logo


  1. Felisa Rispondi
    Io ho iscritto mio figlio al Convitto Nazionale G B Vico di Chieti. Devo dire che mi trovo molto bene e meglio di me si trova mio figlio, ovviamente.. I docenti risultano preparati e svolgono egregiamente tutto il programma seguendo i ragazzi di pari passo, certo con qualche eccezione. La mensa è ottima e sempre pulitissima, gli educatori, organizzati per gruppi svolgono il loro lavoro di controllo e di accompagnamento allo studio Ci sono circa 10 attività sportive, varie ricreative e un accordo con un'accademia musicale che a costi contenuti può impartire lezioni di qualsivoglia strumento musicale. Inoltre la dirigente è sempre disponibile al confronto e tiene molto agli aspetti educativi, comportamentali e organizzativi di tutti gli studenti, aiutandoli, insieme agli insegnanti, nel cammino della crescita emotiva e professionale. Per motivi famigliari ho dovuto far cambiare scuola a mio figlio e la prima in cui siamo approdati qui a Chieti era di uno squallore indecifrabile. Tempo prolungato (40 ore in cui i bimbi non facevano praticamente nulla) mensa ai limiti della decenza, docenti incapaci e dirigente inefficace e incompetente. Onestamente il confronto con il Convitto non regge. Ovviamente non tutte le scuole sono uguali... La prima scuola (pubblica) frequentata da mio figlio era meravigliosamente gestita. Io credo, viste le varie esperienze, che il funzionamento di un qualsivoglia istituto scolastico dipenda dalla dirigenza: se funziona quella, funziona tutto.
  2. agostino Rispondi
    Gli Educatori del Convitto "Marco FOSCARINI" di Venezia fanno solo turni; su essi gravano responsabilità amministrative non connesse con lo studio pomeridiano e l'andamento scolastico dei convittori; essi non hanno la consegna di seguire specificamente l'andamento scolastico né controllare il registro online (nessuno ha mai chiesto la password) né parlare con i professori dei convittori loro affidati. Non c'è educatore fisso, che sia sempre lo stesso tutti i giorni così manca una presenza adulta continua e i pomeriggi dei convittori sono destrutturati. Giornata tipo. Non educatori a colazione; dopo le attività scolastiche fino alle 13 circa si rientra in Convitto e liberi; 14.15 pranzo, poi liberi fino alle 16; non c'è una biblioteca o altro e per regolamento la camerata è luogo di ricreazione; le varie stanze della scuola sono occupate (le aule per le lezioni, le altre stanze per attività esterne, come scuola-musica e altro); ultimamente una classe vuota è disponibile; 16-18 studio guidato obbligatorio e gli educatori non sempre conoscono le materie da studiare; 18-19 libera uscita; 19.15 cena; dopo cena liberi; 22.00 in camera, ma non si dorme presto; il giorno successivo si è stanchi e poco "studiati". Per nostra esperienza, risultati negativi e molteplici, vani, viaggi a Venezia, con nostra massima insoddisfazione, abbiamo ritirato nostra figlia subito dopo gli scrutini e non consigliamo il Convitto a studenti di Liceo Classico tradizionale.
  3. Simo Rispondi
    E cosa mi dite invece della funzione sociale dei convitti? Nessuno considera che ci sono famiglie che per problemi di salute , morte o separazioni hanno bisogno di un luogo dignitoso dove il loro ragazzo "normale" possa frequentare un liceo scientifico o classico "normali" ed essere accompagnato fino alla maggiore età se i genitori non possono? Nessuno di voi ricorda che la famiglia e' una istituzione al tramonto e che non sempre esistono parenti disposti a farsi carico di un minore? Nessuno ricorda che molte famiglie sono monoparentali? Vi garantisco invece che l'unione Europea lo ricorda molto bene, chiedendo allo stato di garantire quelle tutele che una volta soltanto la chiesa rendeva disponibili. I convitti devono esistere soprattutto per garantire una ottima educazione ai ragazzi che provengono da famiglie in difficoltà ed eliminare il rischio di potenziali disuguagliane. Io vi ricordo che al sud non esistono di fatto convitti dotati di liceo scientifico.
  4. Erminione D'Annunzio Rispondi
    Possibilità di un'educazione che comprenda l'incontro con l'altro sesso e la non imposizione dell'unione a vita con uno in tutti i tipi di scuole ,università e convitti.
  5. antonello Rispondi
    Il punto, a mio parere, è anche un altro: non ho capito se si tratta di scuole pubbliche, private o parificate. Conosco un ragazzo che va ad un convitto qui a Roma (scuole medie inferiori), mi si dice che è una scuola pubblica; però: sta in pieno centro città (quartiere Prati), il costo non è altissimo (se vogliamo) ma comunque ben superiore a quello di una "normale" scuola pubblica e, sostanzialmente, l'accesso è "pilotato". Dunque: costi molto più elevati + "curriculum" e valutazione discrezionale dell'istituto per accettare l'scrizione + localizzazione centrale, quindi impossibile per chi abita in zone non di pregio della città = scuola pubblica? Poi, che i risultati siano solo discreti, è una magra consolazione o, anzi, un ulteriore elemento di riflessione, no?
  6. gmn Rispondi
    si potrebbero destinare le risorse, il personale e le strutture adatte a scuole del tipo Collegi del Mondo Unito www.uwc.org http://www.uwcad.it/ http://en.wikipedia.org/wiki/United_World_Colleges naturalmente non sarebbero trentanove ma con dieci sarebbe già un successo mondiale