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Tag: Guerra in Ucraina

Le opinioni di italiani ed europei sulla guerra in ucraina in cinque grafici

Conseguenze della guerra: scenari per l’economia italiana

Quali saranno le conseguenze della guerra in Ucraina per l’economia italiana? Molto dipenderà dalla sua durata, ma alti prezzi di gas, petrolio e altri prodotti incideranno in modo strutturale sulla crescita del Pil almeno per i prossimi due anni.

Il Punto

Bassa crescita e inflazione alta: lo spettro della stagflazione si riaffaccia in Europa. Per evitare il “peggiore dei mondi possibili” le banche centrali – la Bce in particolare – devono agire sulle aspettative, annunciando in anticipo le proprie azioni future. D’ora in avanti i paesi “ostili” pagheranno le forniture di gas russo in rubli: la decisione di Putin garantisce a Mosca un afflusso di valuta estera che limita l’efficacia delle sanzioni. Con i rincari del gas che trascinano quelli di tutto il settore, il governo italiano interviene per arginare gli aumenti dei prezzi dell’energia. Alle aziende energetiche si dovrebbe chiedere di utilizzare i profitti in eccesso per investimenti, in modo da adeguare l’offerta alla domanda. Per ridurre la dipendenza dalle importazioni di gas e petrolio e rispettare gli impegni sulla transizione ecologica, sarebbe utile aumentare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili. Ma le installazioni di impianti eolici e fotovoltaici sono ostacolate da iter burocratici eccessivamente complessi. Milioni di persone lasciano l’Ucraina per sfuggire alla guerra. In Italia già vive una consistente comunità ucraina: ecco alcuni dati per capire come è composta e dove vive.

Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”.

Lavoce lancia una nuova iniziativa: lavoce in 30 minuti, una serie di dirette con redattori e collaboratori per discutere dei principali temi di attualità economica. Il primo appuntamento è il 29 marzo, alle ore 18, con Gianmarco Ottaviano. Per partecipare basta compilare questo modulo.

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Il Punto

Sempre più spesso le sanzioni sostituiscono le azioni militari, l’ultimo esempio sono i provvedimenti presi dai paesi occidentali contro la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. Nei prossimi anni il tentativo di sottrarsi a ricatti economici reciproci porterà a una riconfigurazione dell’economia mondiale per gruppi integrati di paesi. Dopo la pandemia anche in Italia sono aumentate le dimissioni dal posto di lavoro. È un fenomeno complesso e a spiegarlo non bastano né l’ipotesi di “dimissioni rimandate”, né la paura di ammalarsi di Covid sul posto di lavoro, né il malessere dovuto allo smart-working. Tra le politiche attive del lavoro debutta il Programma Gol: la sua capacità di successo dipende però da una rivoluzione digitale che deve coinvolgere in primo luogo il personale dei centri per l’impiego. Sono 3,8 milioni gli anziani non autosufficienti nel nostro paese e a prendersene cura sono soprattutto le donne. E in futuro? Una indagine esplorativa mostra che le persone più giovani sono consapevoli dei rischi associati alla non autosufficienza. Istituzioni e organizzazioni dovranno essere pronte a rispondere alla nuova domanda di servizi. Il Sistema per lo scambio di quote emissione è un pilastro della politica europea sul clima, ma va ripensato perché così com’è rischia di deprimere l’economia. Nella Giornata mondiale dell’acqua proponiamo alcuni grafici su consumi (e sprechi) in Italia e riprendiamo l’analisi sulle risorse previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per il sistema idrico.

Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”. Questa settimana abbiamo realizzato una serie di grafici sullo stato e il consumo delle risorse idriche in Italia.

