GIOVEDì 20 AGOSTO 2026

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Nella guerra dei dazi la tregua sa di sconfitta

Il vertice di Osaka ha evitato un avvitarsi della guerra commerciale tra Usa e Cina, però non ha fatto alcun passo avanti su temi propri del G20 come la riforma del Wto. I due grandi si scambiano concessioni, ma tengono sotto scacco il resto del mondo.

Il Punto

“Gli altri paesi Ue non fanno la loro parte”: così, durante la vicenda Sea Watch, ha tuonato Matteo Salvini. Ma se migranti e profughi fossero assegnati ai paesi Ue in proporzione a Pil o popolazione e non secondo l’accordo di Dublino l’Italia dovrebbe accoglierne di più. Sarà per questo che le grida contro l’Europa non diventano volontà di cambiarne le regole.
Dopo la guerra dei dazi, Donald Trump e Xi Jinping hanno annunciato che toneranno a trattare. Sul tavolo della partita tra i due ci sarà un po’ di tutto, dal commercio della soia americana alla tecnologia della cinese Huawei. In un quadro in cui conta la legge del più forte e non le logiche multilaterali del Wto.
Belli i dati di mercato del lavoro del mese di maggio: disoccupazione appena sotto al 10 per cento e la proporzione di adulti occupati al record del 59 per cento. Sperando che i “segni più” si consolidino, per ora il basso numero delle ore lavorate totali segnala che il lavoro creato continua ad essere poco “dignitoso”.
Scarseggiano i medici? Non c’è limite al peggio: tra poco, nel 2025, gli specialisti del Ssn saranno dimezzati, da 105 mila a 52 mila. Varie le cause, imputabili alla trascuratezza dei governi di ogni colore, ma adesso, coi pensionamenti anticipati di quota 100 è arrivato il colpo di grazia. Vediamo cosa si può fare.
Uno dopo l’altro, in cinque anni in Italia tre partiti – Pd, M5s, Lega – hanno fatto il pieno di consensi per poi (in due casi, per ora) dilapidarli in un lampo. La volatilità del voto caratterizza questa fase storica, da noi come in Francia. Meno in Germania e nel Regno Unito.

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Più lavoro, ma senza qualità

Per la prima volta da febbraio 2012, il tasso di disoccupazione è sceso sotto il 10 per cento mentre il tasso di occupazione è al livello più alto dal 1977. Buone notizie, certo. Ma rimangono da affrontare sfide enormi, con riflessi diretti sulla qualità di vita e di lavoro dei cittadini italiani.

Pochi medici in corsia e troppi sui libri

Molti i pensionamenti dovuti a quota 100 nel nostro Servizio sanitario nazionale. Viceversa, sono pochi i medici pronti a sostituire coloro che se ne vanno. Risultato di una scarsa programmazione e, forse, di troppi ostacoli per diventare medico.

Politici, attenti: l’elettore è volubile

I dati delle elezioni europee mostrano una crescente tendenza alla volatilità nelle scelte degli elettori. Ogni tornata elettorale consegna nuovi rapporti di forza tra i partiti. Ma l’ennesima giravolta italiana forse prelude a ulteriori cambiamenti.

Milano-Cortina 2026: oro anche per l’economia locale?

L’entusiasmo per l’assegnazione delle Olimpiadi invernali 2026 a Milano-Cortina è giustificato? L’analisi di impatto economico dice di sì. Ma l’esperienza insegna che non sempre sono state un affare. È la visione di lungo periodo a fare la differenza.

Ritorno del protezionismo, prossima fermata G20 di Osaka

La guerra dei dazi ha reso più difficili gli scambi internazionali. Ma restrizioni al commercio sono già state introdotte a partire dalla crisi del 2008. Ora il G20 di Osaka potrebbe essere l’occasione per riaffermare la logica multilaterale del Wto.

La pensione viaggia sui numeri, non sulla slitta di Babbo Natale

Anche in versione “quota 100”, la pensione d’anzianità resta insostenibile e iniqua. Lo è nella componente retributiva e in quella contributiva. Perciò il lento passaggio dal regime retributivo a quello contributivo non potrà migliorarne la pagella.

Il Punto

Archiviato il giusto entusiasmo per l’assegnazione delle Olimpiadi invernali 2026 a Milano-Cortina, proponiamo una prima analisi di costi operativi, spese, produzione generata, posti di lavoro. Errori e successi del passato indicano che un evento genera valore e sviluppo nel tempo se attiva gli investimenti privati di contorno. Dall’altro capo del mondo, al G20 di Osaka, occhi puntati sulla guerra tariffaria Usa-Cina. Dietro al ritorno del protezionismo, però, non ci sono solo i dazi di Trump ma anche gli aiuti statali alle imprese che esportano e a quelle minacciate dall’import. E questi li danno tutti i governi, stracciando la logica multilaterale del Wto.
Sulla carta in Italia si va in pensione tardi (67 anni). In pratica, l’età di pensionamento è tra le più basse in Europa, a causa delle pensioni di “anzianità” (o “anticipate”) che pesano sui conti dell’Inps. Con l’aggravio della trovata salviniana di “quota 100”. Su un altro tema caro al ministro dell’Interno, il blocco dei porti a navi cariche di profughi come la Sea Watch, c’è la discutibile (falsa secondo il fact-checking de lavoce.info) interpretazione di una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo da parte dello stesso Matteo Salvini e di Giorgia Meloni. Rimane il fatto che non siamo capaci di governare i flussi di persone in fuga da violenza e fame. Così come non sappiamo interpretare e governare il cambiamento demografico. L’Italia è un paese con troppi vecchi e troppe culle vuote. Urgono politiche della famiglia per non pagare in seguito un prezzo che diventerà sempre più alto.
Sbaglia chi pensa che il salario minimo elimini il problema dei redditi da lavoro troppo bassi. Sono due aspetti ben diversi del mercato del lavoro. Andrebbe ripensato il sistema di contrattazione collettiva per adeguare i minimi retributivi alla dinamica della produttività.

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Così l’Italia è rimasta senza giovani

L’invecchiamento della popolazione è una tendenza mondiale. Però l’Italia è tra i paesi che più l’hanno accelerata. È soprattutto la persistente bassa fecondità che continua ad alimentare i nostri squilibri demografici. E ci sarà un prezzo da pagare.

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