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  1. Michele Rispondi
    Serve una transizione ecologica, non si hanno leve per gestire l'aumento della popolazione, non esistono "carburanti" alternativi a quelli in uso (petrolio, metano, e derivati). E allora? Semplicemente il ministero è inutile. Le energie alternative in Italia sono già usate dove è possibile (in primis l'idro elettrico) da noi non si produce petrolio e lo si raffina pochissimo, quindi non dobbiamo cambiare la ns industria, dobbiamo solo cambiare il modo in cui la gente si sposta (la grande parte delle emissioni derivano dai trasporti di cose e persone). Quindi non capisco cosa debba fare questo ministro ed il reltivo ministero visto che non ha competenze sui trasporti.
  2. Gianluca Magnante Rispondi
    Questa conseapevolezza, non presente durante le altre transizioni, dovrebbe consentire un'accelerazione alla trasformazione, con la speranza che nel giro di 20/30 anni ci sia una radicale inversione di tendenza.
  3. Paolo Sbattella Rispondi
    Aver creato un Ministero della Transizione ecologica e' un fatto di grande rilievo per l'Italia. Si e' nella convinzione di essere in buone mani nella persona del Prof. Roberto Cingolani, fisico e con incarichi prestigiosi sia all' IIT che in Leonardo. L'Italia deve accelerare sia sul piano ecologico che verso una transizione energetica che offrono la possibilita' di un cambiamento del nostro modello di sviluppo verso orizzonti di sostenibilita' ambientale. Le possibilita' offerte inoltre dalle energie rinnovabili e dall'idrogeno sono enormi, ancora da esplorare. Orientare saggiamente lo sviluppo verso nuovi percorsi sfruttando le tecnologie emergenti avra' riflessi positivi sulla crescita economica e sull'occupazione. Occorre avere fiducia in un futuro migliore e nelle risorse tecnologiche ed umane della nostra nazione.
  4. Ncolo Piro Rispondi
    L' ecologia non è un lusso. Deve essere al servizio della natura, dell' uomo e dell' Architettura Il tema dell'ecologia è diventato un termine comune e onnipresente che accompagna tutto nel settore delle costruzioni edilizie e non solo. Le etichette corrispondenti sono attaccate su ogni divano, su ogni stufa a gas, a gasolio ed elettrica, nonché sulla maggior parte dei materiali da costruzione che si possono trovare nei cantieri di tutto il mondo. Nulla è mai stato più ecologico di quanto lo sia oggi. Quando l'edilizia ecologica ebbe il suo modesto inizio in Germania negli anni '70, erano ancora pochi ad occuparsi di questa tematica che ha rivoluziato la società del mondo industrializzato o in via di industrializzazione. I risultati conseguiti di conseguenza, con poche eccezioni. sono stati eccezionali, donde poter incastonare l' uomo moderno in quel costrutto che dalla rivoluzione industria, altreverso la rivoluzione postindusstriale con le sue recessioni, conduce alle rivoluzioni telematica, ecologica e digitale. Oggi l'ecologia è standard. Ma solo se prendi sul serio tutto ciò che la pubblicità ti dice, credendo nell'etichetta. Sì, in realtà usiamo meno energia nella costruzione dei nostri edifici e ora si deve costringere la politica ad ancorare i parametri energetici in leggi e recolamenti Siamo vicini a credere che il riscaldamento per condensazione raggiunga più del 100 percento di efficienza paragonabile ad una macchina a moto perpetuo. Questa è in Italia l'occasione per dare un scossa alla politica, isolare i suoi mistificatori, sensibilizzare le Istituzioni e cercare nell' innovazione il futuro dell' umanità. Emanare leggi sempre più severe sul risparmio energetico serio e fondato sui sani principi della Fisica Tenica deve essere percepito come un imperativo categorico. Cosa significa tutto questo? Vale la pena ascoltare qualcuno che dell' ecologia ha fatto il suo credo, e guardando oltre l' orlo del piatto percepire come imposante si erge la figura di Matthias Horx, un pubblicista e consulente aziendale della Germania nella si definisce un "ricercatore di tendenze e futuro". Con il suo (it.: IstitutoFuturo) con sede nella metropoli bancaria di Francoforte, Horx definisce in modo piuttosto immodesto la neoecologia un megatrend. Noi italiani ci siamo occupati poco del termine "mega", conosciamo la parola più dalla linguaggio dei giovani che dal messaggio della cultura . Non corriamo neanche dietro al termine "trend". L'architettura non è mai stata "trendy". »Megatrend Neo-Ecology«? No grazie! Niente è più sostenibile dell'architettura che dura almeno 50 anni, per edificio. Chi costruisce cose più stabili dell' ingegnere e dell' architetto? Ma prima di volgersi ad altro, vale la pena capire cosa intende Matthias Horx per "mega" e "trend", "neo" ed "ecologia". »Il megatrend neo-ecologia«, come scrive lo Zukunftsinstitut sul suo sito web, »descrive il principale processo di cambiamento sociale verso un'economia sostenibile ed efficiente sotto il profilo delle risorse. Horx e il suo Zukunftinstitut pongono la questione di