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  1. Sarastro Rispondi
    L'assunto per il quale le imprese di assicurazione abbiano generalmente le competenze necessarie per valutare il merito di credito di un'azienda è tutto da dimostrare.
  2. Confucio Rispondi
    con un total tax rate al 68% quando va bene e debiti da fare presso le banche per pagare le tasse quando va male spiegatemi come fa una PMI ad accrescere il capitale, investire, fare R&D e remunerare i soci almeno con uno medio stipendio impiegatizio. se il fisco idrovora prosciuga le risorse miracoli non se ne fanno e nemmeno nozze con i fichi secchi. tutto il resto è letteratura.
  3. Giampaolo Paoletti Rispondi
    la sottocapitalizzazione e l'indebitamento delle aziende è un cronico problema delle aziende italiane che nasce dalla mancanza di cultura economica dell'imprenditore degli equilibri economico-patrimoniali; se ciò era giustificabile negli anni del boom economico non lo è oggi; poi se gli esempi dei grandi capitani coraggiosi sono quelli di fare i capitalisti con i soldi degli altri .....
  4. Giesse Rispondi
    Ben argomentata l'analisi (resta la riserva del mal costume tutto italiano con imprenditori che sovente indebitavano l'azienda per "capitalizzare " i propri conti correnti) ed interessante la proposta. Domando e mi domando fino a che punto sia corretto ipotizzare un intervento di SACE sui crediti aziendali, quando questi ultimi, per molte imprese, sono verso la Pubblica Amministrazione. Potrebbe SACE non garantirli? No, perché SACE, de facto al 70% del MEF, non potrebbe rinnegare se stessa. Perché quindi a questo punto non permettere alle banche di ridurre l'assorbimento di capitale per crediti scontati a clienti con debitore la PA? Il primo impatto sarebbe immediato e libererebbe immediatamente capitale.
  5. Giovanni Natella Rispondi
    Il tema è il capitale umano, non quello finanziario! Non capisco l'interpretazione dei dati, perchè si vede che non è variata la leva, ma che è stato distrutto il Valore Aggiunto. Scommetto che c'è una correlazione positiva tra la disintegrazione del VA e l'uso insano di stagisti e il deflusso di cervelli. Lo si nota nel primo grafico... la linea rossa che si impenna, e in 14 passa da meno di 10 a 180 significa che è il valore aggiunto distrutto. Perchè nello stesso grafico si vede che l'indebitamento è oscillato timidamente di qualche punto (tra l'altro la struttura rimane quasi immutata, sono i debiti con le banche che mutano). E poi... anche se il problema fosse il capitale sociale, sfido qualsiasi investitore a mettere i soldi in aziende che non portano valore aggiunto. Sembra veramente di essere monotematici, ma i grandi temi sono sempre gli stessi: l'innovazione e il capitale umano.
  6. Piero Rispondi
    Ok nel medio e lungo periodo, ma nel breve o brevissimo o nell'emergenza la soluzione c'è, ma non vi è il coraggio di adottarla, non penso che la Sace possa risolvere il problema, abbiamo due istituti che possono essere utilizzati a questo scopo, fino a che le banche tornino a fare il loro mestiere, il Mediocredito centrale e la cassa depositi e prestiti. Il Mediocredito deve concedere le garanzie con la procedura semplificata fino al 30% del fatturato della pmi, l'unico requisito il bilancio in utile e l'obbligo dell'impresa di non ridurre l'occupazione per almeno due anni; garanzie che possono essere utilizzate sia per i fidi a breve che nel medio periodo. La cassa depositi e prestiti deve concedere mutui ipotecari su beni dell'impresa o di terzi, sempre con la condizione del bilancio in utile e l'obbligo dl mantenimento dell'occupazione per due anni. Naturalmente non bastano i 400 mln stanziati per il Mediocredito con il provvedimento salva Italia del 2011, queste devono essere misure veloci, l'istruttoria deve essere max di 5 giorni, il problema sono i fondi, ricordo che nel provvedimento salva itala di Monti ( che io ho chiamato salva banche) fu concessa la garanzia statale sul collaterale concesso dalle banche in garanzia alla Bce per ottenere i prestiti all' 1%, nello stesso provvedimento si aumento anche la garanzia del Mediocredito per le pmi da 1,5 a 2,5 mln, ma tutto fu legato ad un decreto attuativo che è stato emanato dopo un anno. Non dobbiamo