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  1. Diego Ender Rispondi
    Salve a tutti, sarà anche tutto vero quello che si dice sulla tassazione ma vi vorrei raccontare ciò che vedo tutti i giorni nei cantieri del trevigiano e pordenonese: la stragrande maggioranza (oserei dire bulgara) degli immobili in vendita/affitto è in condizioni pietose. Vi è un approssimazione, una superficialità, una ignoranza (inteso non come offesa ma come mancato aggiornamento alle evoluzioni della tecnica edilizia) ed una incapacità a saper lavorare che rende gli immobili degni di essere demoliti prima di essere ancora ultimati. Vedo muri storti, pilastri errati, scale realizzate con errori grossolani di tracciatura, ponti termici gravi, per non parlare dell'utilizzo di materiali a basso costo (laterizi, serramenti ed isolamenti per cappotti in primis). Sul discorso impianti dipende tanto dagli impiantisti, ma se l'impresa edile cura da sé i primi momenti della costruzione potrete vedere tubi in PVC rosso usati come canne fumarie per le caldaie, scarichi con lo stesso materiale. Poi, se siamo fortunati e la struttura è "passabile" ecco arrivare chi mette su il cappotto che spesso riesce sempre a forare una colonna di scarico, i tempi vengono ridotti all'osso e non vengono rispettati i periodi di asciugatura dei prodotti. Chiaramente malte e cementi economici, intonaci e pitture di quarta scelta. Questi sono gli immobili nella stragrande maggioranza qui nei paraggi. Poi ci sono coloro che si possono permettere di costruire su un terreno (pagato un occhio della testa solo perché edificabile o nei casi più fortunati già di loro proprietà) o ristrutturare la casa che il nonno o i genitori hanno costruito quando ancora tutti avevano un pezzo di terra e bastava costruire senza tanti permessi. Loro riescono a costruire una casa con tutti i crismi, di buona qualità dove le piastrelle del bagno non "suonano" una vuota e una piena. Girando in macchina troviamo una caterva di "vendesi" ma se chiedi loro il prezzo non si rendono conto che dovrebbero regalarlo o quasi l'immobile talmente tanti sono gli interventi per adeguarlo ad uno standard da XXI secolo (vorrei solo aggiungere che alla fine di tutta la fiera il costo dell'immobile non può superare quello di mercato per far sì che sia stato un investimento oculato). C'era un signore che per una catapecchia da demolire, ma in centro ad un simpatico paese di 10000 abitanti, chiedeva 350.000 € ma "era in attesa di una perizia perché forse si arriva a 500.000" Neanche fosse stato Forte dei Marmi. Mi permetto di essere caustico perché la crisi immobiliare è giusto che ci sia, che continui e che perduri e che se possibile si aggravi. Purtroppo ad esserne colpiti non saranno gli immobiliaristi o i padroni dei cementifici (tutte "srl" a cui al massimo pignori un fax ed un telefono modello Sirio) ma i lavoratori mentre i loro padroni hanno ville mega-galattiche e conti in banca a molti zeri. E le banche dovrebbero soffrire pene ancora peggiori. Ma in fondo il cittadino cosa può fare? Sabotare il sistema, evitando l'acquisto (quando a lui possibile economicamente) di immobili di terza fascia (la maggioranza) al fine di costringere i costruttori a rivedere le loro politiche di lucro. miglior qualità allo stesso prezzo se non inferiori. E se i soldi non li hai? Niente banca se non per poche decine di migliaia di euro. O si prova con la vendita con riserva di proprietà senza intermediari o aspetta qualche utopistica alternativa monetaria (che utopistica lo è solo perché il 99% siamo ignoranti in materia economica ed il 100% siamo giustamente "uomini di poca fede"). Le banche non falliranno di certo senza alcuni di noi, ma forse ci "penseranno su" senza tutti noi. Il male è più profondo di una tassa. Essa può rappresentare la goccia che fa traboccare il vaso ma,come tutti i problemi di questo paese ( e del mondo), i soldi sono solo l'esteriorità. Il problema del nostro paese è che mancano "principi" intesi non come "principi morali" (che sono soggettivi) ma principi intesi come obiettivi. E gli obiettivi mancano perché i politici odierni non hanno alcuna preparazione. Nessuno di loro è uno statista e sarei davvero curioso sapere a chi si ispirano e su che libri hanno studiato (Locke? Marx? Macchiavelli? andrebbe bene dire che hanno studiato il Mein Kampf, almeno si direbbe che hanno studiato). Scusate se sono stato prolisso e grazie per aver letto tutto E.D.
