logo


  1. Riccardo Rispondi
    Articolo assolutamente condivisibile. Evitare duplicazioni e sovrapposizioni fra le strutture di offerta di ricerca aiuta le imprese ad orientarsi nella diversificazione. Sarebbe anche utile coordinare maggiormente le copetenze fra regioni e stato centrale.
  2. Alessandro Pescari Rispondi
    L'analisi è oltre modo condivisibile. Il problema è sempre lo stesso: molte iniziative (troppe) vengono lanciate dal legislatore oltre che dalle istituzioni locali e non si riesce a scaricarle a terra per molteplici motivi. Leggi/bandi estemporanei, senza una visione di medio-lungo periodo e/o di settore/filiera, difficoltà nella comprensione, rinvii a decreti attutativi e circolari di chiarimenti ecc... Tutto ciò comporta una dispersione enorme di risorse, un disinteresse dell'imprenditore (in particolare delle mpmi) e, quindi, la mancanza di crescita del nostro sistema imprenditoriale come certificato da tutti gli osservatori da moltissimi anni. Se questa è la realtà, come lo è, occorrerebbe davvero un approccio diverso e al passo coi tempi. Ecco dunque che il Recovery plan potrebbe essere l'occasione buona per dirimere i nodi principali, ovviamente a condizione che lo stesso sia gestito in modo chiaro ed efficiente. La semplificazione - estremamente necessaria in tutte le procedure e nei gangli della PA - rappresenta il volano unitamente alla chiarezza delle disposizioni normative (senza la pletora dei decreti attuativi) per rilanciare il sistema-italia. Infine, da non tralasciare le azioni tendenti al rafforzamento delle imprese, mediante ricapitalizzazioni (c.d. pari passu) e/o forme di aggregazioni aziendali supportate con agevolazioni finanziarie e fiscali anche a seguito della grave crisi pandemica per la quale è difficile scorgere la fine.