GIOVEDì 20 AGOSTO 2026

Lavoce.info

Costa cara la flessibilità sulle pensioni

Nel lungo periodo, quando per tutti varrà il regime contributivo, la legge 26/2019 consentirà un’uscita più flessibile dal lavoro. Ma nel breve periodo, i tanti che andranno in pensione con il regime misto determinano un aumento significativo della spesa previdenziale.

Contro il calo demografico serve programmazione

Italia ed Europa devono affrontare il problema del calo demografico. Gli eventuali rimedi, però, avranno effetti solo nel lungo periodo. Ecco perché è urgente programmare alcuni cambiamenti sempre più necessari. A partire da scuola, lavoro e pensioni.

Ma riparte il mattone dopo la lunga crisi?

Le nuove costruzioni ristagnano da anni, ma le compravendite di immobili hanno ripreso a crescere dal 2014. Le caratteristiche dell’Italia di oggi e un consumo di suolo elevato indicano che lo sviluppo del settore edilizio dipende dalle ristrutturazioni.

Opere inutili: Tav alla siciliana

Tra le opere “strategiche” indicate dal governo Gentiloni ci sono due linee ferroviarie siciliane: la Messina-Catania e la Palermo-Catania. Per giustificarle si dovrebbe ricorrere a ipotesi molto azzardate. Come mostra un’analisi costi-benefici indipendente.

Per proteggere i rider via le collaborazioni autonome

La norma che la Camera si accinge a varare va molto al di là dell’introduzione delle protezioni essenziali per i ciclofattorini. Sostanzialmente si spinge a cancellare quasi del tutto i contratti di lavoro autonomo continuativo.

L’eredità di Mario Draghi

Mario Draghi lascia la Banca centrale europea dopo otto anni di mandato. Così come convinse i politici a varare l’Unione bancaria, ora sembra avere aperto una crepa in materia di politica fiscale. A Christine Lagarde il compito di sfruttarla.

Il Punto

I “rider” o ciclofattorini avranno la legge che li protegge. Anche troppo. Loro e tutti gli autonomi collaboratori continuativi saranno “lavoratori subordinati”. Dopo il voto della Camera nascerà una gabbia contrattuale senza spazio per la flessibilità. Di cui il lavoro organizzato su piattaforme digitali ha bisogno.
Mario Draghi ha governato la Bce per otto anni salvando l’euro. Spesso criticato dai tedeschi e inascoltato nei suoi appelli a procedere con riforme accompagnate da politiche di bilancio di sostegno alla crescita, oggi lascia quando anche in Germania il vento sta cambiando nella direzione che lui ha indicato.
Si chiama “decreto clima” ma sui cambiamenti climatici c’è poco. Si parla semmai di qualità dell’aria. Mentre si stanziano 255 milioni per un “buono mobilità” per chi rottama vecchie auto e motorini in cambio di abbonamenti ai mezzi pubblici o dell’acquisto di una e-bike. I problemi restano da affrontare.
Peraltro, prima di fare le leggi sarebbe bene valutarne gli effetti attesi. Invece nella finanziaria ci saranno agevolazioni a chi chiede scontrini e ricevute al ristorante o all’idraulico. Anche se alcuni studi dicono che offrire incentivi monetari potrebbe vanificare la spinta etico-morale alla base dei comportamenti anti-evasione. Mentre un’altra ricerca sull’effetto dei fondi di coesione territoriale sulle elezioni italiane mostra che politiche fiscali più espansive potrebbero aiutare contro il populismo. Riducendo i disagi e le paure indotte e ingigantite dalla tenaglia tra globalizzazione e rivoluzione tecnologica.

Il podcast de lavoce.info
Il nuovo podcast lavoce in capitolo. Parliamo di “Rilanciare la crescita” con Francesco Daveri.

Molto fumo e poca sostanza nel decreto clima

Il decreto clima rimanda i tagli ai sussidi dannosi per l’ambiente e mantiene il “buono mobilità”, la cui efficacia è dubbia. Ma la portata del provvedimento è data dai 450 milioni di investimento, ben poca cosa rispetto ai 54 miliardi della Germania.

Se chiedere lo scontrino è un’azione morale

Le proposte per favorire il ricorso ai pagamenti elettronici prevedono anche un piccolo sussidio per i consumatori che utilizzano bancomat e carte di credito. Ma può essere un incentivo controproducente, perché ignora la spinta etico-morale anti-evasione.

Così i fondi europei frenano il voto anti-sistema*

Politiche fiscali espansive possono ridurre il favore che le forze populiste raccolgono nel mondo occidentale? Sì secondo i risultati di una ricerca che ha studiato l’effetto dei fondi europei di coesione territoriale sulle elezioni italiane del 2013.

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