  2. giuseppe tura Rispondi
    Io non sono contrario, come principio all'IMU. Diverso è valutare la % di tassazione. Ritengo ed è il primo motivo per cui sono favorevole all'imposta -e per rimanere in argomento - che l'introduzione dell'imposta abbia reso sconveniente il possesso di immobili inutizzati e quindi possa essere un motivo per immetterli sul mercato. il fatto che l'immobiliare sia in crisi nera è semplicemente legato al fatto che pochi possono permettersi spese consistenti.
  3. Alberto Rispondi
    http://www.tgcom24.mediaset.it/economia/articoli/1105532/casa-mercato-fermo-anche-per-colpa-dell-imu.shtml Se lo dice il presidente dei costruttori edili italiani Ance Buzzetti che l'IMU è stato il colpo di grazie, la risposta alla tesi dell'articolo è stata data.
  4. plapla60 Rispondi
    sono d'accordo che tassare i risparmi sia in contrasto con l'art.47 della Costituzione ,ma la differenza assurda tra tassazione risparmio immobiliare e mobiliare rimane.Occorrerebbe tassare soprattutto il reddito derivante da risparmio, inserendolo nella dichiarazione irpef ( come già avviene x gli immobili affittati) e pagare quindi in modo equo e proporzionale art. 53 della costituzione. Ma dato che chi comanda in questo bistrattato paese ha redditi altissimi e risparmi nascosti in chissà quali paradisi fiscali, non vuole tassare più di tanto i redditi ma espropiare il cittadino medio( che di reddito ne ha poco) dei beni magari ereditati dalle precedenti generazioni a costo di grandi sacrifici. Si vuole imporre il modello sudamericano ,pochi ricchissimi e una marea di vecchi e nuovi poveri .
  5. Maurizio Cocucci Rispondi
    Pagare l'IMU per un immobile che si trova all'estero? Ma è sicuro di quel che dice? Cioè con quali parametri catastali pago una imposta italiana per una casa che si trova ad esempio a Londra?
    • Alberto Rispondi
      La Circolare 28/E del 2 luglio 2012 dell’agenzia delle entrate chiarisce che il calcolo avviene sulla base del prezzo di acquisto. Cordialità
      • Maurizio Cocucci Rispondi
        Quella si chiama IVIE ed è al netto dell'imposta che eventualmente si paga allo Stato dove l'immobile è ubicato.
        • Alberto Rispondi
          “la rosa con un altro nome, lo stesso profumo avrebbe”. Il nome dell’imposta non cambia la sostanza : è comunque un’imposta patrimoniale sull’immobile e lo stato ne esige il pagamento. Se poi nello stato estero si pagano le tasse sull’immobile, queste non verranno compensate con un imposta. Qui poi le fattispecie, a mio avviso, sorprendenti non mancano come quella, ad esempio, di un Libico, residente in Italia, debba corrispondere l’IVIE per un suo immobile sito in Libia. Ma non è sugli immobili esteri che il mio ragionamento si concentra; la riflessione iniziale era la ragione di un’imposta sul bene, indipendentemente da dove si trovi e qualcuno ha fatto notare con aliquote nettamente diverse (0,15% sui depositi e fino al 1,06% sulla seconda casa), quando chi non risparmia, a parità di reddito, o lo fa in beni di diversa natura, come ad esempio un quadro, ne è esente.
