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  1. andrea Rispondi
    A me sembra una lezione di economia all'università, una verità "UTET", come amo definire tutto quello che succede sui libri ma non nella realtà. Portando i tassi in negativo è evidente che i depositi overnight si ridurrebbero, a favore di "buffer" più remunerativi; quell'eccesso di liquidità di cui si preoccupa l'autore non ha ragion d'essere una preoccupazione visto che Basilea III già li sa indirizzare. Poi, le posizioni esposte in possibilità di fallimento (default o come meglio volete chiamarlo) delle pmi, hanno bisogno di ossigeno per salvarsi e salvare gli interessi delle banche.
  2. Alessandro Rispondi
    Speriamo solo che questo possa avvenire in tempi brevi....altrimenti meglio fuori dall'Euro e con una banca centrale in mano al tesoro!
  3. Alessandro Rispondi
    Perchè l'unione bancaria dovrebbe fare quello che un normale governo europeo farebbe in maniera naturale? Perchè prima le banche e poi la politica?? Non sarebbe meglio sperare in un Presidente europeo che in un unione bancaria in mano ai soliti privati che si autoassolvono e si autogiustificano..., si autoarricchiscono e fanno invece morire di fame i popoli?
    • Piero Rispondi
      Perfetto, ma ciò non potrà avvenire nel breve periodo, anzi brevissimo (tra sei mesi avremmo altri 500.000 disoccupati e 100 suicidi per motivi economici), oggi di esce solo cambiano la politica monetaria, la liquidità serve ai paesi del sud.
  4. andreag Rispondi
    Non so quanto questo progretto potrà trovare accoglimento, dato che la liquidità in eccesso ce l'hanno i paesi del Nord Europa:Germania (93,4 miliardi), Francia (23,6 miliardi), Austria (11,3 miliardi) e Finlandia (18,5 miliardi), che quindi sosterrebbero la maggior parte dei costi e non sentono il bisogno di finanziare i PIIGS neppure su sollecitazione... Condivido l'idea che una riduzione in territorio negativo del solo tasso sui depositi o/n non avrà effetti se non riallocare i depositi in eccesso sugli altri conti correnti; Condivido anche che un taglio di TUTTI i tassi di deposito produrrà un aumento degli acquisti di titoli di Stato a breve specie dei paesi del Sud Europa (che hanno rendimenti più alti del Nord). In tal senso il miglior effetto che tale politica della Bce otterrà verrebbe più dal canale dei tassi piuttosto che da un aumento della circolazione monetaria e per l'Italia sarebbe già un bel regalo in tempi di governi inconcludenti. Ma rimane aperto il dubbio forte della quantificazione dell'erosione della redditività bancaria e come questo si scaricherebbe sui prenditori di fondi: se la liquidità in eccesso delle banche italiane è quantificabile in ca. 40 miliardi, supponendo un taglio di 0,20%, stiamo parlando di perdite pari a 80 milioni di euro, non cifre imponenti per il Sistema nella sua interezza, ma che dovrebbero essere comunque sommate agli interessi pagati sugli LTRO (0,50%*140miliardi=700 milioni di euro). Se a questo aggiungiamo che i fondi LTRO sono stati utilizzati per acquistare titoli di Stato a breve, e che il rinnovo alle scadenza avverrà a tassi decrescenti, il margine per le banche si ridurrà: il BOT scadenza 05/2014 ha già rendimento netto 0,61%... Potrebbe addirittura essere che siano le banche del Sud europa a correre a rimborsare i LTRO, togliendo quindi liquidità al mercato dei bonds in rinnovo, con gli effetti ben immaginabili sui tassi. Dico giusto?
  5. gianni Rispondi
    La Germania per riequilibrare l’eccesso di liquidità che si sta accumulando nel Nord Europa e travasarlo verso le economie del Sud Europa farà credito alle PMI spagnole. http://www.reuters.com/article/2013/06/03/us-eurozone-germany-spain-idUSBRE95209N20130603
  6. Federico B Rispondi
    Ricordo che Ernst&Young ha pubblicato il report sull'attrattività dei vari sistemi Paese europei. L'Italia si colloca all'ultimo posto con 60 FDIs. Il primo è occupato dal Regno Unito con 697 FDI (Germania 624, Francia 471; Paesi Bassi 161; Spagna 274). Les Echos ha suonato l'allarme competitività per la Francia. L'Italia ha vitale bisogno di semplificazione burocratica, normativa, fiscale ed efficienza della giustizia, prima che di negative deposit rates, a mio avviso. Cordiali saluti
  7. Piero Rispondi
    Concordo pienamente su tutto l'articolo, ad eccezione della speranza dell'autore che l'unione bancaria possa risolvere positivamente il problema, ritengo che tale unione, necessaria per l'avvicinamento all'effettiva Unione europea, in presenza dell'attuale indirizzo di politica monetaria dettato dalla Merkel alla Bce, produca effetti più negativi che positivi. Le banche per la loro attività creano la base monetaria, imbrigliare loro con un'unione bancaria come lo sono stati gli stati area euro con l'unione monetaria completano il progetto di conquista della Merkel dell'Europa.
  8. Federico B Rispondi
    Analisi che fa chiarezza ed argina possibili speculazioni mediatiche. Mi domando se non si debba piuttosto, da un lato, riflettere sull'eccesso di capacità e di mancanza di impieghi produttivi del capitale in questa fase dell'economia (asset bubble alimentata a debito) in cui tutti, non a caso, hanno gli occhi rivolti ad Oriente (BoJ); e, dall'altro lato, affrontare finalmente il tema clou dell'assenza di regolamentazione efficace dei mercati finanziari, arbitraggio normativo ed eccesso di leva tollerata, nonchè ingegneria finanziaria decisamente troppo creativa. Se non si regolamentano tali profili, i rischi saranno sempre più elevati, a mio avviso. Sarebbe anche bene discutere sull'ammissibilità di talune pratiche (es. CDOs). cordiali saluti
    • lavoceinfo Rispondi
      Approe Inviato da iPhone Il giorno 04/giu/2013, alle ore 05:07 PM, "Disqus" ha scritto: