Le piattaforme a rete stanno cambiando le economie, i processi politici e sociali e, dunque, le nostre vite. L’analisi della dinamica del loro valore economico e finanziario è però scarna. Una ricerca ci aiuta a capirne meglio l’andamento.

Le reti in economia e nella società

La struttura economica e sociale può essere vista come un complesso di reti di agenti e cittadini legati da reciproche interrelazioni. In generale, le reti sono sistemi interconnessi di persone o cose che si trovano in quasi tutti i sistemi complessi, dalle reti elettriche alle strade, dai social media ai cervelli umani, dai mercati finanziari ai sistemi valutari. Hanno una serie di caratteristiche morfologiche (per esempio, i nodi, ossia i partecipanti alla rete; i link, ossia le connessioni tra nodi; la direzionalità delle connessioni) che caratterizzano il tipo di relazioni tra i partecipanti alla rete.

In economia, sono spesso associate alle cosiddette esternalità di rete, ossia all’effetto (positivo) del numero partecipanti (i nodi) sul valore di un bene o di un servizio. Ad esempio, l’utilità derivante dall’iscriversi a un social network (o a un servizio di messaggeria) dipende non solo dalla qualità dei relativi servizi ma anche, e soprattutto, dai contatti che un utente può raggiungere. In presenza di effetti di rete, i mercati tendono naturalmente a concentrarsi e a convergere verso equilibri stabilmente monopolistici: a parità di altre condizioni, reti più grandi offrono benefici maggiori. Una volta che una rete si è affermata diventa molto difficile che gli utenti la lascino (coordination issues) anche per servizi tecnologicamente e qualitativamente più avanzati (lock-in).

Da un punto di vista sociale, la sfera pubblica si organizza all’interno di reti che rappresentano i mezzi attraverso cui trasmettere le informazioni e influenzare il dibattito. Come ha fatto notare Jurgen Habermas, con l’avvento dei mass media, la sfera pubblica è diventata essa stessa una piattaforma a rete (spesso finanziata dalla pubblicità).

Le società di massa si sono sviluppate attraverso generazioni di mass media che si sono via via succeduti e che presentano strutture topologiche diverse. Le tradizionali reti televisive hanno una struttura con pochi nodi centrali che producono trasmissioni unidirezionali di informazioni per raggiungere ubiquitariamente gli utenti. Il valore di queste reti dipende linearmente dal numero di cittadini raggiunti (legge di Sarnoff).

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Figura 1 – Generazioni e trasmissione delle informazioni nelle reti

L’avvento di internet ha rivoluzionato il sistema mediatico tradizionale, facendo affermare nuove reti e servizi con connessioni di tipo bidirezionale peer-to-peer. Il loro valore tende a crescere più che linearmente rispetto al numero “n” di partecipanti, secondo una legge (di Metcalfe) quadratica (dato che nxn è il numero massimo di connessioni biunivoche possibili).

L’andamento esplosivo delle nuove piattaforme a rete

A partire dal nuovo millennio, si sono affermate nuove piattaforme a rete (motori di ricerca, piattaforme di video-sharing, social network) che sfruttano l’ulteriore possibilità connessa alla formazione di gruppi di utenti. Da un lato, gli utenti si possono aggregare, in modo spontaneo o sollecitati da algoritmi di raccomandazione, tanto da creare insiemi collegati da relazioni di omofilia (chiamati “bolle” o “camere dell’eco”). Dall’altro, l’associazione in gruppi può essere invisibile agli utenti e avvenire a livello di formazione di target di individui da parte del gestore della rete a fini commerciali (spesso di vendita di pubblicità personalizzata). In altre parole, oltre ai classici effetti di rete, le piattaforme sfruttano effetti di “clusterizzazione”, ossia benefici per gli utenti o per gli inserzionisti pubblicitari derivanti dalla formazione di molteplici e crescenti sottogruppi di partecipanti alla rete.

In un recente lavoro, abbiamo dimostrato come il valore economico (e finanziario) delle piattaforme a rete segua un andamento esplosivo, una via di mezzo tra una legge di potenza (legge di Nivi) e un’esponenziale (legge di Reed). Ciò spiega, tra le altre cose, perché queste società, per lo più start-up, abbiano raggiunto in pochi anni, per la prima volta nella storia del capitalismo, le più alte posizioni della classifica delle maggiori società mondiali quotate in borsa per capitalizzazione: alla fine del 2021, sei delle dieci società più importanti erano piattaforme a rete.

Il grafico mostra l’andamento del valore economico di queste nuove reti all’aumentare del numero di partecipanti.

Figura 2 – Andamento del valore economico delle reti in relazione al numero dei partecipanti

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Nel periodo considerato, tutte le piattaforme seguono un sentiero esplosivo. Tuttavia, la nostra analisi statistica evidenzia significative differenze nella velocità della dinamica a seconda di elementi quali il potere di mercato della piattaforma (vedi grafico), la tipologia della rete (social networking, video streaming ovvero search), nonché il contesto geografico di riferimento.

Figura 3 – Ricavi e numero di utenti nelle diverse piattaforme

La presenza di dinamiche esplosive nel valore economico e finanziario delle nuove piattaforme a rete ha profonde implicazioni di natura economica e sociale.

Ad esempio, dà conto del veloce, “naturale” e inevitabile processo di sostituzione in atto dei mass media tradizionali con i nuovi media, con enormi ripercussioni sul processo democratico, considerata anche la crescente compenetrazione di ambiti prima separati (sfera pubblica, privata e intima). La cosiddetta, e invero un po’ infelice, nozione di “post-verità” può essere letta, da un punto di vista morfologico, come un passaggio da forme mediatiche tradizionali (con pochi nodi centrali e relazioni unidirezionali) a strutture decentrate e a cluster (su cui algoritmi personalizzati regolano le interrelazioni tra partecipanti, rafforzando, ad esempio, le dinamiche di polarizzazione). Questa dinamica conduce velocemente l’ecosistema digitale verso equilibri in cui solo poche reti si affermano in un ampio spettro di mercati, digitali e tradizionali, anche attraverso la combinazione e lo sfruttamento di diverse basi di utenti (platform envelopment).

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