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Aumentiamo le sanzioni alla Russia per ottenere la pace

L’unico modo per fermare Putin è continuare a imporre sanzioni economiche alla Russia per far risvegliare la popolazione dalla macchina della propaganda. L’incapacità di fornire beni e servizi essenziali ha già fatto capitolare Mosca in passato.

L’aggressione russa in Ucraina è un crimine di guerra trasmesso in tempo reale. Gli spettatori possono guardare dal vivo le forze russe che bombardano indiscriminatamente aree residenziali e infrastrutture critiche, attaccano una centrale nucleare e uccidono civili innocenti che cercano di fuggire dalla guerra.

Chiunque abbia a cuore l’umanità è indignato da questa aggressione. Ma non la popolazione in Russia. Almeno non la maggior parte. Sondaggi ed evidenza aneddotica suggeriscono che Putin continua a trovare un forte sostegno tra i cittadini russi. Le persone coraggiose che protestano a Mosca e in altre città sono troppo poche per fare la differenza. Dopo anni di odiosa propaganda, molte persone in Russia credono davvero che l’Ucraina sia gestita da nazisti e che il governo russo stia facendo una “operazione militare” in Ucraina per pacificarli.

Poiché nessun paese è interessato a coinvolgere militarmente la Russia e l’Ucraina non ha alcun piano per invadere la Russia, solo i russi possono fermare questa guerra di aggressione. Putin non è certamente interessato a farlo. Un colpo di stato da parte delle élite russe, cooptate nel regime di Putin, è un pio desiderio. Quindi, deve essere un movimento di massa sufficientemente motivato a fermare la guerra. Cosa li aiuterebbe a capire che la guerra è sbagliata, o almeno che non ne vale la pena?

Ovviamente, le immagini dei corpi dei soldati russi morti che vengono restituiti alle loro famiglie cominceranno a circolare tra il pubblico russo. Proprio come le perdite umane dell’Unione Sovietica in Afghanistan hanno reso il regime molto impopolare, le perdite russe in Ucraina eroderanno il sostegno alla guerra. Ma questa strategia può richiedere anni di morti tragiche prima che la guerra arrivi alla porta di casa di un numero sufficiente di persone in Russia. Chiaramente, il messaggio dovrebbe essere consegnato più velocemente.  

Le sanzioni finanziarie ed economiche sulla Russia possono aiutare a diffondere questo messaggio. Infatti, hanno già iniziato a infliggere qualche pena all’economia russa: Il rublo è in caduta libera, il settore bancario è sotto stress e i legami commerciali e le catene di approvvigionamento sono interrotti. Questo crea una dissonanza tra la propaganda (“la Russia sta vincendo”) e la realtà (carenza di beni, inflazione, perdita di posti di lavoro). Molti russi cominceranno a capire che qualcosa non è del tutto giusto, ma la Russia non ha ancora fermato la guerra e dunque occorre un nuovo giro di vite sulle sanzioni.

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Il prossimo passo ovvio è tagliare le esportazioni russe di petrolio e gas. Questo passo limiterà notevolmente la capacità del governo russo di finanziare la sua guerra di aggressione. Olaf Scholz, il cancelliere tedesco, ha annunciato che l’energia russa non è sul tavolo per il momento. È una scelta moralmente sbagliata e spetta agli alleati della Germania  convincere dell’importanza di questo passo fondamentale. 

Tuttavia, anche se il mondo civilizzato non è disposto a fare l’ovvio, ci sono molti altri strumenti per aumentare il costo della guerra per la Russia. Per esempio, a Saddam Hussein, che ha usato armi chimiche per uccidere i civili, è stato permesso di vendere il petrolio iracheno, ma il suo regime poteva usare i proventi del petrolio solo per comprare beni di natura umanitaria (cibo, forniture mediche, ecc.). A Gazprom potrebbe essere negato il controllo dei gasdotti e degli impianti di stoccaggio nell’Unione europea per evitare le carenze artificiali che Gazprom stessa ha creato sulla scia dell’invasione russa. Gazprom e le compagnie petrolifere russe non dovrebbero avere accesso ai mercati internazionali dei capitali, direttamente o indirettamente, in modo che non siano “mucche da latte” per il governo russo. I pagamenti per il petrolio e l’energia russi potrebbero anche essere ritardati per ridurre la liquidità disponibile per il governo.  

