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  1. Paolo Sbattella Rispondi
    Far ripartire le opere pubbliche e' indispensabile per la ripresa economica e per la riduzione del moto gap infrastrutturale italiano. Semplificare, velocizzare alcuni passaggi, competenze e controlli sono sicuramente necessari. Ma non basta. Occorre anche un salto di serieta' e responsabilita' dell'intera nazione.
    • Belzebu' Rispondi
      Difficile chiedere serietà quando si è voluto sostituire, politicamente, la legalità con una società (sinistra) con leggi che non sanzionano il frodamento da parte delle correnti di potere. L'accanimento del ministro Speranza per volere ad ogni costo il ministero della salute con il nuovo governo Draghi, dopo il putiferio (ad oggi non sufficientemente indagato) delle ruberie di spesa da lui o suoi compari ordinate, mi giustifica i dubbi sul perchè non abbia spinto verso una programmazione immediata delle vaccinazioni, invece che inventarsi capitoli di spesa fasulli, ma redditizi.
  2. Belzebu' Rispondi
    In Italia la politica è diventata il veicolo dell’arricchimento piu' facile, dta l'enorme spesa pubblica, senza sanzioni e controlli adeguati. Altrimenti non ci sarebbero TANTI LADRI DI STATO italiani e anche europei. Vd. Caso COVID, i cinesi ci dovevano regalare le mascherine invece le abbiamo pagate con il ministero Speranza sei volte di piu’.
  3. Jel Rispondi
    La via maestra piu’ veloce sarebbe quella di ridare l’urbanistica al governo nazionale, annullare tutte le leggi regionali in materia, ritornare alla Legge 17 agosto 1942, n.1150, una legge urbanistica ben fatta, chiara, snella di soli 45 articoli. La aggiornerei togliendo le approvazioni preventive, con controlli a opera edilizia ultimata per la conformità e con sanzioni scoraggianti gli abusi. I liberi professionisti nel rispetto della normativa sarebbero in grado di organizzare i lavori privati e pubblici, eliminando faraonici uffici, dirigenti incompetenti di nomina politica, costosi quanto inutili. I politici avrebbero meno potere di estorcere tangenti almeno in edilizia. Rimane la Sanità.
  4. Jel Rispondi
    Dopo tangentopoli il sistema criminale pubblico si è riorganizzato liberalizzando, in parte, l'edilizia spicciola, obbligando pero’ tutti i progetti di trasformazione urbana a presentare un progetto urbanistico a monte, la cui valutazione spetta ad una commissione composta da politici eletti in consiglio comunale. La famigerata “commissione urbanistica”, con tempi di risposta incerti poiché senza scadenze per loro, non per il cittadino che deve rispondere entro 60 giorni, in Toscana ha sempre avuto un potere di selezione ideologica TOTALE, con la bocciatura o approvazione dei progetti edilizi obbligati al vaglio urbanistico. Quindi se non paghi le tangenti alla politica, in Toscana a p....o non ottenevi e forse non ottieni i progetti.
    • Elisabetta Iossa Rispondi
      Buonasera Jel, grazie per il commento. Immagino che lei sia un imprenditore o comunque lavori in quel campo. Le associazioni di categoria delle imprese dovrebbero farsi sentire per fare rete, reti di imprese che si oppongono al malaffare. Utopia?
      • Jel Rispondi
        Buonasera anche a lei. Certamente, appartengo ad ass.ordinistica obbligatoria, fortemente condizionata dalla politica. In Toscana se non fingi di aderire alla sinistra NON LAVORI. Non puoi pagare nemmeno la tangente. Dalla sua attività con focus sugli appalti, conoscerà meglio di me il sistema Italia. In Toscana come nel Lazio con Mafia Capitale, Sesto S.Giov. caso Penati ecc. ecc., tutti i posti istituzionali "crossing off o crossing target" sono di nomina politica per ricattabili, quindi aprono o chiudono alla comanda. Il merito non conta un fico secco a livelli altissimi. Pertanto, UTOPIA?, scusi, ho una certa età, ma non troverà nessun PALAMARA in questo settore. Chi lo ha fatto è morto. Stasera sentiamo se da Giletti accusano ancora Napolitano.
  5. Antonio Rispondi
    Si vuole spostare il problema dell'inefficienza della macchina amministrativa verso la corruzione del dipendente truffatore. Bene ma la domanda che sorge qui e sempre verso chi scrive articoli sul miglioramento dei processi e sulla riduzione delle "burocrazie" è: ma voi avete mai firmato un contratto come RUP? Ve ne siete mai prese le responsabilità? Come "Stato" non volete capire a chi state dando i nostri soldi? Io penso di no. Avete mai avuto a che fare con il portale dell'ANAC? Avete operato nel sito AVCpass? Avete avuto le difficoltà che abbiamo tutti i giorni sul suo malfunzionamento? Avete combattuto contro la difficoltà di ottenere informazioni sugli assurdi vizi di forma? Avete sperimentato il ritardo con cui queste informazioni richieste arrivano ? Non sarebbe anche e principalmente questo lo strumento per rendere più efficiente e migliorare i processi? In questa materia c'è molto da lavorare sulle infrastrutture italiane ma dall'interno. Cordialmente
    • Elisabetta Iossa Rispondi
      Buonasera Antonio, grazie per il commento. Quella che descrive è in linea con la percezione che abbiamo e le riflessioni che abbiamo condiviso. Facilitare il lavoro di chi opera, semplificando processi e norme, snellendo procedure etc. Fare controlli a valle, di sostanza non di forma. Interessante la sua frase finale sul fatto che i processi vanno modificati dall'interno. Cosa blocca questo cambiamento nella sua esperienza?
      • Antonio Rispondi
        Buonasera professoressa. Sono un tecnologo ma nel mio ambito di responsabilità ho anche una parte "burocratica" da svolgere ed opero su ANAC come stazione appaltante. Va modificato l'approccio verso l'utente. Facilitare e semplificare le procedure. Rendere lo scambio di informazioni più semplici. Alcuni documenti richiedono giorni se tutto va liscio. Esempio: sono l'utente qualificato dal mio Ente? Bene allora perché per comunicare devo riempire moduli, scannerizzare e poi inviare per poi attendere fino a che devo richiamare per sapere quello che succede? E se poi quel che accade è solo una lettera minuscola (succede spesso!)? L'umore degli operatori, sempre sul chi vive in attesa che l'utente si scateni a male parole la dice lunga! Oppure la mancanza di un'informazione duplicata (Codice appalto e CIG vanno insieme ma lo chiedono separato, tanto per fare un esempio). Il software di gestione all'interno del portale andrebbe ripensato a uso e gestione del RUP. Dovrebbero partire dalle richieste da parte degli operatori e lavorarci. Cordialmente
    • n.n. Rispondi
      In questa materia c'è molto da lavorare sulle infrastrutture italiane ma dall'interno ... Con la magistratura, in parte, organizzata in bande (a difesa del crimine invece di combatterlo= fascismo rosso) contro i nemici politici, come puo' pensare di modificare procedure costruite ad arte "Ad Escludendum?"
  6. Alex Rispondi
    Vero: "la strada per il cambiamento passa per la competenza, la semplificazione ed i controlli sostanziali". Una sacrosanta verità. Ma parziale. La strada per il cambiamento è segnata soprattutto dagli uomini. Se si vuol dare una speranza di miglioramento per il futuro è imprescindibile formare ed affidarsi a uomini (e donne) con la "u" maiuscola. Il fondamento sono le persone. Quelle oneste.
    • Elisabetta Iossa Rispondi
      Grazie Alex per il commento. Sono d'accordo.