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  1. mauro zannarini Rispondi
    Possiamo fare un reale cambio di passo?Dimentichiamoci i grossi impianti di compostaggio e passiamo alla valorizzazione dei rifiuti organici come fossero materia prima. Realizziamo i digestori anaerobici e mettiamo in rete il metano prodotto, riutilizziamo la CO2 per alimentare le alghe dalle quali estrarre oli economicamente produttivi e gli scarti li riportiamo in testa ai digestori. Le acque del loro scarico da utilizzare come fertirrigazione, e la sostanza secca, dopo una breve compostaggio, riportata sul terreno, per aumentare la sostanza umica, da controbattere la desertificazione, sempre più presente. Poi occupiamoci di riutilizzare le plastiche e non solo raccoglierle; cerchiamo di chiudere il ciclo, le competenze le abbiamo e tra un pò anche i finanziamenti.
  2. anna sandrone Rispondi
    Tutto giusto,tutto coerente, tutto fattibile ma ogni volta che vengo al sud mi rendo conto che la quantita' dei cittadini che non hanno voglia di impegnarsi, anche solo facendo la differenziata, supera ancora di gran lunga l'altra parte di cittadini che invece prova a modificare abitudini e comportamenti. Sono decenni che leggo articoli di insigni economisti che scrivono su cosa si puo' fare e si deve fare per il sud, ma la velocita' del cambiamento e' ben inferiore alla velocita' con la quale tutti questi articoli, pieni di buoni propositi e di idee vengono pubblicati. Che fare allora?? Il mio sentimento in proposito, si muove tra il lasciar andare tutto in malora oppure provare ancora una volta a fare qualcosa per questo nostro straordinario ed unico paese.Ben vengano quindi i compostatori e proviamoci ancora una volta.
    • bob Rispondi
      hanno massacrato Napoli e dintorni con l'inquinamento della "terra dei fuochi" ma il sito più inquinato al mondo si trova al centro di Brescia ( ex Caffaro) per non parlare del PFAS in Veneto. Vede, io ho utilizzato " luoghi comuni" discorsi da Bar dello Sport ma per rispondere a Lei e soprattutto alla Sua esternazione "ma ogni volta che vengo al sud mi rendo conto che la quantita' dei cittadini che non hanno voglia di impegnarsi, anche solo facendo la differenziata". Ma soprattutto perchè sostenere che il rilancio del Sud possa ripartire dai rifiuti lo trovo tra il comico e il surreale. Il Paese e non solo il Sud ha bisogno di ripartire con ben altri progetti, altre prospettive ma soprattutto un'altra classe dirigente. La Storia del dopoguerra di questo Paese lo ha insegnato ampiamente
  3. Marcello Rispondi
    per le frazioni, che si presume siano locate in campagna o in montagna o cmq per definzione in ampi spazi non urbani i compostatori individuali sono più che sufficenti.Cmq uno caso studio con compostatore di comunità riguarda proprio una frazione di un paese di 20 mila abitanti
  4. Lorenzo Rispondi
    La vedo difficile. Può dare altri dati? Un paesino di 5k abitanti avrebbe bisogno di 5 compostatori. Dove ubicarli? Chi e come si occuperebbe della logistica in/out? Con quanti mezzi? Quante persone? E per le altre frazioni?
    • Marcello Rispondi
      La vede difficile perchè non sa di cosa si tratta. I compostatori possono esser locati ovunque, certo non in un centro storico, ma esistono già diversi comuni che li hanno adottati. Uno studio con analisi contingente su tre comuni di una provincia toscana è in corso di pubblicazione. per esempio melpignano, il paese della taranta, modica ecc sono tra questi comuni,me ce ne sono altri. Ho controllato il prezzo di un compostatore di 120 tn è di 68 mila euro e dura 20 anni. Il 70% dei comuni italiani ha meno di 5mila abitanti, e le aree in cui metter un compostatore che non rilascia odori e non fa rumore in questi comuni sono molte. Le abbiamo trovate in Toscana, quindi non credo che esistano problemi altrove. I cittadini hanno dichiarato la disponibiità a percorrere 120 mt senza indennizzo, ma distanze maggiori non sono un problema. La compensazione richiesta stimata (Tobit, Probit) è molto bassa, di pochi euro. Il limite di questa buona pratica è che implica un cambio delle consuetudini degli ammistratori locali e minori ricavi per le aziende di raccolta e smaltimento.
      • Lorenzo Rispondi
        Marcello, in attesa della pubblicazione, continuo a essere dubbioso sul fatto di dividere in due tronconi la RD. La mia impressione è che si duplicherebbero i costi per il cittadino. Un costo per l'organico e un costo per tutte le altre frazioni.Il punto chiave messo in evidenza è proprio la mancanza di programmazione ...
        • Marcello Rispondi
          il costo dell'organico è di meno di 80kilo euro su 20 anni ripartito su oltre trecento famiglie, il resto facendo funzionare i consorzi di raccolta, per esempio il comieco incentiva i comuni per la raccolta di carta e cartone con premi, diventa poca cosa il 15-20% il che significa un abbattimento delle tariffe, non un doppio costo. Mea il problema è che gli amministratori devono misurarsi con una nuova realtà e le imprese di raccolta e smaltimento perdono ricavi sicuri. A questo punto, una volta avviato il ciclo si può attivare la tariffazione puntuale e i costi per famiglia sarebbero completamente diversi. Come diceva qualcuno molto più bravo di me: "E' la semplicità difficile a farsi". .
  5. Marcello Rispondi
    Oltre il 40% dei RSU è composto da organico. Il compostaggio di comunità è una soluzione non solo sostenibile ambientalmente, ma soprattutto economicamente ed energeticamente. Cominciamo a fare le cose semplici. Un compostatore da 120 tn costa circa 80mila euro , dura 20 anni, serve 1000 persone, non emette odori e produce compost che non può essere venduto, ma distribuito gratuitamente per i terreni agricoli e usi domestici, così si riduce l'uso di fertilizanti di sintesi. Costa poco, i cittadini sono favorevoli anche perchè risparmierebbero molti euro di tasse, l'unico inconveniente è che le amministrazioni locali dovrebbero cambiare le routime gestionali, facendo qualcosa di nuovo, e le società di gestione e raccolta incasserebbero meno e dovrebbero ristrutturare il ciclo della raccolta. La legge che autorizza questa buona pratica è di alcuni anni fa, ma come sempre in Italia tutto si cambia perchè nulla cambi.