logo


  1. Roberto S. Rispondi
    Beh, insomma, se il telelavoro implica ricevere richieste di prestazione alle 6 del mattino o alle 2 di notte, con l'aspettativa da parte del richiedente che esse siano soddisfatte nel "normale tempo di esecuzione" (ad esempio, un'ora) e che te consegni il lavoro alle sette o alle 3 di notte... Se inoltre il "normale tempo di esecuzione" viene inteso come ridotto alla metà ("perché stai comodo e non hai distrazioni"), tacendo che magari ti servirebbe il documento cartaceo non acquisito a suo tempo dal sistema e non sai dove sbattere la testa e devi "ricostruirlo" in qualche modo, ecco, la "riduzione di ore" o la "maggiore efficienza" sono solo belle parole. Certo, aumenta il margine operativo per l'azienda, per i risparmi che ottiene su utenze, manutenzioni e consumi, ma francamente ti riduce a chip saldato su scheda di vetronite.