          • Maurizio Cocucci
            Sull'assurdità della IVIE concordo, ma sull'IMU, no! Io sono favorevole ad una imposta sul patrimonio oltre che sul reddito e la casa, dalla prima all'ultima che si possiede, è un patrimonio. Certamente si può discutere sul contenuto e sulle aliquote ma una imposta ci deve essere. l'Imposta sulla prima casa si è pagata per decenni e all'estero si paga praticamente dappertutto e gli italiani che possiedono immobili (all'estero) pagano senza fare tante storie come sta avvenendo qui oggi. Capisco che il problema sta nel fatto che se togli una tassa e poi la reintroduci crei solo scontento.
          • Alberto
            Qui si potrebbe allargare il confronto sulle scelte ideologiche di una società, di chi gestisce e come gestisce (o spreca) le risorse condivise. Il tema verte sull’IMU e se questa è correlatrice principe dell’affossamento del mercato immobiliare. A mio avviso è fondamentale distinguere le scelte, durature nel tempo, per scopi abitativi sia prima che seconda casa da una parte e locatori dall’altra tralasciando altre fattispecie. Nei primi è una scelta soggettiva determinata dalle possibilità economica e/o scelte personali, nel secondo dettate da puro calcolo di convenienza in competizione con altre forme di investimento. In questo secondo caso il parametro di paragone è sempre stato (qualcuno corregga l’eventuale errore) l’entità dell’investimento in un mercato relativamente stabile (con cicli decennali) al netto dell’inflazione detratti gli obblighi fiscali. Si facciano dei calcoli realistici confermati dall’attuale mercato immobiliare : prezzo immobile compresi IVA, imposta registro, rogito ecc.., costi di gestione e manutenzione, solvibilità del locatario ed eventuale tutela giuridica a favore del proprietario e relativi tempi e costi in caso di morosità, imposizione fiscale complessiva e se traggano le conclusioni.
      • AM Rispondi
        Il prezzo d'acquisto è assai poco significativo se l'immobile è stato acquistato negli anni '80 o '90. E se è pervenuto per successione? R poi quale tasso di cambio si applica: quello attuale o quello al momento dell'acquisto?
  6. Marcello Rispondi
    Piuttosto che occuparsi della salute precaria del mercato immobilare, bisognerebbe ragionare a mente libera sull'IMU e rispondere a due domande: 1- Chi investe in immobili e li mette in affitto svolge una azione utile alla società e necessaria visti i risultati della gestione comunale delle case popolari? 2- Visto che l'IMU come l'ICI è una tassa patrimoniale su beni che non possono sfuggire come gli investimenti finanziari, non sarebbe giusto pareggiare l'imposta sulle due categorie di investimento? Oltre tutto l'IMU è stata concepita come il bancomat dei Comuni e dobbiamo solo ringraziare il cielo che è stato messo un limite superiore, purtroppo già elevatissimo
  7. Alberto Rispondi
    Cit di plapla60 “Mi chiedo .come mai sul risparmio convertito in immobili si ritiene giusto applicare una tassazione di circa l'1 % mentre sulla liquidità c'è una tassazione del 1-1,5 x 1000 ? E' questa l'equità di cui si parla ?” Sono del parere che tassare il patrimonio a prescindere dal rendimento che genera sia sbagliato. Faccio un esempio. Tizio e Caio hanno un reddito di 100.000 € annui netti, Tizio, la cicala, se li gode spendendoseli tutti, Caio, la formica, più morigerato risparmia 60.000 € all’anno. Dopo qualche anno Caio decide di acquistare un immobile all’estero per il quale deve corrispondere l’IMU. Poiché si chiama Imposta Municipale Unica, non si comprende (1) perché Caio che ha optato per il risparmio e l’ha trasformato in immobile, debba essere penalizzato rispetto Tizio e pagare l’IMU su un bene (2) perché debba pagarla se l’immobile si trova all’estero e per il quale il comune non eroga alcun servizio. (3) e se avesse deciso di investire il risparmio in un quadro, non ne sarebbe stato penalizzato (4) rispetto Tizio che li spende tutti, non si evince come lo stato incoraggia il risparmio come prevede l’art. 47 della Costituzione.
