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  1. Federico Rispondi
    Ciao a Tutti. Ieri il Pres. Fr. Hollande ha chiesto al premier di presentare a giugno un piano decennale di investimento, focalizzato principalmente su digitale, transizione energetica, sanità, infrastrutture trasporti, silenzio/assenso, mobilitazione risparmio (fondi livret A, cassa depositi), senza nuove avventurose operazioni a debito (cfr. es. Les Echos). L'Italia ha bisogno assoluto di razionalizzazione, semplific. burocratica, normativa, fiscale, trasparenza, velocità, efficienza (cfr. es. "Non è un paese per startup Webnews"). Perchè non se ne parla e si parla solo di IM(m)U(nità)? grazie
  2. Federico Rispondi
    Il credito filosofale..ma non si parla ancora di riforme strutturali, taglio del costo del lavoro/tasse e incentivi distorsivi. Forse non molti lettori sapranno che in Finlandia c'è lo stesso numero di inchieste per corruzione per abitante che in Italia, (cfr. Davigo, P. e Mannozzi, G., La corruzione in Italia, 2007), eppure il rank dell'Italia è attualmente il 72° posto, a 3 notches dalla Bulgaria...Tasse e corruzione. Lì si deve intervenire, razionalizzazione della spesa pubblica, semplificazione normativa e repressione della corruzione.
  3. Francesco Scacciati Rispondi
    Per 30 anni i neo-liberisti hanno fatto tabula rasa della cultura economica. E così, concetti che erano ben noti anche agli studenti del primo o del secondo anno — come l'inefficacia (totale o parziale) della politica monetaria in recessione e il fatto che sia l'aumento atteso della domanda aggregata la principale determinante degli investimenti ( modello dell'acceleratore) – sono ignorati dai policy makers e sono scoperti oggi dagli economisti più illuminati come se fossero delle novità. Meglio tardi che mai.
  4. Raffaello Rispondi
    Vorrei sapere cosa intendete per accesso al credito e relativa difficoltà. Vi riferite a credito d'esercizio (a breve) o a credito all'investimento? Intendete dire che devono essere cambiate le regole (di vigilanza) per la valutazione del merito creditizio, e quindi le regole (di vigilanza) di valutazione degli attivi patrimoniali delle banche, e di classificazione dei crediti (normali, p.d., incagli, sofferenze)? Mi sembra che anche questo problema venga affrontato, in questo paese, con degli "spot" ad effetto e con analisi di superficie. Perché non diciamo che il nostro impianto produttivo, al pari dell'intero paese, ha seri problemi strutturali, che in Italia si produce poco e sempre meno, e via via si perdono le relative professionalità? O pensate che dare un po' di soldi ad una PMI per andare avanti qualche mese sia la soluzione?
  5. Federico Rispondi
    Tagliare il cuneo fiscale, e razionalizzare la spesa pubblica (40 billion di sprechi, all'anno, di cui soli 15 di appannaggio della politica: Istat 2013; OECD ma anche "panorama" sic! "In Italy taxes are too high and salaries too low"..) per tagliare le tasse ed il costo del lavoro dovrebbero essere le priorità assolute. Perchè nessuno ne parla?
  6. Alessandro Rispondi
    A ragione Cristina (presidente Argentina)....un popolo che ha un inflazione zero, ma è triste, senza prospettiva e con una ricchezza in discesa... (io aggiungerei anche vecchio nei pensieri della sua classe dirigente)....è un popolo destinato al declino. Negli anni 80 nonostante un tasso altissimo i mutui venivano erogati e pagati....continuo a pensare che l'unica soluzione per ridistribuire la ricchezza sia la svalutazione....perdono di più i ricchi meno (o guadagnano) i poveri e gli indebitati...
    • Piero Rispondi
      Con l'inflazione non vi è uno spostamento della ricchezza dai ricchi ai poveri ma tra la classe della rendita e quella dei lavoratori e imprenditori (del lavoro); in presenza di un debito statale che ha già raggiunto il 130%, che di fatto non è rimborsabile con la moneta buona, ossia con i profitti dei lavoro (imprese e lavoratori), si deve rimborsare con la moneta cattiva (l'inflazione). Questa politica viene osteggiata in Europa dai paesi nordici, i quali i sono avvantaggiati di un regime di cambi fissi; oggi o si cambia politica monetaria, con la creazione di base monetaria oppure vi sarà la rottura dell'area valutaria dell'euro. Per il credito da dare alle pmi, non vedo via d'uscita nel breve che attuare i due strumenti attualmente esistenti in Italia il Mediocredito centrale con la garanzia 662 e la Cassa Depositi e Prestiti con mutui di liquidità da concedere alle pmi, il tutto deve avvenire con pratiche burocratiche snelle e veloci, l'unica condizione che deve chiedere lo stato e che vi sia l'impegno che l'impresa non diminuisca l'occupazione per almeno due anni; con tali condizioni si raggiungono due obbiettivi, il primo si aiutano le imprese a superare questo delicato momento di crediti crunch (provocato dalla crisi di fiducia del mercato nel debito pubblico) e dall'altro lato di evitare il ricorso agli ammortizzatori sociali, in sintesi e' preferibile finanziare le imprese che riducono il ricorso agli ammortizzatori sociali che direttamente gli ammortizzatori stessi.