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  1. carlo des dorides Rispondi
    Mi sembrano condivisibili: la proposta di attrarre un mix di professionisti con competenze diverse da quelle oggi prevalenti nella PA creare modelli di gestione e sviluppo delle RU articolati per famiglie professionali e per seniority. Non condivido invece i livelli retributivi proposti nella nota. Infatti i 100 k annui dei dirigenti di seconda fascia mi sembrano troppi per i livelli di accesso in queste carriere tecniche, a fronte dei circa 60 k medi di un Quadro del Settore Privato e dei circa 70 k del Minimo contrattuale della dirigenza. Oltre ad avere un livello di accesso troppo alto questo rischierebbe di erodere a mio avviso gli spazi di crescita successivi per performance ed improvement della seniority
    • marco giannerini Rispondi
      Condivido. Aggiungo che alcuni contratti pubblici centrali già prevedono il ruolo del professionista, accessibile con laurea magistrale ed iscrizione all'albo professionale, con livelli tabellari estesi, per le diverse seniority, nella fascia 35-65 k lordi annui incentivazioni escluse. Allo stesso modo, il CCNL sanità prevede il ruolo professionale, da anni in disuso, nei fatti ad esaurimento.
  2. Alex Rispondi
    Interessante l'articolo del prof. Pisauro sulle carenze e i miglioramenti da apportare al settore pubblico. Concordo quasi totalmente, mi rimangono poche perplessità. Tra queste osservo che professionisti validi si trovano non solo nel settore privato.. Piuttosto noto che spesso a fare la differenza è l'ambiente nel quale operano che può influenzare molto; nel pubblico burocrazia, organizzazione, retribuzioni, pressioni ecc., incidono assai negativamente. Se si prende un manager che ha operato nel privato, anche ad alto livello, e lo si porta a lavorare nel settore pubblico, siamo sicuri che fornisca sempre lo stesso livello di performance?...Per fare un nome, qualche tempo fa celebrato e di cui oggi le cronache dei media non parlano più...il manager Vittorio Colao...la sua commissione continua a portare avanti la missione affidatale o si deve pensare che abbia terminato il suo compito?
  3. massimo consolini Rispondi
    Anni fa, visitando Nizza rimasi colpito da due targhe, una posta all'interno dell'aeroporto (il 2° di Francia per traffico) e l'altra nel magnifico orto botanico, una magnifica struttura in acciaio e vetro con tecnologie allora avanzatissime per regolare luce, temperature e umidità. le targhe segnalavano che le due opere erano state progettate e realizzate dall'ufficio tecnico del Comune. Non aggiungo altro.
  4. Alessio Fionda Rispondi
    Assumere nelle forze di polizia equivale a togliere un poco di disoccupazione giovanile poco produttiva tenuto conto che sono assunzioni di persone con terza media od al massimo diploma ... da anni è così e non importa a nessuno
  5. Libero Professionista Rispondi
    ....…....“Manca personale capace di disegnare progetti ma anche chi sia semplicemente in grado di valutare quelli formulati da imprese private”…..... Verissimo! Per un ragione molto semplice: In Italia si diventa dipendente pubblico e quindi dirigente, mediante concorso pro-forma sulla procedura amm.va e non con prove di verifica sulla preparazione professionali di ing. e arch., con progetti veri, calcolo strutturale, competenza per la conduzione e direzione dei lavori in cantiere ecc. Tutte competenze ottenibili, inevitabilmente, dopo tirocinio lavorativo mirato nel privato. Min.tre-cinque anni, post laurea, per calcolatori-strutturisti, e dieci anni per progettisti di strutture complesse, sia architetti che ingegneri. Probabilmente, l’architetto Renzo PIANO, non avrebbe mai superato un concorso pubblico in Italia, a meno che non fosse stato raccomandato. Tuttavia, il personale pubblico (geom.compresi) detiene il potere di respingere progetti dei liberi professionisti. O, almeno, di quelli non ”in sintonia” con l’orientamento ideologico, o forse peggio, della commissione urbanistica formata da politici, sicuramente non esperti.
  6. Enrico D'Elia Rispondi
    Il prof. Pisauro ha messo il dito in una delle principali piaghe che affliggono la PA: la carenza (e lo scarso potere) di professionisti e tecnici e la sovrabbondanza di amministratori. Tuttavia questo squilibrio non è casuale, ma discende da una impostazione che caratterizza quasi tutte le amministrazioni pubbliche del mondo, ossia la vocazione a seguire procedure piuttosto che a risolvere problemi. Se non si rovescia questa logica, ossia se non si cambiano radicalmente il diritto, la giurisprudenza e le pratiche amministrative, l’arruolamento e l’empowerment di (giovani) professionisti potrebbe essere addirittura controproducente: sarebbe come chiamare dei piloti di formula uno per guidare gli autobus in una città congestionata. Avremmo più conducenti frustrati (e sanzionati) e più incidenti, senza alcun beneficio per l’efficienza dei mezzi pubblici. La separazione delle carriere e il riequilibrio delle retribuzioni avrà senso solo dopo aver cambiato il contesto operativo della PA.
  7. Cosimo Benini Rispondi
    Prima si è svuotata la PA di competenze tecniche, esternalizzando consulenze e funzioni. Poi si è scoperto che la PA non è più grado nemmeno di verificare la qualità del lavoro esternalizzato. Eppure la si descrive come una banda di marmittoni scansafatiche da mettere (sic) in "cassa integrazione" per equità. Si decida che cosa si vuol fare.
  8. Alessandro Rispondi
    Gent.mo dott. Pisauro, naturalmente sono d’accordo con il merito della proposta. La porto un momento a sfiorare un tema collaterale approfittando della sua competenza per chiederle di tradurre in numeri, ed in prospettive socioeconomiche, la scelta in legge di bilancio che consente di esaurire le graduatorie degli idonei per le assunzioni nella pubblica amministrazione, oltre la possibilità di stabilizzare gli lsu. Il senso della mia domanda mira ad ottenere una proporzione della decisione citata sui posti vacanti nella pubblica amministrazione. Ringraziandola sin d’ora le porgo i miei Cordiali Saluti.. Alessandro Cappello
  9. Savino Rispondi
    Basta soldi a pioggia ai manager che non raggiungono palesemente gli obiettivi. Basta spoil system degli amici degli amici nel pubblico. Assunzioni per competenza e non solo per competenza informatica. Si assuma chi sa scrivere in italiano, fare di conto nella contabilità pubblica, chi è onesto e non ruba ed è fedele alle istituzioni, chi palesa la curiosità della ricerca ed è abile e creativo e non usa formule cervellotiche per mascherare le inefficienze. Si assumano giovani soprattutto e non si concedano dopo lavori strapagati ai pensionati.