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  1. atlantropa Rispondi
    Anche a me questo tentativo, con tanto di digressione etimologica, appare un po' patetico. Nella fattispecie gli errori dei sondaggi non sono consistiti tanto nel non aver saputo individuare l'esatta dimensione del consenso a Grillo — probabilmente la cosa era oggttivamente complicata dalla novità della proposta; in ogni caso, almeno a posteriori, ciò è stato irrilevante alla luce della legge elettorale — ma: (1) nell'aver dato fino all'ultimo giorno il csx 3-4 punti sopra al cdx in termini di consenso globale, quando invece alla Camera è finita sul fil di lana, e: (2) nell'aver attribuito fino all'ultimo giorno 14 regioni su 17 al csx, al punto che il dibattito pre-elettorale andava a parare sull'alleanza Bersani–Monti in vista di una "maggioranza stabile" al Senato.
  2. stefano delbene Rispondi
    I sondaggi andrebbero eliminati, non hanno basi reali (risponde solo il 20%, che rappresentatività possono avere?), influenzano il comportamento dell'elettore (il rilevamento di un trend, vero o falso che sia, genera l'effetto "profezia"), utilizzano uno strumento non adatto (il cellulare) a cogliere le sfumature di una scelta. In una fase di iper esposizione mediatica, qual'è quella che precede un'importante scadenza elettorale, sondare chi di politica non sa nulla o quasi genera comportamenti anomali, come rifiutare di rispondere o rispondere volutamente in maniera difforme dal comportamento agito. Per cui, più che non divulgarli, sarebbe bene non effettuarli proprio. I partiti ne trarrebbero sicuramente giovamento, e si rispermierebbe un mucchio di quattrini.
  3. 101931x Rispondi
    Capisco il dover parlare di trend, ed è vero che spesso sono più importanti quelli del dato del tal giorno, però se era così logica come conclusione perché non l'hanno fatta anche i sondaggisti? I sondaggi il giorno prima del voto (quelli che non si potevano dire ma che tutti sapevano) parlavano di un Grillo al 20% e di un centrosinistra con un buon/discreto margine. Se c'era da "correggere" bisognava farlo prima e non dopo (se no pure io sono un sondaggista). Nel mio piccolo avevo scritto sul mio blog (il giorno prima delle elezioni) che Grillo sarebbe arrivato intorno al 25% facendo proprio la stessa deduzione scritta nell'articolo, ovvero che molti indecisi sarebbero andati a votare per Grillo (ad onor del vero avevo detto anche che parte degli indecisi sarebbe andata a votare per il PD e in questo caso ho cannato). Come dice cesare qua sotto, mi pare che qua si voglia minimizzare l'errore da parte degli addetti ai lavori.
  4. Fabio Rispondi
    Non capisco se avete letto la tabella... risultano azzeccati i sondaggi a parte Grillo che comunque saliva di consensi di giorno in giorno, quindi un certo errore era prevedibile.
    • Enry W Rispondi
      Mettiamoci d'accordo: valgono i dati oppure i trend? Non si può sostenere che quando i risultati sono azzeccati, sono azzeccati, ma quando non sono uguali vale il "trend". O l'una, o l'altra. Se dobbiamo guardare ai trend, allora non sono stati rispettati per Monti che era in calo ma nel voto effettivo non è calato ulteriormente rispetto all'ultimo sondaggio anzi è risalito un decimale. Situazione speculare per il Cdx, che aveva un trend in aumento, ma non è aumentato ulteriormente rispetto all'ultimo sondaggio, anzi ha perso qualcosina. Di converso, il calo del Csx e la crescita del M5s sono andate ben oltre la curva del trend disegnata dai sondaggi. Insomma, i sondaggi ci hanno "azzeccato" solo molto all'ingrosso, ma non certo con la precisione di precedenti occasioni. Probabilmente non è colpa dei sondaggisti ma della situazione nuova, del clima di incertezza, ecc. ecc... però trovo inutile arrampicarsi sugli specchi per sostenere che in fondo i sondaggisti ci hanno preso, quando così non è.
  5. Cesare Didoni Rispondi
    Lo sforzo di minimizzare la scarsa attendibilità dei sondaggi elettorali è comprensibile da parte di chi è del mestiere. Resta indiscutibile però che i sondaggi alla fin fine abbiano molto sottostimato sia Grillo sia Berlusconi. Per un fenomeno nuovo come Grillo probabilmente ci sono stati problemi con il campione e le ponderazioni. Per Berlusconi il problema è invece banale: molti si vergognano di dichiarare di votarlo. Non è una novità. Chi è abbastanza maturo si ricorda bene che negli anni '70 e '80 i democristiani dichiarati scarseggiavano (prima delle elezioni). Saluti. Cesare Didoni