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  1. Cavaliere Rispondi
    Montanelli il 13 agosto 1997 pubblicò sul «Corsera» un articolo, che concludeva: «”Le Leggi siano poche, semplici e chiare in modo che nessuno, per capirle, abbia bisogno di nessuno". Lo disse, un paio di secoli orsono, un certo signor Montesquieu. Ma Montesquieu, quando studiavo Giurisprudenza, non l'ho mai sentito nominare». Non risulta che da allora, quanti a vario titolo hanno scritto e discusso di Giustizia e relativa riforma, ne abbiano mai parlato come di ipotesi da cui partire. Cosa ne pensano Draghi e la neo-ministra Cartabia, già presidente della Corte Costituzionale?
  2. Ezio Pacchiardo Rispondi
    Seguendo alcuni processi civili ho avuto modo di notare le difficoltà nell'esprimere un giudizio da parte dei magistrati. Il problema che ho notato è derivato dalla difficoltà di associare le particolarità, non sempre chiare ed evidenti, del fatto in analisi con le leggi ad essi applicabili. I tempi lunghi in molti casi sono causati dalla necessità di approfondire l'analisi del fatto onde fare emergere più evidente e più coerente l'associazione del fatto alle leggi applicabili. Un caso seguito alla Corte Inglese a Londra per centinaia di milioni di vecchie lire è stato risolto, a livello di primo giudizio, in sei mesi, ma il dialogo con il Barrister è stato esteso, approfondito e in particolare continuativo.
  3. daniel remondini Rispondi
    ottimo! quando si arriverá a valutare la "mole" di lavoro svolto minimo necessario ad un avanzamento di carriera (come avviene giá ad esempio per le Universitá) in tutti i settori della PA in cui sia possibile farlo sará un gran bel giorno!
  4. Lorenzo Rispondi
    Non si fa nulla senza una decente legge sulla responsabilità civile dei magistrati. Le persone che sanno che, anche svolgendo superficialmente il proprio lavoro, non risponderanno mai di nulla non saranno mai incentivate all'efficienza e alla qualità.
  5. marilena rispoli Rispondi
    E ricorrere alle A.D.R.?tempi più brevi sicuramente.con alcuni aggiustamenti