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  1. Alberto Isoardo Rispondi
    Le solite chiacchiere a dimostrazione che, come facilmente intuibile, nemmeno l'arrivo di Draghi può iniziare una produzione normativa seria ed efficace. Se nella macchina pubblica permangono l'incapacità e l'incompetenza opportunamente supportate dalla tolleranza di politici di destra e sinistra che persistono nel considerare lo Stato come cosa di nessuno invece che di tutti, ovviamente nulla cambierà. Lo Stato continuerà ad essere munto e i lavoratori che non possono sfuggire alla tassazione a pagare per tutti gli altri. Nonostante la pandemia abbia evidenziato che il lavoro nero oggi penalizzi queste persone prive di qualsiasi tutela, nulla viene fatto. La GdF continua a fare di tutto, droga, criminalità organizzata, etc... invece di concentrarsi sulle dichiarazioni fasulle e sulle attività irregolari. E' indispensabile portare la dimensione dell'evasione sui parametri medi europei. E abbiamo bisogno di avere un responsabile chiaro di questa operazione e che sappia di pagarne le conseguenze in caso di fallimento.
  2. Alessandro Pescari Rispondi
    Il condono è sempre sbagliato, o meglio è un provvedimento che sancisce il fallimento dello Stato e dà fiato ai soliti "furbi". Nella storia di questo Paese è sempre stato così e purtroppo sembra impossibile il cambio di passo tanto auspicato. Ed ecco allora che si parla di nuovo di riforma della riscossione e via andare. Invero di norme non ne abbiamo più bisogno, se non di fare piazza pulita di tutte quelle emanate negli anni con la solita decretazione d'urgenza e per fare cassa (eufemismo). La riforma della riscossione dei tributi (come tutte le riforme) deve guardare al futuro, puntando su equità, razionalità e semplificazione, senza mortificare chi fa il proprio dovere. Quanto all'ingente magazzino dell'Agenzia della riscossione (987 mld) viene da domandarsi ma in tutti questi anni con i diversi strumenti: pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche, ecc.. come sia stato possibile accumulare cifre iperboliche oggi ritenute per il 95% inesigibili. Evidentemente le responsabilità sono diffuse ma come al solito la colpa morì fanciulla.
  3. Carlo Rispondi
    Se per riforma si intende la revisione del meccanismo di controllo e di discarico dei crediti non riscossi non cambierà niente. Finché non si separa la riscossione delle imposte statali da quelle locali, non si integra la ex Equitalia nell’Agenzia delle Entrate investendo in personale (la sola Agenzia delle Entrate nell’ultimo decennio ha perso 8.000 dipendenti), si semplificano le imposte ed i procedimenti tipo per le detrazioni per i familiari ed oneri per le quali prima viene concesso il rimborso o la riduzione dell’irpef, poi vengono controllate generando così altre cartelle arrivando all’assurdo che di fronte ad una dichiarazione con dati farlocchi da un lato il contribuente riceve un credito monetario o da utilizzare in compensazione e dall’altro diviene negli anni successivi debitore di un debito che non pagherà mai. In pratica se la dichiarazione corretta dà esito positivo (cioè si devono pagare imposte) mentre quella errata dà luogo ad un rimborso o compensazione di 100, ecco come si genera debito pubblico senza che vi sia la fornitura di servizi o trasferimenti monetari ai cittadini.
  4. Marisa Manzin Rispondi
    Il problema è sempre il solito: la pubblica amministrazione inefficiente. Vivo in Germania, dove i debiti fiscali cadono in prescrizione dopo cinque anni. Ma il fisco è "sveglio" e, se non paghi entro i termini, ti pignora parte dello stipendio (esente è un minimo per il sostentamento) fino a saldo. Se invece non presenti la dichiarazione entro max. 1 anno, ti sollecitano e ti multano.. Se non ti fai vivo, fanno una stima (sempre svantaggiosa per il cittadino) e poi pignorano.
