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  1. Alessandro Rispondi
    Negli ultimi anni alcune, ma ovviamente non tutte, le banche italiane hanno fatto massicce pulizie di bilancio, prevedendo in media un fondo di accantonamento del 15-20% sugli incagli e del 50-60% sulle sofferenze (valori desumibili dai bilanci ed espressi come % del credito lordo). Approfondendo inoltre l'analisi, se avete tra le mani una qualsiasi matrice di transizione potete vedere con facilità che è sempre più probabile che un credito a rischio classificazione come "deteriorato" scivoli verso la sofferenza (la classe di deterioramento più grave). Unendo questi due aspetti, è possibile concludere che le banche, avendo già spesato perdite su questi crediti e dovendo affrontare potenziali ulteriori accantonamenti, venderebbero volentieri i loro NPL. Il problema, se vogliamo, è più sottile: i fondi che operano nel cd. "vulture capital" spesso chiedono sconti sul valore nominale ben maggiori di quanto già spesato perché il quadro legale italiano è estremamente complesso (e talvolta confuso) per quanto riguarda i crediti ristrutturati: spesso ci sono procedure et similia che aumentano incertezza, tempi e valori di realizzo (ovviamente corporate side). In altre parole: probabilmente gli istituti bancari sarebbero disposti a cedere parte dei loro NPL, ma a queste condizioni di mercato comporterebbe assumere ulteriori perdite.
  2. Paul Rooms Rispondi
    Perchè nessuno parla mai degli oltre 110 miliardi di riserve auree possedute dalla Banca d'Italia?
  3. Piero Rispondi
    Per fare tornare le banche a fare il loro mestiere occorre curare il male che ha originato la crisi. Tutto parte dalla crisi del debito pubblico, collocato principalmente nelle banche, per fare tornare la fiducia nel debito pubblico occorre che la Bce attui una politica contraria a quella dettata dalla Merkel; fare il contrario, ossia quello che si sta facendo farà tornare indietro di 5 anni il progetto europeo ma non il progetto egemonico della Germania. Fare una bad bank vuole dire aumentare il debito pubblico che graverà sempre sulla testa degli italiani. Solo la Bce ci può salvare, altrimenti basta questo scherzo di cattivo gusto e fuori dall'euro subito.