  8. plapla60 Rispondi
    Mi chiedo .come mai sul risparmio convertito in immobili si ritiene giusto applicare una tassazione di circa l'1 % mentre sulla liquidità c'è una tassazione del 1-1,5 x 1000 ? E' questa l'equità di cui si parla ? Forse una risposta risiede nel fatto che chi ha un bene proprio se lo può gestire da solo, mentre i liquidi si devono dare alle cosiddette istituzioni finanziarie che poi ne dispongo a piacimento ( vedasi esempio di Cipro...........). Questa è la democrazia del nuovo millenio .
  9. Paolo36 Rispondi
    La tabella 2 indica per l'imu un valore di 0,106% in realtà è dieci volte più alta. Comunque i valori di redditività non tornano, o almeno mancano delle voci di calcolo!
  10. Alberto Rispondi
    Chi acquista casa per abitarci, il versare l’IMU, con le aliquote ridotte e ladetrazione per i figli, non è un deterrente. Chi investe nell’immobile un capitale X per locarlo lo fa per guadagnare. Se con l’ICI era ancora un investimento degno di tale nome, l’IMU con l’aumento delle rendite del 60% e le aliquote spesso oltre il 10 per mille (sono qualche migliaio di € annui) non è più conveniente. L’importo dell’IMU non è più spalmabile con aumenti delle pigioni perché la tendenza è nel verso opposto: i canoni stanno diminuendo per le difficoltà economiche generali. L’aumento della base imponibile su cui pagare l’IRPEF + IMU rendono l’investimento nel mattone, per locarlo, in generale non è più conveniente.
  11. Mario Rispondi
    Secondo me qui si svia il problema. Nessuno ha mai detto che l'Imu è stata la causa del crollo del mercato immobiliare, che ha ragioni nello scoppio della bolla speculativa e della crisi internazionale. Ma certo non si può dire che l'introduzione dell'Imu ha contribuito a rilanciare il settore. Quando una diga è stracolma, anche una goccia d'acqua la può far esplodere, ma non per questo l'ultima goccia d'acqua è la causa dell'inondazione.
  12. luca torino Rispondi
    Trovo l'articolo fuorviante perché basato sulla famosa media del pollo. Nelle grandi città ad esempio l'aggravio rispetto all'ICI (che da anni non si pagava più) non è di 108 ma di almeno 500. (sempre per l'esempio citato) Ma la cosa peggiore è che il valore dell'immobile di chi pagherà solo 108 euro in più rispetto all'ICI che però non si pagava più) preso ad esempio, in base alle tabelle facilmente trovabili in qualsiasi dito di intermediazione immobiliare potrà nel caso estremo valere la metà di quello che invece paga 500 euro ovvero 5 volte tanto . l'IMU conviene a chi ha fatto il furbo e accatasta la casa con valori scorretti
  13. giorgio ponzetto Rispondi
    Un po' di chiarezza, finalmente. L'articolo, quanto mai opportuno, smentisce molti luoghi comuni e cattiva informazione in materia di tassazione della prima casa diffusa in questi ultimi mesi da un gran numero di politici e commentatori sui media.
  14. Nicola Andrea Cisbani Rispondi
    L'IMU risulta ingiusta per il parametro distintivo tra 1.a e 2.a casa, Mi spiego: Tizio e Caio hanno identico reddito da lavoro ed identico stock di patrimonio immobiliare. Solo che Tizio vive in una casa di 50 mq del valore di 150 mila euro ed ha un piccolo appartamento al mare dei altrettanto valore mentre Caio vive in un solo appartamento - sua prima casa - del valore di 300 mila euro. Tizio pagherà l'IMU con aliquota ordinaria per la prima casa e con aliquota maggiorata che incide sulla seconda mentre Caio pagherà la sola aliquota ordinaria sull'unica casa in cui risiede. A parità di reddito ed a parittà di ricchezza immobiliare posseduta Tizio pagherà ingiustamente di più. Quindi non ditinzione tra 1.a o 2.a casa ma un' aliquota a scaglioni con un coefficiente x (ad es.) per i primi 200.000 euro di valore immobiliare posseduto ed un'aliquota maggiorata per la quota parte di valore che supera tale soglia. Senza tener conto che immobili sostanzialmente unitari sotto il profilo funzionale che sono unici appartamenti per questioni meramente catastali risultano divisi in più unità con la conseguenza che ciò che solo formalmente è 2.a unità abitativa paga l'IMU maggiorata.