    • antonio granitto Rispondi
      Cara Marisa, hai sollevato un bel problema dicendo amministrazione inefficiente. In realtà il servizio di riscossione coattiva dei tributi è vero, è affidato oggi all'Agenzia Entrate. Riscossione. che fino a 5 anni fa si chiamava Equitalia. Che, nei fatti ha unificato i tati Enti di riscossione prima presenti sul territorio. Nei fatti sono dei privati, a volte bravi nel loro lavoro, altre volte molto meno. Ma dei privati, assunti senza concorso e con logiche del peggior parastato. Il punto è proprio questo. Siamo riusciti a mettere insieme il peggio del privato con "Manager" scelti dai politici. Non poteva non fallire. E del resto quando la vecchia Equitalia è diventata un pò troppo aggressiva - sempre meno di una Banca, beninteso- è partita una campagna di legittimazione politica (ad opera soprattutto di certi partiti politici) che, alla fine, ne ha imposto il cambio di denominazione e, soprattutto, la ha resa del tutto irresponsabile. Sarà il direttore generale delle Entrate a dover denunciare alla Corte dei Conti Ag.Entrate-Riscossione che non ha fatto bene il suo lavoro. Tu ci credi ?
  5. Andrea Malan Rispondi
    Articolo chiaro e di grande buonsenso, in particolare la domanda: che senso ha fare un condono proprio adesso? Se non ricordo male, Draghi è andato al governo per fare due cose: presentare progetti sensati per il Next Generation EU e accelerare la campagna vaccinale. Alle pressioni per un condono poteva semplicemente rispondere - lo farete voi dopo, se e quando andrete al governo. Invece si è rivelato l'ennesimo pesce in barile...
  6. Giacomo Rispondi
    Aggiungo un punto che non mi sembra avere avuto sufficiente considerazione. Inserire un limite di reddito per la riscossione a soggetti che sono stati (evidentemente) evasori fiscali vuol dire credere che, dopo avere evaso negli anni 2000, hanno smesso di evadere oggi. Ancora peggio, quelli tra loro che veramente hanno smesso di evadere e ora dichiarano tutto il loro reddito sono svantaggiati rispetto a quanti tra loro hanno continuato a evadere e oggi hanno quindi un reddito (dichiarato) basso.
  7. Max Rispondi
    Assolutamente d'accordo con l'autore, io non direi pochi pro, ma proprio nessun pro. Se questi erano crediti inesigibili, perché i debitori non pagavano, allora non si tratta di un sostegno a questi ultimi che tanto non stavano e non avrebbero pagato, aspettando appunto l'ennesimo condono. Se oberavano di lavoro il fisco, tanto valeva ridurre le attività ad esse connesse (controlli ed avvisi) e lasciarli dove erano, i debitori li avrebbero lasciati ai propri eredi (che avrebbero ringraziato). Bisognerebbe fare un bello studio, ma mi aspetto che proprio questi condoni periodici aumentino nel lungo periodo i crediti inesigibili, visto che i contribuenti disonesti capiscono l'antifona. Inoltre, sarebbe opportuno concentrare i controlli fiscalli futuri proprio sui condonati. In ogni caso mi sembra un bel provvidemento per raccogliere qualche voto dai contribuenti disonesti che qualcuno al governo ha proposto e che magari Draghi per quieto vivere dello stesso ha dovuto avallare. Pura propaganda...
  8. Gerardo Coppola Rispondi
    Interessante analisi soprattutto sugli aspetti politici che approfondisce la natura di questa strana coalizione. Lungi dall’essere di unità nazionale è più un sodalizio arlecchino con una maggiorana giallo verde. Ci serviva davvero non avere una opposizione più robusta ? Strano paese, il nostro che ci permettiamo una crisi di governo e poi un governo di questo tipo nel momento peggiore della pandemia.
  9. Luca Cigolini Rispondi
    "ha anticipato una futura riforma della stessa attività di riscossione, per evitare in futuro situazioni analoghe". Capisco. Purtroppo, però, lo dicono sempre e non lo mantengono mai. Dando l'impressione ai molti onesti che il governo sia connivente con gli evasori, veri parassiti della società, vero cancro della nostra economia. E non c'è autogiustificazione che tenga (talmente tartassati, ci difendiamo), perché lo capisce anche un bambino che se io "mi difendo" non pagando le tasse, qualcun altro più onesto o meno furbo di me paga per entrambi!
  10. Savino Rispondi
    Lo Stato, se continua con queste chiusure ingiustificate, va a finire che fa passare gli evasori fiscali dalla parte del torto marcio che hanno a quella della ragione, dopo un anno, quasi un anno e mezzo, che non lavorano. In estate può succedere persino che lo Stato faccia passare dalla parte della ragione anche chi comincia a licenziare, impedendo, con restrizioni assurde, di fare impresa.