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La zona grigia della Val Seriana

La mancata imposizione di una zona rossa in Val Seriana nel 2020, a differenza di quanto accaduto in altri comuni a rischio, ha portato la zona a subire più intensamente la pandemia. Una stima dell’effetto della decisione.

In assenza di trattamenti farmacologici efficaci, tra febbraio e marzo 2020, all’inizio della prima ondata della pandemia da Covid19, le misure di contenimento hanno principalmente riguardato limitazioni delle interazioni tra individui. In questo contesto gli eventi che si sono verificati nella provincia di Bergamo tra la fine di febbraio 2020 ed il 23 marzo 2020 (data di inizio del lockdown nazionale) assumono particolare rilevanza. Nelle prime tre settimane di marzo 2020, soltanto nel comune di Nembro, in Val Seriana, si è verificato un incremento dei decessi del 1000 per cento rispetto alle prime tre settimane di marzo 2019: 11 decessi nelle prime nel 2019 contro 121 nel 2020 (Istat, 2021, Decessi per il complesso delle cause. Periodo gennaio-novembre 2020).

Il 23 febbraio 2020, lo stesso giorno in cui le zone rosse venivano imposte nel lodigiano e a Vo’ Euganeo (provincia di Padova), l’ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano Lombardo registrò il primo caso di Covid-19 e il 3 marzo successivo il Comitato Tecnico Scientifico (Cts) nazionale per l’emergenza epidemiologica da Coronavirus suggerì l’imposizione di una zona rossa anche attorno ai comuni di Alzano Lombardo e Nembro. Il Governo, tuttavia, rinunciò ad introdurre una zona rossa in quell’area.

La Figura 1 sintetizza la sequenza dei provvedimenti nazionali adottati tra il 23 febbraio ed il 23 marzo 2020.

Figura 1 – Timeline dei provvedimenti contro l’epidemia di Covid-19

I grafici nella Figura 2 riportano l’andamento della mortalità in eccesso cumulata (Mec) nei comuni della zona rossa, della provincia di Bergamo (grafico a sinistra) e alcuni comuni lombardi di simili dimensioni dove la pandemia ha avuto un effetto solo in uno stadio successivo (grafico a destra). Un aspetto interessante che emerge da questi grafici è come le curve della Mec si appiattiscano in tutti i comuni considerati in seguito all’applicazione del lockdown nazionale, stando ad indicare, potenzialmente, l’efficacia di tale misura.

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Figura 2 – Mortalità in eccesso cumulata nei comuni della possibile zona rossa in provincia di Bergamo (sx) e in alcuni comuni simili in Lombardia (dx)

L’andamento all’interno della fascia grigia, corrispondente al periodo tra l’introduzione della zona rossa e il primo lockdown, è di più difficile interpretazione.

Le conseguenze della scelta di non introdurre una zona rossa possono essere misurate utilizzando il metodo del controllo sintetico, mettendo a confronto i comuni della Val Seriana con quelli del lodigiano in cui è stata introdotta la zona rossa ed anche con altri comuni con caratteristiche simili, per i quali gli effetti della pandemia si sono manifestati in periodi successivi (per esempio i comuni nel grafico a destra della Figura 2).

I risultati del nostro studio, riportati in Figura 3, mostrano, per i comuni di Albino, Alzano Lombardo e Nembro, l’andamento della Mec (linea continua) assieme all’andamento del controfattuale stimato sia con i comuni della zona rossa (linea tratteggiata), sia con i comuni che sono stati colpiti dalla pandemia in un periodo successivo (linea punteggiata). Per ciascun comune, il grafico di destra evidenzia l’andamento della Mec, osservato e controfattuale, dal 1° Novembre 2019 fino all’ 8 Aprile 2020, circa due settimane dopo il lockdown nazionale , mentre il grafico di sinistra estende il periodo al 31 Ottobre 2020, che è l’ultimo periodo a nostra disposizione.

Figura 3 – Andamento della mortalità in eccesso nei comuni della Val Seriana e in quelli del campione per il controllo sintetico

La differenza tra la linea continua e il controfattuale dà un’idea dell’effetto che avrebbe potuto avere la zona rossa sulla Mec: essendo il saldo tendenzialmente positivo nel periodo successivo alla mancata introduzione delle zone rosse, è verosimile pensare che la zona rossa avrebbe potuto prevenire il numero di morti per Covid-19 nel periodo considerato. I risultati ottenuti con il controllo sintetico suggeriscono che l’introduzione tempestiva di una zona rossa nei comuni di Albino, Alzano Lombardo e Nembro, come già accaduto nel lodigiano, avrebbe risparmiato il 67 per cento dei decessi inflitti dalla prima ondata pandemica su quei comuni.

