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  1. Marco Rispondi
    Condivisibili le linee di fondo, ma senza criterio le percentuali proposte. Un grosso guadagno, tra tassazione del reddito e quella del capitale si ridurrebbe a cifre minime in pochi anni. Questo spinge il consumismo e porta a una esplosione dell'inflazione. Una corretta politica potrebbe aggiustare di anno in anno la tassazione patrimoniale per garantire il giusto ricircolo dei capitali ed i suoi effetti. Si potrebbe partire da piccole percentuali per poi incrementarle fino a portarle ad un valore equilibrato, senza così stravolgere il mercato.
  2. Pasquale HAMEL Rispondi
    Ma in Italia c'è già l'art.53 della Costituzione che consente questo visto che indica come base impositiva la capacità contributiva e come strumento la progressività.
  3. giorgio capon Rispondi
    Penso che non si possa negare la fondatezza sociale di una tassa patrimoniale. Tuttavia sarebbe meglio accettabile a due condizioni: 1) che sia pagata dalla maggioranza dei possessori di patrimoni e non evasa o anche elusa (non mancherebbero le scappatoie finanziarie) 2) che si abbia la percezione che il governo sappia impiegare senza sprechi o malversazioni quanto percepito con la tassa
  4. Enrico D'Elia Rispondi
    Interessante, anche se non troppo originale, l'analisi di Piketty, perché ha il pregio di ricordarci che economia, società e istituzioni cambiano nel tempo secondo percorsi complessi e non deterministici (i molti universi possibili di Giordano Bruno...e della fisica quantistica). Sono meno convincenti le soluzioni proposte. Una imposta progressiva sui patrimoni è semplicemente impraticabile perché la titolarità della ricchezza può essere suddivisa a piacere tra i contribuenti. Inoltre è estremamente difficile valutare in modo decente molte poste finanziarie. Quanto alla cogestione delle imprese, è facile depotenziarla, come hanno dimostrato l'esperienza tedesca e l'incubo delle false cooperative italiane.
  5. Michele Bergadano Rispondi
    Articolo interessante, a parte l'ultimo paragrafo sulla dottrina della chiesa, francamente irrilevante l'opinione del papa
  6. Gianluca Longhi Rispondi
    Se non ho capito male, non mi sembra sostenibile tassare ogni anno del 60% un patrimonio di 1000 volte il patrimonio medio ed a maggior ragione del 90% un patrimonio di 10000 volte il patrimonio medio, equivale ad un esproprio
  7. Giuseppe Rispondi
    A mio avviso il tema va prima o poi affrontato anche perché nessuno può pensare che dopo il covid tutto ritorni come prima. E il tema è quello della forte disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza che se non affrontato porterà alla decadenza del nostro sistema economico perché non è possibile dopo averci trasformati tutti "da produttori a consumatori" pretendere che non consumiamo nemmeno più. Poi basta leggere alcuni dati e interventi al Festival dell'economia di qualche anno fa sul legame tra distribuzione della ricchezza e sviluppo, inteso nel senso più ampio possibile, per rendersi conto del perché il nostro e altri paesi sono bloccati e ci avviamo verso la decadenza come è successo tante volte in passato.
  8. Renzo Tavoni Rispondi
    La parte più intteressante,a mio avviso,è quella di agire sulla imposta di successione che è particolarmente bassa in Italia. Con ciò si ridurrebbe la cristallizzazione dei patrimoni.
    • Marco Chiodini Rispondi
      Una tassa sulle generazioni più giovani? Come se le generazioni più giovani non fossero già tartassate dal debito pubblico prodotto dai loro genitori. Preferirei tassare in maniera molto decisa tutte le pensioni superiori ad una certa cifra (1500-2000 euro) e tutte le pensioni di anzianità che vengono percepite da più di 30 anni.
  9. PURICELLI BRUNO Rispondi
    Data la natura umana, mi pare l'ennesima proposta utopistica. Il socialismo "buono" esiste solo in teoria senza metodi almeno un poco coercitivi. All'individuo, nel suo profondo, interessa il suo ego che è e sarà sempre diverso da quello degli altri; il tutto, complicato dalle passioni individuali che non si possono standardizzare come avviene con la cultura che può essere orientata verso temi sociali più di altri. Del resto, dagli anni '60 la scuola ha orientato verso l'umanistica socialista (per non dire comunista) la didattica ed è per questo che le ultime generazioni appaiono più sensibili ad argomenti sul sociale a prescindere dai costi. A molti va bene perché certamente si fatica meno e non si rischiano metodi impositivi che ostacolerebbero, comunque, il libero pensiero ma continuare su questo mainstream aggraviamo l'attuale scollamento sociale che si stava costruendo con l'unione europea e, tutto sommato, una buona politica comune fondata su regole e su Pil. A mio avviso, senza voler stigmatizzare la proposta che offre certamente motivo di confronto, direi che il senso di proprietà è un valore da cui partire consentendolo a tutti in rapporto al proprio impegno. Tassare e redistribuire annullando la proprietà , oggi, porterebbe al decadimento economico prima e sociale poi. E' un mio punto di vista.
    • antoniospecchia Rispondi
      Ho dato una scorsa, riconosco, i dettagli potrebbero sfuggirmi. Certamente come dice Puricelli qui sopra e' una proposta che sa molto di utopia. La natura umana... lo stato di cose... insomma tutte scuse per restare dove siamo. Se qualcosa di buono la scuola ha fatto e' stato di coltivare un pensiero socialista, se qualcosa di male ha fatto e' stato di coltivare troppo il pensiero socialista dimenticando le regole dei mercati. insomma sono in parte d'accordo con Puricelli, (anche se mi sfugge il suo pensiero circa l'europa) ma credo che il testo qui proposto abbia una sua logica. Se non la finiamo di essere guidati dall'ego e dall'interesse singolare siamo spacciati.
    • Luigi Fasce Rispondi
      Proprietà pubblica contro proprietà privata ... ma basta leggere la Costituzione italiana per superare questo falso dilemma. Esistono tre modelli di economia tutto al pubblico ex URSS fallito, l'attuale neoliberista tutto ai privati e il potere pubblico a fare legge per sottomettersi a questo ... sta massacrando l'umanità ... noi italiani geni incompresi abbiamo inventato la via di mezzo (no terza via blairiano neoliberista in sostanza) il modello misto Art. 41. L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. Quanto basta se l'attuassimo ...
      • Gian Piero Rispondi
        Quanto basta se l'attuassimo ripristinando il criterio di progressività reale dell'imposizione fiscale, a partire dagli evasori e dagli elusori autorizzati dallo Stato, e sostituendo alle tante tasse patrimoniali inguste (tutte le imposte indirette, che gravano allo stesso modo su tutti indipendentemente dalle loro condizioni) con una sola tassa patrimoniale progressiva, come - appunto - previsto dalla Costituzione. La proprietà o è al servizio del bene comune o è un furto.