Lavoce.info

Un inverno senza influenza

Nonostante la pandemia, nell’inverno 2020-2021 il numero dei morti non è aumentato rispetto agli anni precedenti. Un mistero? La conferma di tesi negazioniste? No, la spiegazione è proprio nelle misure di protezione e precauzione contro il Covid-19.

Le morti da novembre a marzo

La pandemia in corso da marzo 2020 nei mesi scorsi ha causato un elevato numero di decessi. Ma nelle prime settimane di quest’anno – contrariamente a quanto dicono i numeri ufficiali sui decessi Covid-19 diffusi quotidianamente dalla Protezione civile – i dati pubblicati dal Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera relativi alla mortalità totale non segnalano alcuno scostamento rispetto a quanto accaduto negli anni precedenti (vedi la figura 1).

Figura 1 – Decessi medi giornalieri per tutte le cause rilevati dal Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera nelle 20 città campione dalla prima settimana di novembre 2020 all’ultima settimana di marzo 2021.

Fonte: ministero della Salute.

Questa evidenza ha ridato fiato ai circoli negazionisti che l’hanno usata per argomentare contro l’affidabilità dei dati ufficiali sui decessi Covid-19: se il numero totale dei decessi nelle prime settimane del 2021 è in linea con la media relativa agli anni precedenti vuol dire che la pandemia non sta più causando morti, e quindi il numero ufficiale dei morti da coronavirus è sbagliato in eccesso, sostengono.

Al primo mistero se ne aggiunge poi un secondo. Nei mesi da dicembre a marzo è normale osservare un aumento dei decessi dovuto alle epidemie influenzali. Il picco capita usualmente tra gennaio e febbraio (è la differenza tra la linea rossa e la linea nera in figura 2).

Figura 2 – Decessi medi giornalieri per tutte le cause rilevati dal Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera nelle 20 città campione da gennaio 2016 a marzo 2021.

Fonte: ministero della Salute.

Nell’inverno appena terminato ciò non è avvenuto. A gennaio-febbraio 2021 non si osserva alcun scostamento al rialzo nel numero totale dei decessi. In aggiunta, l’Istituto superiore di sanità segnala che il numero totale di casi di influenza – non solo quelli che hanno dato luogo a decessi – è risultato di molto inferiore ai livelli abituali della stagione, praticamente nullo (vedi in figura 3 il confronto tra questa stagione e la precedente). L’epidemiologo Donato Greco dice che è la prima volta che succede negli ultimi cinquanta anni.

Leggi anche:  Contro la retorica dei giovani che non vogliono vaccinarsi

Figura 3 – Casi di influenza per 1.000 assistiti rilevati dalla sorveglianza epidemiologica InfluNet dalla 42a settimana 2020 alla 13a settimana 2021 e nelle corrispondenti settimane dell’anno precedente.

Fonte: Rapporto InfluNet.

Per quale motivo quest’anno non ci sono decessi da influenza? Anzi, per quale motivo non ci sono proprio casi di influenza? Non solo in Italia, peraltro: lo stesso fenomeno è accaduto ovunque. Qui ad esempio si vede come stanno andando le cose nei paesi europei che aderiscono a Euromomo.

Due misteri che messi assieme indicano la soluzione

In realtà, il doppio mistero ha una spiegazione banale. Le misure di contenimento messe in atto per contrastare la pandemia hanno bloccato del tutto la circolazione del virus influenzale: “L’insieme di tutte le nostre seppur imperfette precauzioni, fatte di mascherine, distanziamenti, chiusure di attività e tutto il resto non è stato sufficiente a fermare la pandemia da Covid-19. Ma c’è un lato positivo: è stato sufficiente per eliminare – praticamente del tutto – l’influenza di stagione”.

Se i decessi totali nelle prime settimane del 2021 ci appaiono in linea con quanto accaduto negli scorsi anni, ciò è dovuto a un doppio effetto delle misure di contenimento della pandemia:

– hanno azzerato i casi di influenza e i decessi conseguenti;
– hanno ridotto – ma non azzerato, purtroppo – i decessi causati da Covid-19.

