede un netto calo dei finanziamenti ai programmi sociali, anche a prescindere dalla riforma dell’Obamacare. Per questo il negoziato per ottenere l’approvazione del Congresso sarà complesso.

La salute disuguale

Le diseguaglianze in tema di salute esistono in tutti i paesi, sviluppati e non, con o senza sistema sanitario universale. Ma quali fattori le determinano? Quanto conta il reddito e quanto la cultura? Se ne discuterà al Festival dell’Economia di Trento.

Il Punto

Donald Trump ha presentato la sua finanziaria per il 2018. In aumento le spese per difesa, sicurezza nazionale e veterani, in calo i fondi per ambiente, welfare, sanità e casa per i più deboli. Un piano che mira al pareggio di bilancio gradito ai repubblicani. Sperando in un 3 per cento di crescita annua del Pil.
Al Festival dell’Economia di Trento, dal primo giugno, si parlerà – anche con l’apporto de lavoce.info – di salute disuguale, tra paesi, tra regioni e all’interno delle stesse regioni. Con un’idea in mente: che di povertà non è giusto né morire né ammalarsi.
Il Tar del Lazio ha invalidato la nomina di cinque direttori “stranieri” di musei. Un colpo al cuore della riforma Franceschini che vuole promuovere l’autonomia gestionale e finanziaria dei beni culturali. Una scelta, dice una ricerca, che meglio sfrutterebbe il potenziale di queste strutture. Sia pubbliche sia private.
A partire da giugno, con il pagamento della cedolare secca del 21 per cento, emergerà un po’ del nero degli affitti brevi, tipo Airbnb, e arriveranno 140 milioni di gettito aggiuntivo. Per il settore ci vuole di più: una normativa leggera, senza burocratizzare un’attività familiare e senza concessioni alla lobby degli alberghi.
Con un decreto di fine 2016 il Miur ha assegnato 67,4 milioni del Fondo per il finanziamento ordinario, senza distinguere tra università pubbliche e private. In tal modo, zitto zitto, riconosce a enti di natura giuridica privata un aiuto di stato vietato dai trattati europei.
Nella crisi del mercato del lavoro del nostro paese hanno sofferto ancor più gli immigrati albanesi che lavorano qui. Sia rispetto agli italiani, sia rispetto ad altri immigrati. Non è una discriminazione etnica ma il risultato di alcune caratteristiche socio-demografiche che li differenziano dagli altri.

Paolo Balduzzi e Massimo Bordignon rispondono ai commenti all’articolo “Alla ricerca della legge elettorale perduta

15 anni de lavoce.info: feste-convegni 5 giugno a Milano e 6 giugno a Roma
Nel 2017, lavoce.info compie 15 anni. Festeggeremo il compleanno con i nostri affezionati lettori e sottoscrittori la mattina di lunedì 5 giugno a Milano e il pomeriggio di martedì 6 giugno a Roma. E, se potete, destinate e fate destinare il 5 per mille dell’Irpef a questo sito in quanto “associazione di promozione sociale”: Associazione La Voce, Via Bellezza 15 – 20136 Milano, codice fiscale 97320670157. Grazie!

Se è autonomo, il museo funziona meglio

Le sentenze del Tar rimettono in discussione la riforma Franceschini che ha introdotto maggiore autonomia nella gestione dei musei. Ma rendere più autonomi quelli statali sembra essere la strategia migliore per valorizzare il nostro patrimonio culturale.

Perché non basta la norma Airbnb

La cosiddetta norma Airbnb ha il solo obiettivo di contrastare l’evasione fiscale, ma la diffusione del fenomeno rende necessaria una regolamentazione più ampia. Basata su linee guida nazionali e requisiti più stringenti stabiliti dagli enti locali.

Università private: finanziamenti o aiuti di stato?

Il ministero dell’Università assegna le risorse del Fondo per il finanziamento ordinario senza distinguere tra atenei pubblici e privati. Ma così facendo, riconosce a enti di natura giuridica privata un aiuto di stato vietato dai trattati europei.

