MARTEDì 11 AGOSTO 2026

Lavoce.info

Il Punto

Nel nostro convegno annuale “I primi cento giorni di populismo” (eccone le “slide” presentate) abbiamo riunito presso l’università Bocconi di Milano redattori, collaboratori e lettori di questo sito per riflettere oltre l’attualità su rappresentanza, politiche e percezioni dei nuovi temi presenti nell’arena politica. Un esempio di come i nuovi leader offrano ricette troppo facili per la soluzione di grandi problemi è l’affermazione del vicepremier Salvini che ha quantificato in 20 miliardi i possibili proventi di un condono (“pace fiscale”) che chiuda i contenziosi con un bello sconto del 90 per cento sul dovuto. Salvo che – come chiarisce il fact-checking de lavoce.info – nella migliore delle ipotesi la raccolta sarebbe di 5,6 miliardi. Il populismo britannico si chiama Brexit e si incarna nella premier Theresa May. Che nel tempo si è convertita a un’uscita soft dalla Ue non condivisa da vari politici Uk. In un clima più da commedia con riso amaro che da dramma. E proprio in questa chiave la presentiamo ai nostri lettori.
Anche Emmanuel Macron scende in campo contro la povertà in Francia: quasi 9 milioni di persone, 14,2 per cento della popolazione. Con uno strumento, il reddito universale di attivazione, che presenta punti in comune con il reddito di cittadinanza del M5s. E l’Eliseo propone altre 21 azioni mirate allo scopo. Quanto al reddito di cittadinanza, è assodato che può funzionare solo se funzionano i centri per l’impiego. E infatti il M5s pensa di investirci oltre 2 miliardi. Non è solo un problema di soldi: vanno affrontate le disfunzioni strutturali.
Dal sito web del governo si apprende che è finita per i corrotti (hashtag #spazzacorrotti) con il disegno di legge che istituisce l’agente sotto copertura, incentiva il pentitismo e bolla con un “daspo” i colpevoli di corruzione. Però a leggere bene si capisce che l’impianto della riforma è molto debole.
La ministra Bongiorno vuole assumere 450 mila persone nella pubblica amministrazione. Certo, di forze fresche c’è bisogno perché il blocco del turn over del 2008 ha indebolito e invecchiato l’organico. Ma per evitare un’infornata elettoralistica di nuovi contratti ciò deve avvenire migliorando la qualità dei servizi, valutando il personale e puntando sulla digitalizzazione.

Nel momento della scomparsa di Carlo Dell’Aringa, amico e collaboratore de lavoce.info, la redazione ne ricorda l’impegno didattico e politico ed è vicina ai suoi familiari.

Ma quant’è ottimista Salvini sulla “pace fiscale”!

Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle affermazioni di Matteo Salvini sulla “pace fiscale”.

Per la lotta alla corruzione c’è l’hashtag ma non i contenuti

Il disegno di legge “spazzacorrotti” rischia di essere solo un annuncio. Perché non incide sulle problematiche che impediscono una lotta sistematica alla corruzione. E i tre pilastri del provvedimento sono o difficili da attuare o facili da aggirare.

Tutte le difficoltà dei centri per l’impiego

Il reddito di cittadinanza può funzionare solo se funzionano i centri per l’impiego. E infatti il M5s pensa di dedicare più di 2 miliardi alla loro riorganizzazione. Ma non è solo un problema di risorse, vanno affrontate le questioni strutturali.

Cercasi Pa giovane, efficiente e digitale

La ministra Bongiorno punta col disegno di legge “concretezza” ad assumere 450 mila nuovi dipendenti nella pubblica amministrazione nel 2019. Ma per rendere più efficiente la Pa occorre migliorare la qualità dei servizi offerti. Le opportunità e i rischi della digitalizzazione.

Tante regole in più, ma una nuova Lehman resta possibile

Nonostante il diluvio di regole e le richieste di patrimonio, i rischi nel sistema finanziario sono ancora alti. E il tentativo di riformare la gestione delle crisi si è rivelato un boomerang. Perché è stata minata la credibilità delle nuove norme.

Cento giorni senza far niente per l’economia sono troppi

Nei suoi primi cento giorni il Governo del Cambiamento non ha adottato alcun provvedimento che aiutasse l’economia italiana ad affrontare una congiuntura che si sta indebolendo di mese in mese. Non è troppo tardi per svoltare ma bisogna farlo in fretta. Primo: ridare fiducia.

Il Punto

Giusto dieci anni fa falliva Lehman Brothers. Da allora salvataggi, ricapitalizzazioni e nuove regole che hanno fatto salire il costo dell’attività bancaria. Ma la finanza – specie quella non regolata – è rimasta rischiosa. Sui nostri istituti pesano troppi titoli pubblici e crediti deteriorati in portafoglio, oltre all’errata applicazione retroattiva del bail-in.
Nei primi cento giorni di governo, tante chiacchiere ma zero provvedimenti per aiutare un’economia in rallentamento. Occorre invertire la tendenza con una strategia chiara per ridare fiducia agli investitori e rassicurare gli italiani. Nel frattempo la maggioranza licenzia il presidente Consob Mario Nava e l’esecutivo si esercita con armi di distrazione di massa come la proposta di chiusura domenicale del commercio. Che favorirebbe una platea di dipendenti e piccoli esercenti (oltre al commercio on-line) a discapito di milioni di consumatori e delle aziende della distribuzione moderna.
Da Francoforte niente sconti. Il presidente della Bce Mario Draghi, ricordando i danni delle parole estive della politica italiana, ha per ora confermato le previsioni di crescita dell’Eurozona e l’intenzione della Bce di concludere il programma di acquisto di titoli alla fine del 2018.
Il Parlamento di Strasburgo ha approvato la direttiva europea sul copyright, un punto a favore per i produttori di contenuti on-line rispetto alle grandi piattaforme che distribuiscono (motori di ricerca e social network). Un riequilibrio forse necessario. Ma ora la normativa Ue dovrà essere validata dai parlamenti nazionali.
Sul sistema pensionistico continuano a pesare dubbi di sostenibilità sul lungo periodo. Ma il governo insiste a concentrarsi su obiettivi elettoralistici di breve termine: quota cento per andare in pensione, pensione di cittadinanza, taglio delle pensioni d’oro.

Una lettera di Carlo Favero su vaccini e referendum, cioè sulla difficoltà di sviluppare un dibattito pubblico informato.

Un “X Factor” tra vaccini e referendum

Domeniche senza acquisti: un vantaggio per pochi

Il divieto di apertura domenicale dei negozi favorisce i piccoli commercianti e una parte dei lavoratori. Danneggia però i consumatori, che sono una platea molto più vasta. Il governo dovrebbe perciò considerare le conseguenze sul benessere collettivo.

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