  15. Aldo Maugeres Rispondi
    Chi ha la casa affittata almeno recupera qualche cosa.A piangere sono coloro che possiedono una seconda casa che non può essere affittata cosa comune per chi eredita la casa dei genitori al paese ad esempio
  16. irene beerwald Rispondi
    certamente l'imu influenza notevolmente il mercato, in quanto le spese da sostenere nel caso di acquisizione di una proprietà immobiliare sono notevolmente salite sopra tutto per le case di livello alto..si sommano alle spese di gestione ovunque accresciute e quindi rendono meno interessante l'acquisto. si aggiunge una ulteriore riflessione, che nel caso si voglia affittare la casa a terzi, essa costituisce un investimento poco sicuro e con redditività decrescente
  17. Luca Benotto Rispondi
    Sarebbe stato interessante però leggere degli effetti dell'IMU sugli immobili strumentali.
  18. House Crash Rispondi
    E certo... è come quando uno investe sui titoli e l'emittente non ti paga più le cedole o addirittura l'obbligazione... quando decidi di far causa lo Stato ti esaonera dagli adempimenti per rientrare di ciò che ti è dovuto.... signori miei, quando si investono i soldi si deve essere consapevoli che ci sono dei rischi di natura intrinseca all'investimento stesso... per l'immobiliare messo a reddito sono l'inquilino moroso e le catastrofi naturali... per gli investimenti obbligazionari sono il rischio emittente... e così via Investire ed essere soddisfatti finchè tutto va bene, salvo poi piagnucolare quando i rischi si manifestano è da persone che farebbero meglio a non investire. Infine, vorrei ricordare che il tema del post non era questo, ma se l'IMU affossa il mercato immobiliare ... e la risposta sintetica è NO... ad affossare il mercato immobiliare è la restrizione del credito e le mutate condizioni economiche degli italiani (che a loro volta in parte derivano dalla restrizione del credito)
  19. plapla60 Rispondi
    Si l'Imu ha affossato il mercato immobiliare e questo si evince proprio dall'articolo. C'è stata una contrazione del 25% dovuta essenzialmente dal fatto che nessuno comprerà più con queste tasse, un immoblie da affittare o ad uso casa di vacanze. Rimarrà solo la compravendita sulla casa da abitazione con drastica riduzione del valore degli immobili in generale, con buona pace dei cittadini che hanno investito i risparmi nel mattone. Un bel colpo al ceto medio per avvicinarci sempre più rapidamente al modello sudamericano. Una oligarchia di pochi super ricchi nel mare magnum dei poveri..
  20. Rebel Ekonomist Rispondi
    Segnalo anche quello che ho scritto io un mesetto fa che arriva agli stessi risultati :) http://rebelekonomist.blogspot.com/2013/05/la-balla-dellimu-come-causa-del-crollo.html
  21. Carlo Rispondi
    Bell'articolo, conciso e illuminante, grazie.
  22. Salvatore Rispondi
    Il problema maggiore è quando un inquilino non paga l'affitto e bisogna iniziare una procedura di sfratto. Se io pago le tasse dovute perchè in caso di morosità lo Stato non mi viene incontro esonerandomi dal affrontare notevoli costi per rientrare in possesso dell'appartamento? Che le pago a fare, allora, le tasse?
    • Giulio Rispondi
      Giustissimo quello che hai detto!!! E' il problema principale per quanto riguarda gli affitti...
    • Giovanni Rispondi
      C'è anche un altro problema: ho un inquilino che nel corso dell'anno salta uno o più affitti. Accetto la cosa perché è una brava persona e se non paga significa che proprio non ce la fa e perché oggi è difficile trovare persone affidabili. Quando faccio il 730 devo calcolare il reddito come se avesse sempre pagato, nonostante dalle ricevute risulti il contrario.