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  1. Savino

    Gli esperimenti sociali hanno fallito. Lanciare ulteriori allarmi quando si sono visti di recente stadi stracolmi e discoteche piene sarebbe ridicolo e stucchevole. Del resto, da Crisanti a Bassetti hanno già trovato altri impieghi.

    • Aram Megighian

      Questo non è un esperimento. E’ una valutazione a posteriori di una scelta. Un normale lavoro medico per valutare le conseguenze di determinate situazioni sull’evoluzione delle malattie che si chiama epidemiologia e che aiuta il medico stesso nell’indirizzare la diagnosi se si ritrova in futuro nelle stesse condizioni. Un normale lavoro poi di politica sanitaria, che ha invece lo scopo di prevenire la diffusione delle malattie tra le persone per impedire: 1 la sofferenza e morte delle persone (etica sociale), 2 la sofferenza di molte più persone se si intasano gli ospedali (strategia sanitaria) e 3 un sovraccarico di lavoro e economico in un sistema sanitario al collasso (economia sanitaria).
      Ora, volenti o nolenti, chi gestisce la Sanità sono gli amministratori eletti dai cittadini che non sono nè dei premi Nobel, nè persone dotate del dono del sapere totale. Pertanto, come in tutti i lavori del mondo, dal più umile al più redditizio, si impara capendo dove si è sbagliato. E un modo per capirlo e fare analisi retrospettive. E i risultati devono essere accettati come patrimonio per evitare futuri errori e non come critiche asettiche e prive di valore.
      Soprattutto se queste analisi restrospettive permettono di comprendere quello che senza calcare troppo la mano, gli autori dell’articolo indicano: centinaia di morti potevano essere evitati (faccia un piccolo calcolo e provi a vedere cosa significa 67% di mortalità in meno in quella zona).
      Diciamo che proprio esperimento sociale non si può definire………
      PS La Repubblica di Venezia presa ad esempio spesso di elevata organizzazione, introdusse simili esperimenti sociali ai tempi della peste. Forse, quindi, qualcosa di interessante si era già imparato.

      • Savino

        La vita e la salute delle persone dovrebbero essere oggetto di interesse pubblico e collettivo sempre. Non è tollerabile, tuttavia, fare riferimento ad una presunta etica sanitaria quando fa comodo ed ignorarla in altri casi in cui si lascia il cittadino da solo con il suo problema e le sue trafile dai Pronto Soccorso, ai medici di base, agli specialisti. Chi ha rispettato tutte le regole, giuridiche e sanitarie, non può tollerare lo scempio delle riaperture di attività futili (non produttive in senso stretto) per poi essere magari richiamato di corsa per una quarta dose, se non proprio di nuovo con l’obbligo nei fatti. E’ una questione di serietà della scienza medica che non ha dimostrato di essere seria in queste circostanze e vedere virologi e altri medici candidati nei partiti aggrava solo tale mancanza di serietà.

  2. Marcello

    Vorrei ricordare un paio di cose. Primo che il Governo Italiano è stato il primo e unico a richiedere alla Commissione Europea un bando generalizzato per tutti coloro che anche attraverso tappe intermedie provenivano dalla Cina. Il Governo Italiano avrebbe potuto invocare l’applicazione dell’articolo 191 del Trattato sul Funzionamento dell’UE, uno dei trattatti costituzionali, cioè del principio di precauzione. La risposta non c’è stata e le conseguenze sono quelle che tutti ancora sopportiamo. Fino a prova contraria, in assenza di piani pandemici, di device (mascherine), antivirali e vaccini, l’unico modo per prevenire la diffusione di un’epidemia è il confinamento, come aveva richiesto il nostro Presidente del Consiglio. Secondo, non essendoci precedenti, non esistevano modelli o previsioni statistiche di tipo frequentistico, cioè quelle di cui si parla. Le uniche previsioni possibili, per esempio sulla probabilità della seconda ondata, e disponibii erano di tipo bayesiano, ma il pregiudizo e spesso la superficialità anche di editor di riviste scientifiche anche italiane hanno reso impossibile diffondere queste previsioni, le uniche ripeto disponibili, e che si basavano proprio sulla valutazione dele conseguenze di forme diverse di confinamento, e che avrebbero potuto orientare diversamente le scelte pubbliche. La conseguenza di questi errori e omissioni è stata la difficoltà di decidere, comunicare e gestire provvedimenti estremi come un lockdown totale. Il Governo ha gestito provvedimenti eccezionali in un contesto di avversione, incertezza e scetticismo, o ricordo solo io quando si diceva che non era possibile bloccare i commerci con la Cina, pena la perdita di fatturato delle imprese? Quanto poi ci siano costati l’impreparazione , l’ignoranza e la vista corta lo sanno tutti: un numero di morti maggiore dei morti civili nella seconda guerra mondiale e ….purtroppo non è anora finita.

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