Inoltre, il mondo civilizzato non ha esaurito gli strumenti per limitare la capacità del governo russo di condurre la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina. Altre banche russe possono essere escluse dai mercati finanziari internazionali. Rifiutando di fornire manutenzione per gli aerei, Boeing e Airbus possono effettivamente mettere a terra una gran parte della flotta russa. I fornitori di software possono similmente mandare in corto circuito molte forme moderne di attività economica. Per esempio, se i principali fornitori di servizi cloud escono dal mercato russo, molte aziende troveranno le loro operazioni interrotte. Poiché la Russia è così integrata nell’economia globale, le vulnerabilità sono infinite.

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Quando dovremmo fermarci con le sanzioni? Quando la Russia fermerà la guerra in Ucraina, quando le città ucraine non verranno bombardate, quando gli ucraini innocenti non verranno uccisi, quando le forze russe si ritireranno dall’Ucraina.

Funzionerà? L’Unione Sovietica è crollata perché non era in grado di fornire ai suoi cittadini beni e servizi di base. Se la macchina repressiva sovietica non poteva far fronte alle rivolte e al dissenso, la macchina repressiva di Putin non sarà in grado di gestire nemmeno questi. Internet è molto più potente di Radio Freedom per diffondere la verità.

Finora le sanzioni alla Russia sono state imposte in modo frammentario in risposta alle atrocità in Ucraina: una città rasa al suolo in Ucraina è seguita da un nuovo livello di sanzioni alla Russia. Apparentemente, questo approccio non ha dissuaso Putin dall’intensificare la guerra. Solo i massicci costi economici, seguiti da disordini popolari in Russia, spingeranno Putin a sedersi seriamente a un tavolo per la pace. Dopotutto, la scelta di colpire violentemente per far arrendere il nemico non può essere solo una strategia militare.

Tradotto dall’inglese da Massimo Taddei. L’articolo è uscito originariamente su Vox Ukraine.

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  1. Savino

    Le democrazie occidentali non ci stanno garantendo nè la pace, nè la cura della salute, nè il benessere economico. Questo è un grave affronto alla dignità umana ed un fallimento politico da parte di centri di potere affaccendati evidentemente in tutt’altro. L’ordine mondiale attuale non regge. La globalizzazione senza il cosmopolitismo non regge. Cosmopolitismo che a sua volta non è cosmopolitica. Bisogna recuperare la filosofia kantiana di un universalismo che mette a suo agio i cittadini del mondo, non con un governo unitario del mondo, ma con un meccanismo intercontinentale che tolleri il concetto relato di nazioni.

  2. bob

    “Aumentiamo le sanzioni alla Russia per ottenere la pace”. Sarebbe una pericolosa arma a doppia taglio.
    Il problema è a monte : non si doveva permettere alla Cina di entrare nel WTO senza aver prima “superato un esame” e senza le necessarie garanzie di democrazia e rispetto diritti umani.
    L’ Ucraina è l’alibi per lo scontro tra due concetti di mondo: quello Occidentale ( Europa/USA) e il resto ( Cina/ Russia/ India/Sud America)
    A me non fa paura la Russia ma fa paura il “silenzio prima dell’agguato” della Tigre- Cina.
    Nonostante le tragedie delle guerre vissute ma anche di rivoluzioni effettuate, solo l’ Europa può dare lezioni di civiltà democratiche. L’ Illuminismo è un “brevetto Europeo”

  3. GGB Cattaneo

    C’è un solo modo per fermare la guerra prima che raggiunga livelli catastrofici non solo per l’Ucraina: le dimissioni del governo guidato da Zelensky, ma sembra invece che ci sia chi soffia sul fuoco. Bisognerebbe rileggersi il discorso di Dwight Eisenhower sul complesso militare-industriale e trarne le conseguenze del caso.

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