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  1. Claudio Rispondi
    Tutto questo,secondo me,servirà ad aprire le menti aiutandole ad orientarsi su altri sport,risparmiando così tanti soldi facendo fallire il progetto,contribuendo così a far rompere il giocattolo.elementare Watson!
  2. toninoc Rispondi
    Con la creazione della superlega,oltre che dividere le Società calcistiche in ricchi di serie a e meno ricchi di serie b, divideranno anche gli appassionati del calcio fra tifosi che potranno pagarsi l'abbonamento e tifosi che smetteranno di guardarlo in diretta e dovranno accontentarsi di piccole riprese registrate. L'avranno vinta loro, i club più ricchi, che faranno pagare i loro debiti accumulati negli anni per onorare contratti miliardari ai alciatori cosidetti top. Anche in quest'ambito chi comanda è sempre il mondo "finanziario". Nulla di nuovo sotto il sole.
    • Francesco Rispondi
      Ma scusa, stai raccontando al futuro una cosa che è avvenuta 20 anni fa. Tant'è che già oggi c'è la distinzione tra ricchi di A e ricchi di B e i tifosi che non possono permettersi la pay per view che non vedono più il calcio in diretta. La Superlega esiste già dal 2000, da quando cioè la Champions' league è stata aperta all'accesso delle quarte squadre delle federazioni maggiori a scapito dei campioni delle federazioni minori, relegate ai preliminari
  3. Savino Rispondi
    il giocattolo si è ampiamente rotto da tempo, spero che gli appassionati siano compatti nel non volersi bere questa sciagurata iniziativa e nel difendere il romanticismo delle origini e delle radici di questo sport che è patrimonio dell'umanità. Senza tifosi al seguito, i club non andranno da nessuna parte e avranno dato vita all'ennesima figura indegna.
  4. amadeus Rispondi
    Al momento, quel che viene presentato come un win win game rischia seriamente di trasformarsi in un lose lose game, cioè esattamente nell'opposto. Come spesso accade nei divorzi c'è il rischio di scatenare una guerra sanguinosa. Il fatto che allo schieramento degli scissionisti manchi la seconda squadra europea per tradizione e attuale detentrice della CL (il Bayern) e della probabile vincitrice della CL del 2021 (il PSG), introduce un importante elemento di debolezza nello schieramento secessionista. Le squadre tedesche, forti della loro migliore gestione finanziaria, han preferito stare alla finestra, mentre il PSG, ovvero il Qatar, pensa ai mondiali 2022. I club promotori, anche in virtù del rischio che stanno prendendo, si autoassicurano la permanenza a vita nella nuova Lega, lasciando le briciole per i futuri aderenti. Questo particolare, assai rilevante, va a cozzare con i principi della competizione sportiva e del merito che rischiano di allontanare i tifosi. Stando così le cose gli incentivi per i nuovi aderenti sono piuttosto bassi, anche considerando che il nuovo campionato potrebbe ragionevolmente arrivare a 24 squadre. C'è il rischio concreto di una guerra aperta con spezzettamento e svalutazione del prodotto e relativo depauperamento, con misure di ritorsione e ricatto reciproche. Al di là delle motivazioni economiche e delle rendite di potere gestite da UEFA e FIFA, ci sono degli aspetti strategici non facilmente ricomponibili, anche considerando il business.