La pandemia ha cambiato la ripartizione del tempo nelle famiglie italiane. Si accentua ancora di più il divario di genere nella cura della casa e dei bambini per le donne che vivono con un partner. E anche la chiusura delle scuole ricade su di loro.
In occasione della Giornata internazionale della donna, lavoce.info propone un’uscita speciale tutta di autrici.
Il rischio che la crisi da Covid moltiplichi le disuguaglianze è alto. Finora gli ammortizzatori sociali hanno attutito la dispersione del reddito da lavoro ma sul lungo periodo servono soluzioni strutturali. A prescindere dal tipo di impiego, le lavoratrici sono più soggette al rischio di sperimentare interruzioni nell’attività lavorativa. E non va meglio per le cure assistenziali: le donne fanno più fatica a ottenerne e ne danno di più. La pandemia ha cambiato anche allocazione del tempo delle donne. Accentuando divari già esistenti tra i partner.
Le bambine in matematica ottengono punteggi più bassi dei loro coetanei maschi, in particolare in Italia. Come colmare il gap? Per esempio con metodi di apprendimento attivo e cooperativo. Non solo la scuola: a essersi fermate sono anche molte attività extra-scolastiche. Con ripercussioni pesanti sullo sviluppo socio-emotivo dei bambini, che si vanno ad aggiungere a quelle sull’apprendimento.
Qual è la condizione delle donne in Cina? Dalla politica del figlio unico a quella sulla proprietà immobiliare, le disparità di opportunità sono senza eguali. Con un peggioramento nell’ultimo quindicennio.
È online la prima puntata della terza stagione de lavoce in capitolo, il podcast de lavoce.info: “Come cambia il Recovery Plan con Mario Draghi”, ospiti Massimo Bordignon e Carlo Altomonte. Venerdì prossimo parleremo di Ue e vaccini.
Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”. Qui il nostro slideshow speciale per l’8 marzo.
Nel momento della scomparsa della madre di Francesco Daveri, Claudia Armani, la redazione si stringe attorno all’amico e collega.
La crisi innescata dal Covid-19 rischia di aggravare le disuguaglianze. I provvedimenti del governo hanno attutito l’aumento della dispersione del reddito da lavoro nella prima metà del 2020. Ma nel lungo periodo la situazione può essere molto diversa.
Con l’apertura a singhiozzo delle scuole, la pandemia causa importanti perdite negli apprendimenti dei bambini. Ma da mesi sono ferme pure le attività extrascolastiche, che influenzano il loro sviluppo socio-emotivo. E le ripercussioni sono significative.
I dati Istat sulla povertà assoluta indicano un netto peggioramento della situazione nel 2020. I più colpiti sono gli stessi che avevano subito le crisi precedenti: famiglie con figli, lavoratori, stranieri. Preoccupa l’aumento della povertà fra i giovani.
La politica economica dovrà presto decidere la strategia di sostegno alle imprese. Va trovato un punto di equilibrio fra tenere in vita “zombie” e far morire aziende sane ma in sofferenza perché operano in attività duramente colpite dalla pandemia.
Giovani, stranieri, famiglie con figli e lavoratori del settore privato. È l’identikit delle fasce più colpite dalla crisi innescata dalla pandemia che emerge dalle stime preliminari dell’Istat sulla povertà nel 2020. Intanto un’analisi mostra come più di un’impresa su due necessiti di un intervento pubblico. Dove concentrarsi? La scelta spetta alla politica, che dovrà evitare di tenere in vita quelle morenti e di far morire quelle sane. Azioni rapide e incisive sono indispensabili anche sul fronte mutui: il fondo di solidarietà Gasparrini, già potenziato dai decreti varati in piena pandemia, a breve non basterà più. Urge la creazione di una bad bank apposita.
Come migliorare la governance delle infrastrutture in Italia? Servono stazioni appaltanti qualificate, norme più semplici e controlli sostanziali. E l’intelligenza artificiale può aiutare a identificare eventuali anomalie. La sentenza della Corte di giustizia Ue sul salvataggio di Banca Tercas conclude una vicenda iniziata nel 2014. I tempi sono maturi per una modifica delle direttive europee in materia di crisi bancarie.
Si fa presto a dire “cultura”, settore che in realtà comprende mondi diversi. Il Recovery Plan è un’occasione unica per renderla più inclusiva e accessibile e per affrontare il tema dell’equo trattamento economico. Come ridurre i ritardi nell’esecuzione del Pnrr? Serve, almeno nella prima fase, una responsabilizzazione diretta dei cittadini. Con un coinvolgimento efficace di tutte le amministrazioni locali.
Riparte lavoce in capitolo, il podcast de lavoce.info. Ci potete ascoltare ogni venerdì, su tutte le app per i podcast e su questo sito. Prima puntata della terza stagione: “Come cambia il Recovery Plan con Mario Draghi”. Ospiti di questa settimana sono Massimo Bordignon, Professore all’Università Cattolica di Milano e membro dello European Fiscal Board, e Carlo Altomonte, Professore di Economia all’Università Bocconi.
Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”.
Il settore “cultura” comprende mondi diversi, ma sempre più interconnessi. Il Pnrr dà la possibilità di sviluppare progetti che ne ampliano il ruolo, insieme alla consapevolezza collettiva della sua importanza. Non sarà facile, ma vale la pena provare.