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Il Punto

Oggi è l’8 marzo, la Giornata internazionale della donna. Lavoce la celebra pubblicando solo articoli firmati da autrici. L’Unione europea si prepara ad accogliere i profughi che fuggono dalla guerra in Ucraina. Per salvaguardare diritti e sicurezza di tutti bisogna avere la consapevolezza che investire in accoglienza e integrazione significa investire sul futuro. Chi si oppone alle quote di genere ricorre spesso all’argomento che le donne non lavorano bene con altre donne: una ricerca dimostra che la chiave è lasciare la libertà di scegliere con chi si vuole collaborare, donna o uomo che sia. Gli inquilini morosi non sono il problema più grave delle case popolari, è il modello ibrido tra mercato e welfare che mostra tutte le sue lacune. A parità di condizioni, non è vero che i cittadini del Sud evadono le imposte più di quelli del Nord. Ma è vero che nel Meridione c’è una maggiore diffidenza verso lo stato e di questo dovremmo preoccuparci. Rendere più digitali e più sostenibili le imprese sono obiettivi del Pnrr. Dalla combinazione delle due strategie derivano infatti molti vantaggi, soprattutto per le aziende di piccole dimensioni, che vanno però aiutate a trovare le risorse organizzative per affrontarle contemporaneamente. A tre mesi dal varo sono già molti gli enti non profit che hanno scelto di iscriversi al nuovo Registro degli enti del terzo settore: la riforma sta dunque raggiungendo gli obiettivi di maggiore trasparenza che si prefiggeva. Per diminuire il divario di genere nel mercato del lavoro servono servizi che permettano di conciliare lavoro e famiglia, come l’accordo sindacale che porta all’apertura di asili nido nelle sedi Fincantieri: un esempio da seguire.

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Il Punto

Non si ferma la guerra in Ucraina. E nella Ue torna di attualità la necessità di una difesa comune. Non sembra però un progetto realizzabile in breve tempo, anzi il conflitto potrebbe allontanarlo ancora di più. Tra le conseguenze della guerra, c’è un prezzo del gas che continua a salire, alterando la stagionalità degli acquisti e degli stoccaggi. Serve una strategia per arrivare preparati al prossimo inverno. I mercati finanziari per il momento non hanno subito grandi scosse, ma gli effetti delle sanzioni e la risalita dell’inflazione rallenteranno la crescita economica mondiale. Le disuguaglianze di reddito in Italia sono più alte di quanto stimato in passato e sono in crescita dal 2008. I più colpiti sono “i soliti noti”: donne, giovani e Sud. In una nuova analisi la fotografia aggiornata di un fenomeno multi-dimensionale. Il divario più pervasivo è quello di genere e, in vista dell’8 marzo, lavoce.info si concentra sul tema già da questa settimana. Le difficoltà delle donne nel mercato del lavoro non sono solo un problema economico, ma investono aspetti socio-culturali, che vanno affrontati nel loro insieme. La violenza contro le donne si combatte anche con la diffusione capillare di servizi di sostegno alle vittime, perché contribuiscono ad aumentare le denunce degli aggressori: l’esperienza di Inghilterra e Galles. Di riassetto del servizio idrico al Sud si parla ormai da quasi trent’anni. L’ostacolo principale è la mancanza di competenze, che può essere risolta solo con l’affiancamento obbligatorio di soggetti qualificati.

Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”. Questa settimana abbiamo realizzato una serie di grafici sull’inquinamento da plastica nel mondo.

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Il Punto

La guerra in Ucraina cambia gli scenari. Tra Cina e Russia si profila un’alleanza di fatto, con gli acquisti di grano e gas che sostengono l’economia russa colpita dalle misure sanzionatorie decise da Ue e Stati Uniti. Ma le sanzioni economiche e finanziarie saranno davvero efficaci? Quelle imposte nel 2014 dopo l’invasione della Crimea non hanno funzionato perché potevano essere aggirate. Oggi sono mirate a obiettivi specifici, ma devono dare risultati velocemente. Per quanto riguarda l’Italia, la crisi ci impone di trovare un’alternativa per i 33 miliardi di metri cubi di gas che importiamo dalla Russia, prima ancora di preoccuparci dei rincari. In un contesto geopolitico e finanziario sempre più incerto, l’azione delle banche centrali diventa più difficile da prevedere. Nel 2022 si celebrano i vent’anni di vita dell’euro. La moneta unica ha già dovuto affrontare tre gravi crisi e, nonostante il ruolo acquisito nelle transazioni internazionali, resta fragile per la mancanza di una politica fiscale comune. La guerra non fa dimenticare un’altra crisi, quella pandemica. Mantenere aperte le attività essenziali ha avuto un costo, che avrebbe potuto essere mitigato da più alti investimenti in sanità e una scelta più selettiva dei settori esentati dal lockdown.

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