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  1. Giustino Rispondi
    Da (felice) expat quarantenne credo che l'unica possibilità per avere pensioni decenti e' che gli attuali lavoratori vadano in pensione prima e quindi percepiscano un assegno più basso. In questo modo, a parità di contributi per i futuri lavoratori, ci saranno più risorse per noi della (sfortunata) generazione di mezzo. E poi, egoisticamente, non vorrei mai volare con un pilota 60enne e farmi portare a casa da un tassista 70enne.
  2. Fernando Di Nicola Rispondi
    La minore produttività degli anziani (specie over 55 o over 60), parzialmente nascosta dal punto di vista retributivo dalle strutture dei contratti, rafforza l'idea che impedire una scelta di libertà quale un pensionamento flessibile e sostenibile (finanziariamente) non solo è una restrizione dei diritti, ma anche un modo di abbassare la produttività media del sistema e dunque la sua competitività.
  3. Enrico Rispondi
    Concordo. Aggiungerei inoltre che sarebbe bene che venisse promossa un´azione di trasparenza per far si che le nuove generazioni si rendano realmente conto di cosa gli succedera´ dal punto di vista pensionistico. Per ora l´unico approccio e´ quello di "tirare a campare", cercando di non parlarne troppo. Questa azione di trasparenza e´ doverosa, altrimenti si faranno quote 100, 90, 80...si prenderanno tutto e i 18enni di oggi pagheranno senza avere piu´ nulla
  4. Firmin Rispondi
    Mi sembra che l'autore non voglia portare fino in fondo il suo ragionamento. La demografia e il pensionamento posticipato faranno aumentare l'offerta di lavoratori anziani a fronte di una domanda sempre più scarsa da parte delle imprese. Questo può determinare solo un calo dei salari dei più anziani. Non sarà proprio questo che vogliono i riformatori delle pensioni?
  5. Guido Zichichi Rispondi
    Ringrazio per l'originale approfondimento. Da millennial infelicemente costretto a pagare le pensioni della generazione dei baby boomers, storicamente passata alla storia per aver vissuto al di sopra delle proprie disponibilità e sulle spalle dei propri figli, penso che una riduzione dello stipendio col progredire dell'età non giustifichi un mantenimento da parte dei più giovani, destinati ad andare in pensione di malattia prima che di anzianità (infatti saremo pensionati intorno ai 70-75 anni). Certamente si potrebbe pensare di ridurre l'orario di lavoro con l'avanzare dell'età. Intanto, visto che lo squilibrio generazionale rimarrà, i cari over 50 ci facciano la cortesia di lavorare un po' di più.