Con quota 100 potrebbero andare in pensione fino a 475 mila lavoratori nei prossimi tre anni. Senza le penalizzazioni richieste per mantenere l’equilibrio del sistema. Un altro regalo da oltre 20 miliardi ai baby boomer (per lo più maschi). A spese dei più giovani.
Secondo il Fondo monetario, nel 2019 il Pil del mondo crescerà del 3,5 per cento. Un po’ meno del previsto, anche se non è in vista una nuova recessione mondiale. Il rallentamento viene dall’Europa (soprattutto Germania e Italia) e dai paesi emergenti. A evitare il peggio rimangono le banche centrali. Intanto la Cina accorcia il passo (al +6,4 per cento, il dato più basso dal 1990). Non tanto a causa della guerra commerciale con Trump, ma soprattutto per la contrazione del credito che ha penalizzato soprattutto l’industria (auto in testa). Si profila un ritorno in grande stile dello stato nel capitale delle imprese cinesi.
Bravo Di Battista che ha svelato a tutti il legame tra mancata decolonizzazione e migrazione? No. Il politico a 5 stelle ha fatto un pasticcio tra franco Cfa (Comunità finanziaria africana), stampa delle banconote di 14 paesi a Lione e riserve valutarie. Tanto complottismo, zero sostanza, come documenta il fact-checking de lavoce.info.
L’Intelligenza artificiale fa funzionare gli smartphone, influenza i processi di produzione e trasporto, la difesa e la medicina. Con opportunità e rischi, ad esempio quello che Usa e Cina rafforzino il loro strapotere. Di sicuro la Ue deve fare la sua parte. Intanto l’Italia riunisce tavoli affollati al Mise ma ci mette solo una briciola: 15 milioni annui da qui al 2021. Quanto agli algoritmi,sono ormai pane quotidiano sia che entriamo in un social network o facciamo un acquisto on-line. Se opportunamente valutati, potrebbero anche aiutarci a indirizzare meglio i trasferimenti pubblici. Tra le tecnologie che stanno conquistando pezzi di mercato, Netflix e le altre piattaforme di cinema in streaming fanno passi da gigante, dando filo da torcere ai box office delle sale. Come mostrano i dati di un rapporto sul settore e dell’Istat.
Le sale dei cinema sembrano aver perso il loro fascino e sempre più spettatori preferiscono le piattaforme online. Mentre il botteghino piange, ad accentuare il problema contribuiscono alcune caratteristiche dell’industria cinematografica italiana.
La crescita cinese si ferma al 6,5 per cento nel 2018. E gli effetti della guerra commerciale non si sono ancora fatti sentire. Il vero nodo sono gli alti livelli di indebitamento delle imprese. Ma le autorità non sembrano avere soluzioni adeguate.
I rischi legati all’uso o all’abuso dell’intelligenza artificiale richiedono regole e meccanismi di controllo condivisi. In questo dibattito l’Italia deve ritagliarsi un ruolo da protagonista, se vuole governare un cambiamento dalle conseguenze radicali.
Gli algoritmi, ormai sempre più presenti nella nostra vita, potrebbero aiutarci a indirizzare meglio i trasferimenti pubblici, come dimostrano due esempi. Ma occorre valutare gli effetti di una loro applicazione e fare molta attenzione alla trasparenza.
Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle affermazioni del pentastellato Alessandro Di Battista sul franco Cfa, moneta di alcuni paesi africani.
Il principale problema del reddito di cittadinanza sta nella fretta con cui si è voluto realizzarlo. Su un tema delicato e in un contesto difficile, sarebbe stato più saggio aumentare progressivamente gli importi e la platea del reddito di inclusione.
Theresa May continua imperterrita a ripetere che bisogna “consegnare al paese quello che ci ha chiesto”, ossia l’uscita dalla Ue, anche senza accordo. Ma il paese dovrà pagare un prezzo altissimo. E non sono certo di aiuto le ambiguità di Jeremy Corbyn.
Il reddito non-di-cittadinanza uscito dal Consiglio dei ministri è una misura non universale riservata a italiani e alcuni non italiani poveri che soddisfacevano tanti requisiti. Nel tentativo di onorare una promessa elettorale del M5s, la fretta ha partorito un provvedimento confuso con costi ed effetti impossibili da valutare.
Nel Regno Unito, invece, non è stata la mancanza di tempo (ci hanno messo più di due anni!) a rendere la Brexit una frittata politica indigeribile dal Parlamento britannico. Cerchiamo di capire quali sono le possibili vie di uscita dallo stallo e quali le loro conseguenze, dall’abbandono della Ue senza un accordo (“no deal”) al “contrordine, abbiamo scherzato”. Tanto criticata dai sovranisti di tutti i paesi, l’Ue ha però – tra le altre cose – la forza di contrastare l’elusione fiscale delle multinazionali. L’ultimo caso riguarda la Nike, ma vediamo quali sono i numeri aggiornati su questo fronte.
Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna avevano raggiunto una pre-intesa con il precedente governo per una maggiore autonomia gestionale. Ora il governatore Zaia vuole trattenere in Veneto il 90 per cento delle entrate fiscali e riservarsi competenze legislative su ben 23 materie. Ma la Lega non è più la Lega Nord.
La Bce ha sollecitato le banche vigilate a rafforzare le riserve a copertura dei crediti deteriorati. Troppi Npl appesantiscono di sicuro i bilanci bancari. Ma imporre e comunicare di punto in bianco la necessità di azzerarli è una mossa controversa. E così l’intervento non è piaciuto né ai mercati né alla politica.
Un commento di Antonio Traino e Lapo Trapelicino all’articolo di Francesco Daveri “L’effetto Salvini sugli sbarchi conta metà dell’effetto Minniti”. E la replica dell’autore.
Tra Minniti e Salvini un confronto improprio?
Di Antonio Traino e Lapo Trapelicino
il 18/01/2019
in Commenti e repliche
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