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L’alba della Bce 2.0

In anticipo sulle previsioni, la Banca centrale europea ha rivisto il proprio target di stabilità dei prezzi, fissando un obiettivo di inflazione simmetrico del 2%. Le conseguenze della scelta e le differenze con la strategia messa in atto dalla Fed.

Le conseguenze economiche del ritorno alla normalità

La pandemia ha colpito tutti i paesi ed è stata contrastata con ricette simili ovunque, riducendo così le tensioni economiche-finanziarie. L’uscita dalla crisi potrebbe dimostrarsi più insidiosa. Le misure straordinarie vanno eliminate con gradualità.

Il Punto

Dopo aver incassato la fiducia in entrambe le camere, il governo procede in un quadro politico tutt’altro che stabile. La probabile fine del Conte II però potrebbe non coincidere con la fine della legislatura. L’Italia intanto, nonostante la pandemia, rientra nel ristretto gruppo dei paesi creditori verso l’estero. Fondamentale per la nostra stabilità e credibilità finanziaria il programma di acquisti della Bce.
Cosa deve attendersi il neo-presidente Biden dalla Cina? Pechino ormai non è più solo una potenza commerciale, ma anche finanziaria. Che ha l’obiettivo di creare un’area parallela a quella del dollaro.
Dalla proposta di direttiva Ue sul salario minimo arriva il riconoscimento del ruolo cruciale della contrattazione collettiva, su cui l’Italia è in regola. Ma serve comunque un riordino della normativa. Novità dalla Commissione anche per quanto riguarda la concorrenza tra le piattaforme digitali: la proposta è di rafforzare la sinergia con l’antitrust. Ma non mancano le criticità.

Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”. Inoltre vi proponiamo uno slideshow sull’America che eredita Joe Biden.

Nel momento della scomparsa della madre di Tullio Jappelli, la redazione si stringe attorno all’amico e collega.

Banche e virus: la resa dei conti è solo rinviata

Le misure di sostegno pubblico hanno finora protetto il settore bancario dagli effetti della pandemia. Ma i rischi ci sono e prima o poi andranno affrontati. Meglio correggere subito il valore dei crediti e non distribuire generosi dividendi.

Perché i crediti deteriorati sono un problema

Con la pandemia e il rallentamento economico, si sono riaccese le preoccupazioni sui crediti deteriorati nei portafogli delle banche. È necessario trovare un difficile bilanciamento tra sostegno all’economia e stabilità finanziaria.

Decreto liquidità: ecco chi ci ha guadagnato

Il sistema bancario ha usato tre quarti delle garanzie pubbliche per ridurre i propri rischi e solo un quarto per aumentare la liquidità delle imprese. Ma la misura è stata utile perché è meglio se lo stato aiuta banche e imprese quando sono ancora vive.

Sulle Srl ricade un nuovo obbligo: la nomina del revisore

In un momento già difficile a causa della crisi da Covid-19, molte Srl devono nominare l’organo di controllo legale. Si creano così situazioni paradossali, mentre per tante società sarebbe sufficiente un più semplice e meno costoso “visto o attestazione”.

Decreto liquidità, l’importante è fare in fretta

Il decreto promosso dal governo garantisce risorse più che sufficienti per le esigenze del sistema delle imprese. Ma è necessario che il bazooka inizi subito a “sparare” liquidità. L’istruttoria approfondita andrebbe riservata solo alle imprese più rischiose.

Popolare di Bari: vale la pena salvarla?

Nessuna banca medio-grande può fallire senza creare seri problemi a risparmiatori, imprese, altri istituti di credito e persino al debito sovrano. Appare dunque ragionevole salvare la Popolare di Bari. Anche se la sua crisi nasce da inaccettabili malefatte.

Il Punto

Banche in sofferenza, anche in Germania (ma non c’è da rallegrarsene!) e nel resto d’Europa. Troppi istituti, troppi sportelli in presenza di una tecnologia che li rende inutili e troppo credito al costo più basso della storia che riduce la redditività. Servono, ma non bastano, fusioni bancarie. Potrebbero aiutare politiche di bilancio più espansive. Intanto in Italia tiene banco il confronto sul Mes, il Meccanismo europeo di stabilità. Che comunque già oggi vincola il ricorso a eventuali prestiti e la cui riforma risponderebbe a esigenze di condivisione europea dei rischi bancari reclamate proprio dal nostro paese.
Tra pochi giorni i britannici votano per il rinnovo del Parlamento. Sarà una battaglia elettorale collegio per collegio (sono 650). Dal risultato incerto. Difficile capire quanto peseranno le opinioni sulla Brexit, della quale i candidati sia Tory sia del Labour spesso preferiscono non parlare.
Caso unico nella Ue, nell’ultimo quarto di secolo si è azzerata la crescita della produttività (di lavoro e capitale) nell’economia italiana. Piuttosto chiare le cause (inefficienza del settore pubblico, risorse male allocate, scarsi investimenti in tecnologia, poca meritocrazia). Ma totale il disinteresse della politica.
Al governatore dell’Emilia-Romagna è piaciuta, a quello della Lombardia così così, a quello del Veneto per niente: la bozza della legge quadro per avviare il federalismo differenziato parte in salita. Con norme che cercano di impedire l’approfondirsi del solco tra Nord e Sud.

Il podcast de lavoce.info
Il nuovo podcast lavoce in capitolo. Parliamo di “Favorire l’immigrazione legale”, con Paolo Pinotti.

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