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  1. Savino Rispondi
    Con i responsabili raccattati non si può fare, ci vuole un governo forte, serio e credibile.
  2. Marco Spampinato Rispondi
    Proporre di investire di più nella scuola, per non parlare della ricerca, può essere una posizione politica di valore. Obietto però che 'il fine non giustifica i mezzi' e il vostro 'argomento'  andrebbe considerato più per il suo valore intrinseco che per il fine che persegue. L'articolo (o questa sintesi) fa un uso discutibile dei dati sulle competenze cognitive. Non è certo un caso isolato. E' tipico dell'economics 'trattare' informazioni che non hanno un legame concettuale diretto con le misure dell'economia (capitale, lavoro, salari, reddito, produttività, etc.) come se questo legame concettuale e causale diretto ci fosse. Anche se una correlazione, o la stima di un effetto causale, può 'tornare', resta il dubbio che analisi di questo tipo finiscano per oscurare i meccanismi causali che spiegano un maggiore o minore punteggio medio ad un test psicometrico sulle competenze. La strumentalizzazione dei test psicometrici per scopi di policy generici (appunto 'il fine giustifica i mezzi') spiazza un dibattito pubblico alternativo, che dia peso, ad es., a 1) una maggiore conoscenza della natura dei dati; b) il riconoscimento dei problemi di validità dei test e delle differenze, significative, che emergono considerando totali parziali e categorie di item invece del 'punteggio totale'; c) la comprensione dei processi psicologici e cognitivi che generano le risposte.
  3. Luca Cigolini Rispondi
    Leggo sempre volentieri gli articoli che propongono più risorse per la scuola. Mi permetto un appunto - del tutto soggettivo e personale - sulla parte riguardante la motivazione degli insegnanti: digitalizzazione e strutture sono importanti, ma senza un adeguato riconoscimento pecuniario e senza una riduzione dell'intrusione burocratico-amministrativa, che tende sempre più a ridurre la mia professione ad un mero incarico esecutivo, posso aspettarmi solo ulteriore demotivazione! Lo dico con amarezza, dopo circa trent'anni di insegnamento appassionato.