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  1. Fabio Trentin Rispondi
    Per quali ragioni tecniche non abolirlo del tutto?
  2. henricobourg Rispondi
    Condivido quasi tutto, ma non capisco perché il professor Salvemini appoggia o accetta un sistema misto con 80 deputati eletti sul liste suppongo bloccate, una soluzione nell'interesse dei partiti e partitini. Non si può avere tutto, rispettare le regole della democrazia (cioè i dritti elettorali attivi e passivi dei cittadini) e accontentare le segreterie dei partiti. Se l'attuale legge è di dubbia conformità costituzionale (Cass. 17 maggio) perché tutti i deputati sono nominati, perché lo stesso vizio diviene un tecnicismo accettabile di ingegneria elettorale se viene applicato a solo un quinto o un sesto di loro? Non comprendo. La tabella comparativa ha poco valore, perché se dovessimo fare come gli altri e solo come la stragrande maggioranza in Europa (l'80% dei parlamenti europei è sono eletti con sistemi proporzionali di lista, di solito rigide o bloccate), dovremmo tenerci la 270/2005, ripristinando magari le preferenze facoltative della tradizione repubblicana. Non comprendo nemmeno perché le preferenze multiple si presterebbero al voto di scambio e quelle singole no; meno forse, perché gli addetti dell'ufficio elettorale possono aggiungere la preferenza di mano loro solo sulle schede dove la preferenza non è espressa. L'alternativa vera è fra voto per candidati o voto di lista; il sistema francese come quello delle democrazie più antiche e più robuste sono tutti individuali, mentre i paesi di tradizione corporatista hanno scelto dopo la prima guerra il sistema proporzionale di lista che ha creato il potere dei partiti, un potere che adesso più nessuno riesce a toglierli, nemmeno in Germania! Henri Schmit
  3. antonio gasperi Rispondi
    ringrazio il professore per l'accurata analisi di diritto costituzionale comparato, tuttavia mi permetto un'osservazione sul cronoprogramma suggerito: che sia indifferente riformare prima il bicameralismo piuttosto che la legge elettorale potrà essere vero in riferimento alle funzioni delle due camere, tuttavia non lo è per la forma di governo, dal momento che l'attuale legge elettorale, con l'indicazione del candidato premier, implicherebbe quella modifica della costituzione che è stata respinta nel 2006, una sorta di premierato forte. è questa la ragione principale per la quale una parte politica si è finora nei fatti opposta alla modifica del cd. Porcellum.
  4. Libero pensiero Rispondi
    Editoriale condivisibile, in toto. Proposte da associare- sulla scorta dei rilievi espressi da Roberto Simone - ad un CURSUS HONORUM. Servono manager, non albatros urlatori, nè bivaccatori.
  5. paolo Rispondi
    concordo in pieno sul superare questa unicità italiana del bicameralismo "perfetto" che, nei fatti, ha prodotto solo allungamento dei tempi, impennata dei costi e soprattutto una produzione normativa caotica che non favorisce -anzi ostacola- la vita della comunità.
  6. Roberto Simone Rispondi
    Forse uscire dal bicameralismo perfetto implica anche rivedere il sistema di pesi e contrappesi che deve rendere possibile l'equilibrio fra i poteri dello stato, cosa che tanto banale non dev'essere dal momento che se ne parla da vent'anni con i risultati che abbiamo tutti sotto gli occhi. Forse sarebbe il caso di sistemare la legge elettorale in modo da rendere il sistema funzionante e impedire che si ricada un'altra volta nello stallo che abbiamo vissuto in caso di elezioni anticipate e solo dopo discutere di come rendere più efficiente lo Stato. Anche in considerazione di una crisi economica sempre più grave che dovrebbe essere urgentemente "governata" e non subita. Forse non è solo il bicameralismo perfetto il problema del nostro paese, dal momento che l'intera nostra classe politica ha abdicato al suo ruolo prima rifugiandosi in un governo tecnico poi nascondendosi dietro le fragilissime spalle di un uomo di 88 anni eletto per la seconda volta Presidente della Repubblica (caso unico nella storia repubblicana) infine salendo su un unico carrozzone in cui tutti sembrano uguali e tutti si sentono ir-responsabili e come tali si comportano. Forse la Costituzione sta diventando un comodo alibi: sono le regole che non funzionano non le teste bacate della peggiore "classe dirigente" (non solo politica) della storia. Forse la statistica su come funzionino gli altri stati in questo caso è abbastanza insignificante e sarebbe meglio partire da un punto di vista storico per decidere la strada da intraprendere. Da un uomo con un curriculum così ammirevole sinceramente mi aspettavo un contributo decisamente superiore.