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  1. Cicci Capucci Rispondi
    Abbiamo visto le persone ammassarsi nelle piazze, sui marciapiedi davanti ai bar, sul ba4gascuga, nelle discoteche. Ma di che cosa stiamo parlando?
  2. Carlo Fusaqro Rispondi
    Come molte altre anche questa proposta ha un senso. Ma ha anche un difetto enorme: è di difficile attuazione. Per virtuale impossibilità di controlli. Una cosa è verificare se un locale serve ai tavoli o solo per delivery e take away; altra cosa è verificare se rispetta parametri di distanziamento fra tavoli e avventori. Nei negozi è un po' più semplice il controllo. E i clienti non si tolgono mai la mascherina. Studi USA confermano che ristoranti, bar, con le palestre sono i contesti dove il contagio ha proliferato di più. Di qui le chiusure. Non è che son tutti matti, in tutto il mondo; o tutti inetti.
  3. Alberto Chilosi Rispondi
    Il problema dei ristoranti sono le norme del tutto inadeguate a impedire il contagio che venivano applicate prima della recente chiusura. Un metro di distanza può essere sufficiente se le persone stanno all' aperto e portano la mascherina, assolutamente del tutto inadeguate per prevenire il contagio nei ristoranti dove la mascherina non viene ovviamente portata durante il pranzo e le conversazioni con relativa emissione di gocce potenzialmente contagiose continuano di fronte e di fianco. Una disposizione corretta che consentirebbe la riapertura sarebbe di aprire i ristoranti impedendo le tavolate e limitando quindi il numero di persone al tavolo a due, assicurando una distanza di almeno un paio di metri fra i tavoli.
  4. Savino Rispondi
    Il problema è solo di organizzazione sanitaria, che non sarà capace di affrontare nemmeno la terza, la quarta e la quinta ondata. Conte ha imparato solo a memoria di dire in fila: ristoranti, bar, pub, pasticcerie e gelaterie, in una maniera ormai diventata ridicola e stucchevole. Il problema è che i pronto soccorsi stanno sbarrando le porte in faccia ai cittadini e questo è contro l'art. 32 della Costituzione che prevede il diritto all'accesso alle cure. Il resto è un'insieme di paliativi a tarallucci a vino che fa parte del folklore italiota.