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  1. nicolas Rispondi
    Credo che una migliore selezione dei sussidi riesca a liberare risorse per servizi maggiori nel caso mi riferisco alle casse integrazioni e mobilità varie che vengono ''regalate'' indistintamente senza una accurata distinzione tra chi ha bisogno e chi invece rincorre, con l'avvallo sindacale, il mantenimento di Stato. Non si puo' continuare a mettere sullo stesso piano la famiglia monoreddito con figli a carico (che necessità di sussidi) ed il 23 enne sussidiato che vive a carico dei genitori. A quest'ultimo andrebbe elargita un indennità decrescente per un periodo limitato in modo da indurlo a cercare lavoro. Cito due casi reali: Un 23 enne in cassa integrazione gli viene offerto un posto di lavoro. La risposta: sono in cassa integrazione per 2 anni, poi me ne spettano altri due di mobilità, vivo con i miei genitori. Per una differenza di 250 euro tra quanto prendo ora e quanto mi spetta dal contratto di lavoro che offrite non vengo a lavorare. Due coniugi in cassa integrazione senza figli a carico e casa di proprietà. Cassa integrazione totale per euro 2.200 circa. Non cercano lavoro prendono offerte di vacanze scontate per 160 euro (Sharm per una settimana) godendosi la vita. Capofamiglia in cassa integrazione, moglie e due figli a carico (studenti), mutuo sull'abitazione sussidio di 900 euro mensile. Viene il sangue alla testa se si pensano alle sorti di migliaia di artigiani e commercianti in piena difficoltà finanziaria ed economica, senza welfare, oberati dalla burocrazia, dai rientri bancari e da un fisco oppressivo.
  2. giancarlo Rispondi
    Non da oggi ho l'impressione che i conti non tornino. E' vero che l'Italia spende molto per i trasferimenti monetari agli anziani e poco in servizi. Pessima selezione. Ma siccome la maggior parte dei trasferimenti è rappresentata dalle pensioni, in realtà solo la parte di pensione pagata dalla fiscalità generale andrebbe calcolata come spesa pubblica. L'altra parte è semplice restituzione dei versamenti effettuati nel corso della vita lavorativa. Al netto dunque, la percentuale dei trasferimenti sulla spesa pubblica diminuisce, e questo potrebbe favorire una migliore selezione dei fruitori. Come in altri paesi, a pensionati più ricchi meno servizi e meno trasferimenti. A quelli più poveri più servizi.
  3. Dario Rispondi
    tante chiacchere ma, gli altri paesi hanno degli ammortizzatori universali noi no... non siamo il paese del "particolare" vedi alitalia che in deroga e in barba a tutte le regole (80% dello stipendio massimo 1600 euro mensili) diamo delle "casse integrazioni" a Piloti e Hostes che gli operai se le SOGNANO! e via discorrendo....inutile siamo particolari...in tutto, hai hai la deroga...quando diventeremo finalmente civili...??
  4. Blacky Rispondi
    Diciamo che un suggerimento per rispondere al dilemma che lasciano gli autori è: vogliamo escludere la naturale propensione dei nostri politici ad accontentare (poco) molte persone pur di acquistare consenso (comprare più elettori possibile da ambo le parti)? Sarà pure una stupidaggine, ma è da valutare ....