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  1. Marcello Rispondi
    Credo che sia arrivato il momento di dire chiaramente come stanno le cose rispetto al cambiamento climatico. I margini di recupero che molti scienziati pensavano di avere nei decenni scorsi sono ormai una leggenda. Gli ultimi rapporti dicono che i tipping point sono stati approssimati, purtroppo in modo irreversibile, e gli eventi di Dansgaard-Oeschger veramente vicini,nel 2030 nel caso dello scioglimento della Groelandia (Lenton et altri Nature 2019). I modelli di previsione sono incomparabili e aggregati con i metodi di validazione di R. Cooke se va bene, ma in genere discordi sulle soglie. Nel frattempo l'isteresi dei sistemi e le dinamiche caotiche spingono verso attattori imprevedibili. Come ha scritto coerentemente J. Franzen in Se Smettessimo di Fingere, il tempo è passato, molti di noi questa consapevolezza l'hanno dagli anni 90, qunado hanno smesso di scrivere articoli economici sul clima, perchè dobbiamo dire le cose come stanno, era già tutto chiaro: cosa fare e come farlo. Era solo un problema di costi e come andavano ripartiti. L'articolo di Chichilnisky e Heal sulla Green golden rule è esaustivo e definitivo. Ora possiamo solo prepararci a gestire la catastrofe, ma come la Pandemia di Covid-19 ci insegna il genere umano rifiuta di confronarsi con l'incertezza e l'irreversibilità e il risultato è questa indecente e colpevole conta dei morti e dei disabili. Occorre cominciare a parlare chiaro e indurre i politici a preparrsi alle conseguenze del climate change
  2. Giuseppe Gattullo Rispondi
    Basta! Sarebbe ora che decarbonizzassero da un'altra parte del Mondo, invece di martoriarci di colpe che non abbiamo. E' solo caos energetico. Nulla a che fare con una politica energetica seria e consapevole altezza del Paese Italia. Avevamo il miglior mix energetico al Mondo, l'Italia non meritava tutto questo. Con le nuove genialate Smart, in nome del green, stiamo distruggendo e inquinando più di prima, togliendo tutele ai Cittadini su "Beni Essenziali". Teoria del caos: Un battito d'ali di farfalla e cambia tutto. La cosa migliore da fare è essere pronti ai disastri che causeranno. Cina, India e Stati Uniti insieme hanno rappresentato oltre il 70% del consumo globale di carbone nel 2019 La Cina ha rappresentato il 51,7% del consumo globale di carbone nel 2019 secondo la BP Statistical Review of World Energy (1). Gli altri principali consumatori di carbone sono: • India (11,8% dei consumi mondiali nel 2019); • gli Stati Uniti (7,2%), il cui consumo di carbone si è dimezzato dal 2007; • Giappone (3,1%); • Sud Africa (2,4%); • Russia (2,3%); • Corea del Sud (2,2%); • Indonesia (2,2%); • Germania (1,5%) • Vietnam (1,3%).