La controprova si può vedere in figura 1: chiusa la finestra tipica dell’epidemia influenzale (le bande gialle in figura 2), nelle ultime settimane di osservazione i decessi totali sono ritornati a essere superiori al livello medio degli scorsi anni.

Un commento finale sulle letture superficiali e incaute dei dati e su quanto gravi possono essere le conseguenze che ne derivano. Il caso che stiamo esaminando è un esempio da manuale del paradosso della prevenzione, come l’ha chiamato Christian Drosten.

Funziona così: vengono messi in atto provvedimenti per limitare la diffusione del contagio; i provvedimenti hanno successo e, proprio perché hanno successo, il numero di decessi osservati non appare preoccupante; non essendoci evidenza preoccupante, i provvedimenti adottati vengono considerati inutili e se ne chiede a gran voce la soppressione.

Leggi anche:  Covid-19: numeri senza spiegazione

Come quelli che segano il ramo sul quale sono seduti.

Lavoce è di tutti: sostienila!

Lavoce.info non ospita pubblicità e, a differenza di molti altri siti di informazione, l’accesso ai nostri articoli è completamente gratuito. L’impegno dei redattori è volontario, ma le donazioni sono fondamentali per sostenere i costi del nostro sito. Il tuo contributo rafforzerebbe la nostra indipendenza e ci aiuterebbe a migliorare la nostra offerta di informazione libera, professionale e gratuita. Grazie del tuo aiuto!

Precedente

Il Punto

Successivo

Vincitori e vinti della Superlega

15 commenti

  1. Non so se sono inserite anche le morti per incidenti stradali. Se lo fossero, allora abbiamo una vera e propria compensazione/sostituzioni tra le varie cause. Tutto questo deve far riflettere sulla potente trasmissibilità di questo virus.

    • Enrico Rettore

      I grafici SISMG riportano il totale decessi=per tutte le cause.

  2. Giacomo

    In sintesi: non sono aumentate le morti perché le morti Covid hanno azzerato quelle per l’influenza. Ma se è così, vuol dire che quanti sono morti per il Covid sarebbero morti per le complicazioni dell’influenza? E se è così, non sta indirettamente dando ragione a quanti dicono che il covid è un tipo di influenza? Questo articolo chiarisce fino a un certo punto.

    • Enrico Rettore

      Non ho scritto questo. L’unica cosa che possiamo dire è che sono diminuite sia le une che le altre. Il passo successivo – i morti di COVID-19 sarebbero morti di influenza – è arbitrario.

  3. Enrico Motta

    Sarebbe interessante conoscere il numero di vaccinazioni anti-influenzali fatte in autunno 2020 e confrontarlo con quello degli anni precedenti, per capire se anche la vaccinazione è stata uno dei fattori che ha determinato la scomparsa della influenza, assieme agli altri adottati per combattere il Covid.

    • Enrico Rettore

      Ne parla Donato Greco nell’articolo che ho citato. Dice che le vaccinazioni anti influenzali sono in linea con quelle degli anni precedenti.

  4. Savino

    Si teorizza l’isolamento sociale come rimedio alla circolazione virale, per l’influenza, per il covid e per il prossimo virus. Bloccare ogni attività umana così si blocca ogni infezione. Ci volevano i virologi, gli epidemiologi e i rapporti del Ministero della Salute per queste soluzioni populiste, come soluzione populista e sempliciotta è ogni forma di confinamento. La vita sociale e degli Stati va avanti anche in coincidenza con la pandemia. Gli scienziati non si rendono conto del fatto che non esistono solo i loro reparti e i loro laboratori, ma esistono anche ordinamenti civili e costituzionali, realtà macro e micro economiche, sofferenze psicologiche e sociali. Il prof. Locatelli non si rende conto nemmeno che parla ad una platea di cattolici, quando spinge sulla donazione di organi con argomenti che vanno oltre la morale cattolica.

  5. robyt

    “Anzi, per quale motivo non ci sono proprio casi di influenza?”
    (- a parte che questa domanda posta in questi termini viene normalmente censurata come espressione negazionista o da gombloddooo !)

    “una spiegazione banale” un po’ come quell’ispettore che diceva sempre al suo stolto aiutante: Elementare Watson.

