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  1. cavaliere Rispondi
    Sarà mai possibile avere, non solo in Italia, una giustizia basata su quanto scrisse qualche secolo fa Montesquieu: “LE LEGGI SIANO POCHE, SEMPLICI E CHIARE, IN MODO CHE NESSUNO, PER CAPIRLE, ABBIA BISOGNO DI NESSUNO”? Avete notizia che qualche “giurista” si sia cimentato nell’arduo compito? Ho l’impressione che, quando si scoperchiano gli “altarini” (caso Palamara), al posto di affrontare i problemi della e sulla GIUSTIZIA, si cerchino rimedi per coprire il caso, fino al… prossimo!
  2. Luciano Pontiroli Rispondi
    Io terrei distinti i dati statistici oggettivi dalle percezioni soggettive degli intervistati che, peraltro, si esprimono a proposito di un quid difficilmente misurabile. Sarebbe interessante conoscere i quesiti posti agli intervistati e, se vi sono, le motivazioni delle risposte; in ogni caso, prima di trarre valutazioni drastiche, si dovrebbe ragionare sull'incapacità del sistema politico e dell'amministrazione di individuare ed attuare riforme capaci di semplificare il processo. Ma poi c'è sempre il fattore umano, ogni giudice è diverso dagli altri, bisognerebbe chiedersi se la riduzione della collegialità abbia giovato alla celerità e alla qualità delle decisioni.
  3. Alberto Isoardo Rispondi
    Purtroppo quanto si legge non fa altro che confermare lo sconforto e la sfiducia nel sistema Italia. Purtroppo la magistratura si adegua perfettamente all'inefficienza pubblica generale ed è parte integrante della casta che forma l'oligarchia che governa l'Italia. Il fatto che poi disponga di un organo di autogoverno politicamente compromesso non contribuisce certo a migliorarne l'immagine. Inoltre l'obbligatorietà dell'azione penale non viene mai esercitata a tutela del cittadino nei confronti dei poteri pubblici. Vale il vecchio principio secondo cui cane non mangia cane!
  4. Henri Schmit Rispondi
    Molto interessante. Una conferma di quanto sia insoddisfacente la giustizia in Italia. Quello che il lavoro fondato su statistiche e sondaggi non può esprimere è la causa profonda - se esiste - di questa situazione, elemento indispensabile di una svolta vera. Provo a congetturare una risposta: è una questione di mentalità di cui fanno parte delle definizioni sbagliate dei concetti di indipendenza (di facciata), di garanzia formale (degli imputati e degli operatori economici) che corrode le garanzie sostanziali delle vittime e dei cittadini-utenti, consumatori).