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  1. bob Rispondi
    il Covid non ha fatto altro che porre in evidenza carenze che ci portiamo indietro da oltre 40 anni. Sarebbe disastroso se , con scarsa onestà intellettuale e anche limitata intelligenza, creiamo "l'alibi del Covid" per mettere per l'ennesima volta la testa sotto la sabbia. Aspettando ancora qualcuno che drammaticamente ci verrà a bussare sulla spalla
    • Enrico Rispondi
      Concordo pienamente. Aggiungerei che proprio in questo contesto si evidenzia la distanza siderale tra le "istituzioni" (anche politiche) ed il mondo reale. Sembra che il problema sia trovare lavoro, come se ci fossero migliaia di posti vacanti ma non fosse possibile scovarli; quando in realta il problema e´ *creare* lavoro (aggiungerei *qualificato e di alto profilo*) ponendo le condizioni perche´ l´ economia si sviluppi.
  2. Alberto Isoardo Rispondi
    E' curioso come, nonostante l'acknowledgement dei problemi, non si cerchi poi di trovare soluzioni efficienti ed efficaci e, forse ancor peggio, non si contestino le norme che hanno irresponsabilmente chiuso d'autorità le varie attività. Effettivamente è difficile che l'intellighenzia del Paese si esprima contro il potere.....non dobbiamo dimenticare che solo 12 professori rifiutarono di giurare fedeltà al fascismo!. L'estremo individualismo nazionale fa si che se non sei assoggettato alle misure adottate, non te ne preoccupi proprio, tanto toccano soltanto altri!
  3. Samar Rispondi
    E'importante che si inizi a studiare il problema di riconversione dell'economia, perchè si sta cominciando a capire che questa crisi sanitaria non passerà nel giro di pochi mesi, ma di diversi anni e lascerà nuove abitudini e dis-abitudini. Basta pensare alle incertezze ancora presenti sulla copertura dei vaccini, sulla loro durata, sulle mutazioni del virus, sulla quantità di popolazione che rifiuterà il vaccino, o non verrà vaccinata,per vari motivi. Anche nelle migliori ipotesi questi cicli di vaccinazione dovrebbero essere ripetuti annualmente su scala mondiale. Prima che possa ripartire su larga scala il turismo, che è stato il motore dell'economia in tanti paesi bisognerà aspettare che si siano chiariti tanti di questi problemi.
  4. Andrea Giovannini Rispondi
    Penso che l'autore del testo intendesse una formazione del tipo "long life learning" che, in assenza, impedisce di valutare la portata dell'evento Covid e i suoi effetti - permanenti - sull'economia e sulle scelte di consumo. Che vanno, per i settore non essenziali, da una produzione di eventi di qualità in streaming (teatro d'opera ad esempio), al probabilmente inutile sostegno al turismo come l'abbiamo inteso negli ultimi anni (i fondi destinati dal Mibact, sulla base dei ricavi e non del reddito, sono stati molto generosi per un settore destinato a riforma). Finora si è solo rimandato.
  5. Enrico Rispondi
    Come avevo gia commentato un precedente articolo, molto simile, non sono d´accordo sulla formazione intesa superficialmente come fare un corso di tot ore e si diventa un professionista. Spero che l´autore si renda conto che si parla di ingegneri. A meno che si possano fare altrettanti corsi per re-inventarsi avvocato, notaio etc. Da esperienza diretta, comunque, posso dire che una tale proposta in Italia puo´ funzionare solo perche´ abbiamo una produzione tecnologica di bassisssima qualita´ (e tale restera´ se si continuera a pagare poco e prediligere i bassi profili)
  6. Savino Rispondi
    Bisogna ridisegnare un'economia smembrata negli ultimi 20-30 anni da crisi, politiche sbagliate e, da ultimo, dal covid. Tornare all'ABC dei settori primario, secondario e terziario, della politica industriale, degli investimenti pubblici, del rapporto sussidiario pubblico-privato. Tornare ad uno sviluppo economico con al centro il capitale umano e propenso alla ricerca e alla innovazione. Svecchiare la P.A. dovrebbe essere il passo iniziale e simbolico.