come possa funzionare la prosperità sostenibile. È sufficiente utilizzare solo quanto può essere ricrescito. Il termine sostenibilità non significa nient'altro. Questo obiettivo è sufficientemente chiaro? La domanda è legittima. l'architetto americano William McDonough sostiene: Non basta andare più lenti nella direzione sbagliata, è necessario voltarsi per prendere la direzione giusta. Lars Krückeberg, fondatore dello studio di architettura GRAFT, riprende questa formulazione e chiede che le idee progettuali siano intese come parte di un grande ciclo e che si impieghino solo materiali riciclabili che funzionano in cicli. William McDonough, insieme al chimico tedesco Michael Braungart, ha sviluppato l'idea di eco-efficacia come concetto di economia circolare. Nel loro libro "Cradle to Cradle" (C2C, From the Cradle to the Cradle) Braungart e McDonough invitano allo sviluppo di prodotti che possano essere mantenuti continuamente in cicli tecnici. Matthias Horx riassume questa difficile descrizione con lo slogan »Urban Mining«. Quindi la neoecologia è eco-efficacia alias Cradle to Cradle alias Urban Mining? Qualcosa del genere. Dobbiamo fare i conti con il pensiero che non è sufficiente "solo" operare in modo sostenibile. Dobbiamo chiederci se possiamo davvero riuscire a consumare solo ciò che lasciamo ricrescere. Sebbene noi europei possiamo sicuramente considerarci come eco-campioni, sarebbe fatale se ci riposassimo sugli allori. Neanche l'ecologia può essere considerata nazionale o continentale. L'ecologia, indipendentemente dal fatto che sia "neo" o meno, può funzionare solo in tutto il mondo. Con il suo sviluppo industriale, risultato di didattica, ricerca e innovazione, spesso abbiamo letto, la Germania essere campionie di esportazione nel mondo, recentemente superata dalla Cina, ma anche come esportatrice di cultura ed è sulla via, anche in clima di COVID-19, ripresendersi la leadership in termini ecologicia e sviluppare tecnologie che creino prodotti per l'edilizia che non vengono semplicemente utilizzati o consumati, ma che le generazioni future vedranno come materie prime. Se noi architetti progettiamo e costruiamo, presente deve essere allora il fermo proposito di sostenere l'idea di eco-efficacia con la stessa passione con cui difendiamo i nostri progetti architettonici. La domanda di estrazione mineraria urbana dovrebbe essere presa alla lettera. In futuro, non ci sarà più permesso di demolire i nostri edifici per riempire le discariche con gli avanzi; invece, venderemo i nostri vecchi edifici all'industria come riciclabili. Questa non è finzione, è già processo consolidato in molti Paesi della Mittel- e Nordeuropa, ad eccezione die Paesi del Sudeuropa, Italia in prima linea, Molti produttori di materiali da costruzione compositi hanno riorganizzato i loro processi industriali in modo che i singoli componenti possano essere facilmente separati l'uno dall'altro. Useremo sempre più materiali da costruzione omogenei su tutto il loro spessore. Che sono onesti nella loro identità materica e, come i mattoni e le pietre arenaria calcarea, non richiedono alcuna trattamento speciale della loro superficie, mentre le installazioni saranno posate (e centralizzate) liberamente in appositi canali eseguiti in muratura dello spessore sottile o in altri materiali, agevovolmente separate e, soprattutto ispezionabili. E, allora, riciclaggio, industrializzazione e prefabbricazione come fattori di una economia circolare a conferma d' aver capito i cambiamenti climatici e le trasformazioni demografiche in atto, ma anche comunicare alle generazioni di domani il messaggio che qualcosa è stata prodotta o lavorata in modo ecologico e in armonia con la natura.
  5. Pier Luigi Caffese Rispondi
    1-Possiamo produrre 3.000 TWh in pompaggi per 45 miliardi in 20 Regioni 2.Il gas importato fossile non serve piu' a bilanciare solare e vento e tanto meno nell'inutile conversione carbone-gas che ha una efficienza molto bassa dato che si usano le centrali gas per periodi brevi 3.la commissione europea sta varando lo standard 250 gr.CO2 x KWh e abolendo il vecchio 550 gr che volle Eni-Scaroni ma le centrali gas per studi Stanford sono oltre 550 gr e vicini ai 900 gr.(relazione Jacbson Stanford). 4.Lanza dimentica ed è gravissimo per uno che ha studiato a London-Royal Chemical il passaggio da 1040 TWh a 100 miliardi di m.3 di R.gas o metano sintetico da elettrico via power to gas 5.Lanza dimentica che l'idrogeno verde da pompaggi costa 0,50-1,50 euro kg idrogeno che è la meta' del grigio e blu 6.Eni prima ha proposto H2 blu ma noi tutti abbiamo avvisato dei rischi e dei test disastrosi per cui ho letto che Eni tramite MIT ora abbandona il progetto H2 blu e va un progetto su acqua mai testato e insicuro 7.Oggi abbiamo ripreso gravemente Besseghini-Presidente di Arera sul capacity market gas,pratica monopolistica aiuto di Stato che va conclusa come dice EU-27 perche' da transitoria diventa permanente e contrasta fondi PHS