Gli albanesi nel mercato del lavoro in Italia

Gli immigrati albanesi hanno sofferto gli effetti della recessione più degli italiani e di altri lavoratori stranieri. Ma non si tratta di una discriminazione. Il fenomeno è dovuto principalmente ad alcune loro caratteristiche socio-demografiche.

Mattarellum, la legge più semplice

Governabilità, regole e scelta dei candidati

Ringraziamo tutti per gli interessanti commenti al nostro articolo “Alla ricerca della legge elettorale perduta”. Vorremmo innanzitutto ribadire che il messaggio principale del nostro articolo è che il Mattarellum, al momento, ci sembra la legge elettorale più facilmente attuabile (e approvabile) delle alternative possibili. Si tratta di una legge già utilizzata, il testo è già pronto ed è un meccanismo relativamente semplice da capire.

A nostro avviso, in mancanza di una proposta maggioritaria di nuova legge elettorale, varrebbe la pena di tentare anche questa strada. Tanto è vero che in commissione Affari costituzionali sono già state depositate alcune proposte per cancellare le ultime due leggi elettorali, ripristinando così proprio il Mattarellum. Naturalmente, la commissione si occuperà anche delle nuove proposte di cui tanto si parla in questi ultimi giorni e che approfondiremo in un contributo successivo.

Per adesso, i punti principali sollevati dai commenti ci sembrano tre.

  1. Governabilità: a differenza di altre realtà, in Italia governabilità e stabilità scontano un problema aggiuntivo dato dal bicameralismo perfetto, che richiede che il governo ottenga un voto di fiducia da entrambe le Camere. È quindi auspicabile, anche se naturalmente non lo si può pretendere a priori, che Camera e Senato esprimano maggioranza simili e riteniamo che una legge elettorale debba limitare le differenze di risultato nelle due assemblee legislative.
  2. La competenza sulle regole: è abbastanza evidente che a decidere delle regole elettorali, in quanto organo legislativo, debba essere il parlamento. Di conseguenza, è ovvio che i partiti possano influenzare la scelta. Una possibile alternativa potrebbe essere quella di inserire le regole elettorali direttamente in Costituzione. Sarebbero ancora modificabili, ma attraverso un meccanismo meno semplice di quello legislativo ordinario. In effetti, la Costituente ha scelto di non inserire la legge elettorale nella Costituzione proprio per renderla uno strumento più flessibile, anche se appare molto chiara l’impostazione “proporzionalista” della nostra Carta. Tanto è vero che le riforme elettorali di spirito maggioritario portano sempre a porre la questione della compatibilità con alcune regole costituzionali (ad esempio tutte quelle che concernono nomine).
  3. Democrazia, rappresentatività e governabilità: alcune leggi elettorali, come quelle che ricorrono ai collegi uninominali o alle preferenze, facilitano la scelta del candidato da parte degli elettori. Tuttavia, qualunque sistema democratico in cui operano i partiti deve scontare che la selezione della classe politica (i candidati se non addirittura, come la recente esperienza italiana ci insegna, anche gli eletti) sia fatta dai partiti stessi. Da questo punto di vista, più che una specifica legge elettorale, ad aumentare il potere dei cittadini nella selezione della classe dirigente potrebbe essere il ricorso alle elezioni primarie per la scelta dei candidati.

Chi prende lauti bonus con i rischi degli altri

Le regole europee mettono un limite ai bonus dei banchieri, per evitare che si prendano troppi rischi. Ma chi gestisce i soldi dei clienti continua a ricevere lauti premi se ottiene buoni risultati, senza subire alcuna conseguenza nel caso opposto.

Dipartimenti di eccellenza: la nuova geografia delle università

Sono 180 i dipartimenti universitari italiani che saranno giudicati eccellenti e premiati con importanti risorse. Verrà così ridisegnata la geografia della formazione universitaria del nostro paese. Il Sud potrebbe uscirne definitivamente marginalizzato.

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