    “Non solo in Italia, peraltro: lo stesso fenomeno è accaduto ovunque.” Quindi anche nei paesi che non hanno preso proprio alcuna misura… Quindi dov’è la controprova, anzi dov’è proprio la dimostrazione, che le misure fin qui adottate in Italia, piuttosto che quelle in altri paesi, abbiano avuto una qualche correlazione nella casistica? Sulla base di questa giustificazione, anche i riti maya per scongiurare la peste avrebbero potuto essere scientificamente provati: arriva la peste, i maya fanno rotolare 10 teste d’uovo degli scienziati dell’epoca dalla sommità della piramide, la peste passa dopo aver raggiunto un picco, quindi la soluzione adottata è stata significativamente importante nel controllare il fenomeno..

  6. Michele Lalla

    C’è qualcosa che non torna: o il campione è errato e c’è qualcos’altro. Non sto a verificare i dati che ricordo, perché ho rifiutato questa euforia collettiva. A me risultava, una mortalità per influenza sull’ordine dei 10.000 l’anno (1000 diretti e 9000 concause). Variano per anno. Ricordo che un anno si arrivava quasi a 20.000. Sono stime, ma ufficiali. Ora i morti giornalieri per influenza, con 20.000, sono meno di 70 al giorno. I morti di covid sono molto di piú.
    L’azzeramento del fenomeno mi lascia perplesso.
    Semmai mi aspettavo un aumento anche delle altre cause di morte per mancata cura.
    L’altra possibile conclusione è che le stime di mortalità per influenza negli anni passati, trovate in letteratura e sul sito dell’ISS, siano molto sottostimate e/o i dati siano mal registrati.

    • Enrico Rettore

      Michele, un numero di decessi da influenza tra 10k e 20k diviso sui 60 giorni di gen e feb (i decessi sono concentrati là), dà un numero di decessi giornalieri tra 170 e 340. Se ci aggiungi un po’ di decessi (qui non considerati) dovuti ad altre patologie respiratorie, evitati grazie alle stesse misure di contenimento, i conti cominciano ad essere ragionevoli.

      • Michele Lalla

        Sí, hai ragione, avevo ragionato sull’anno di pandemia. Sull’anno precedente, mi aspetto che qualcosa dell’effetto covid19 possa emergere. Se a quest’anno si include marzo, rimane qualche dubbio. Richiede ancora una buona soglia di attenzione per l’analista e, al contrario, per il pubblico intero è un monito importante: almeno in inverno si dovrebbero usare sistemi di protezione, come la mascherina. Aggiungo anche una norma civile: nei ristoranti i camerieri (e nei servizi pubblici, come i bar, gli operatori) dovrebbero proteggere di piú il cliente, mentre parlavano e parlano continuamente sulle portate. Grazie per la risposta.

  7. Michele

    Secondo me qualcosa non torna, basta vedere il primo grafico “..Decessi medi giornalieri ..” che riporta solo i decessi del 2020, quelli del 2021 dove sono? Poi scusate, ma come si fa a dire che “il numero dei morti non è aumentato” senza specificare di cosa sono morti! Io veramente ho difficoltà a capire sia i grafici che sono poco chiari sia le ipotesi, che non sono esplicitate, sia le conclusioni, che non sono coerenti con dati-

    • Enrico Rettore

      La fig. 1 confronta i **decessi totali** 2021 con i corrispondenti **decessi totali medi** negli anni precedenti. Il link sotto la fig. rimanda al bolletino SISMG, lì è spiegato tutto.

  8. Marcello Prestini

    Una analisi molto interessante.
    Complimenti all’autore

  9. Andrea

    Bell’articolo, grazie, ci restituisce un pò di oggettività e chiarezza Il risultato dei grafici era ben atteso dagli analisti più attenti; per contro mi sembra che le morti aziendali siano decisamente in salita.

Lascia un commento

Non vengono pubblicati i commenti che contengono volgarità, termini offensivi, espressioni diffamatorie, espressioni razziste, sessiste, omofobiche o violente. Non vengono pubblicati gli indirizzi web inseriti a scopo promozionale. Invitiamo inoltre i lettori a firmare i propri commenti con nome e cognome.

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén