Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca a Luigi Di Maio e ad alcuni media italiani. Verifichiamo il presunto botta e risposta tra Zelensky e la Nato sulla cessione della Crimea.

Negli ultimi giorni sono molto circolate due notizie: la prima è la presunta apertura del Presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla cessione della Crimea alla Russia da parte dell’Ucraina, l’altra è la presunta opposizione della Nato a questa proposta, mostrando una posizione che andrebbe anche oltre la resistenza del governo ucraino.

Iniziamo dalla presunta apertura di Zelensky. Il 7 maggio, per esempio, il Ministro degli esteri Luigi Di Maio ha dichiarato:

“Zelensky disposto a non rivendicare la Crimea. È apertura importantissima, ora tocca a Putin”.

Da queste parole, sembrerebbe dunque che l’Ucraina sia pronta a riconoscere l’annessione russa della Crimea. Ma è davvero così?

Le parole di Zelensky

La presunta apertura arriva da un’intervista che il Presidente ucraino ha rilasciato al think thank inglese Chatham House, in cui Zelensky ha dichiarato che “la condizione minima per iniziare a parlare e fermare la guerra tra Russia e Ucraina dovrebbe essere recuperare la situazione del 23 febbraio”.

Prima del 23 febbraio, la Crimea era di fatto parte del territorio russo, dopo la conquista e il referendum, molto contestato, per la sua annessione nel 2014. L’Ucraina, però, così come la maggior parte dei paesi del mondo, non ha mai riconosciuto questa annessione, continuando a considerare la Crimea come parte del proprio territorio.

Il grande equivoco secondo cui Zelensky sarebbe pronto a cedere la Crimea, che ha investito buona parte della stampa italiana, riguarda dunque la definizione dello status dei territori occupati dalla Russia prima del conflitto: si tratta infatti di territori contesi tra i due paesi, con buona parte della comunità internazionale che si è schierata con l’Ucraina, dal momento che il referendum di annessione alla Russia è stato giudicato illegittimo secondo il diritto internazionale.

La presunta risposta della Nato

Alle dichiarazioni di Zelensky, è seguita una presunta risposta della Nato. La Stampa, per esempio, titola l’8 maggio:

“La Nato corregge Zelensky: «La Crimea è incedibile»”.

Il Fatto Quotidiano è ancora più inflessibile e titola:

“Nato contro Zelensky: «la Crimea è nostra»”.

In effetti, in un’intervista al giornale tedesco Die Welt, il Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha dichiarato: «[la Nato] non accetterà mai né l’annessione illegale della Crimea, né il controllo russo sul Donbass e l’Est della Ucraina». Ma, come scritto sopra, il Presidente ucraino non ha aperto alla cessione della Crimea, ma semplicemente al ritorno alla situazione precedente il 23 febbraio, con le repubbliche del Donbass e la Crimea che rimarrebbero territorio conteso.

Peraltro, nella stessa intervista, Stoltenberg ha dichiarato che “Saranno però il governo e il popolo ucraino a decidere in maniera sovrana su una possibile soluzione di pace”.

Ponendo le due interviste come un botta e risposta, si dà l’impressione che le dichiarazioni di Zelensky e quella del Segretario generale della Nato siano collegate tra loro: all’apertura di Zelensky, la Nato avrebbe deciso di negare l’appoggio alla cessione della Crimea, decidendo di andare avanti a oltranza nella guerra nonostante la volontà degli ucraini di rinunciare a un pezzo del proprio territorio per cessare le ostilità. Si tratta però di un errore.

Verdetto

Le due dichiarazioni analizzate, una rilasciata dal Presidente Zelensky, l’altra dal Segretario Generale Stoltenberg, sono state erroneamente affiancate e fatte passare come in contrapposizione, ma in realtà sostenevano la stessa cosa: l’incedibilità della Crimea, annessa alla Russia con un referendum illegale, e, come minimo, il riconoscimento dei territori occupati dalla Russia come contesi per poter discutere di una cessazione delle ostilità. Non è mai nemmeno esistita una dichiarazione che sostenesse che la Crimea fosse “di proprietà” della Nato, come sostenuto in un falso virgolettato da Il Fatto Quotidiano.

Le dichiarazioni sul tema, tra gli altri, del Ministro Di Maio e di alcuni giornali italiani sono dunque FALSE.

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