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  1. Economia Italia Rispondi
    Articolo molto interessante he spiega bene le varie possibilità che non abbiamo per cancellare il debito.
  2. Fabiano Rispondi
    Interessante articolo. Peccato che De Grauwe (https://voxeu.org/article/fiscal-implications-ecb-s-bond-buying-programme) affermi esattamente il contrario: 1) la BC non può fallire; 2) i titoli di stato detenuti dalla BC sono di fatto nient'altro che una mera voce contabile; 3) la BC può operare anche con capitale negativo e comunque avere a disposizione strumenti per il controllo dei prezzi.
  3. Luca Paolazzi Rispondi
    A chi sostiene che se si cancellano le attività si cancellano anche le passività ricordo che la moneta creata sta nei portafogli di chi ha venduto i titoli. C'è, cioè, un'asimmetria nella distribuzione tra l'attività, che ha come contro parte un solo soggetto, e attività, che ne ha molti. Quindi la BCE non può cancellare la sua passività. Detto ciò, l'Eurosistema dovrà fare di necessità virtù e tenersi in pancia i titoli acquistati, pena uno sconquasso finanziario che metterebbe fine all'UEM così come è ora. Per giunta gli interessi su quei titoli li girerà ai debitori...
  4. Pippo Calogero Rispondi
    E' antropologicamente interessante notare come gli italiani siano alla perenne ricerca della pallottola d'argento per abbattere quel mostro invincibile che è la realtà. Il nuovo coniglio dal cilindro è il debito perpetuo, come se il mercato fosse pieno di operatori che non vedono l'ora di comprarsi un titolo non rimborsabile a tassi prossimi allo zero. Ovviamente il mercato sconterebbe il rischio intrinseco di un tale titolo, scaricandolo sulla cedola e se invece fosse un titolo "politico" dedicato alla BCE sarebbe semplicemente il finanziamento ad uno stato da parte della banca centrale, vietato dai trattati. E a quelli che diranno che la BCE potrebbe emetterne per tutti i paesi bisogna ricordare che l'unico paese a cui interessa una simile operazione per disperati sull'orlo della bancarotta è l'Italia.
    • lupe Rispondi
      Così simile alla bancarotta che si è sempre fatto, lo si sta facendo di fatto in barba ai trattati e qualsiasi manuale di economia parla della monetizzazione del debito come uno strumento di finanziamento che come tutti ha pro e contro. Ma sono certo che lei confidi nelle capacità di un sistema senza salvagenti di sopravvivere a una tempesta.
  5. Pierfrancesco Rispondi
    Segnalo a questo proposito l'articolo di Cottarelli su Repubblica, ex Fmi e non sovranista quindi, che ovviamente non parla di cancellazione del debito, non necessaria e non possibile, ma parla di riserva obbligatoria per congelare liquidità, quindi soluzioni possibili ci sono.
  6. Paolo Rispondi
    David Sassoli, l'autore della proposta non è un economista, ma un politico del PD e ha fatto una mossa molto astuta, con questa uscita a tolto il terreno sotto i piedi a tutte le bande di sovranisti che minano dall'interno la solidità dell'Europa, perchè adesso nessun Salvini, o Le Pen, o qualche danese fuori di testa può rivendicare una simile proposta.
  7. giovanni zibordi Rispondi
    nell'articolo di Monacelli, come nel precedente più esteso del 2018, è assente la nozione che i 400 miliardi circa di BTP che Bankitalia e BCE hanno comprato sono stati pagati con denaro creato dal niente. Nel bilancio delle banche centrali appaiono 400 mld all'attivo e al passivo 400 mld di..."riserve" cioè cash. Queste riserve sono una passività particolare, perchè non vanno restituiti a nessuno a differenza di quelle nei bilanci di banche e aziende. Se la Banca Centrale le annulla, nessuno ci perde, perchè le ha create dal niente dal 2014 con il QE. Di conseguenza, se può annullare senza problemi la passività, può annullare anche l'attività, i 400 mld di BTP.. Prima del QE Bankitalia aveva 400 mld di meno e come li ha creati può ora annullarli tornando alla situazione di prima. Essendo cash non variano di valore e non ci sono perdite, (aI BTP all'attivo sono saliti di valore e se li rivendesse guadagnerebbe, annullandoli fa pari. Non annullano solo i 400 all'attivo, ma si annullano anche i 400 al passivo, una cosa che può fare solo la Banca Centrale. Se puoi annullare un passività (cosa concessa solo alla BCentrale) come fai a perdere ?
  8. Flavio Rispondi
    Penso che il più recente illustre proponente della cancellazione del debito, Davide Sassoli (perché non viene mai nominato nell'articolo?), intendesse in realtà dire ristrutturazione deii titoli a scadenza con titoli perpetui. L'operazione è possibile senza nessuna perdita dell'attivo della BCE ovviamente (basta aumentare i tassi di interessi; in ogni caso la relativa spesa per interessi rifluirebbe quasi interamente tra le entrate dei goverrni nazionali come già adesso. Il vantaggio è che si ridurrebbero di molto i refinancing risk per i paesi con debito più elevato (quasi tutti alla fine di questo periodo pandemico). Per quanto riguarda l'operatività della politica monetaria, è un po' che non seguo nei dettagli il modo di operare delle banche centrali ma mi pare di ricordare che negli ultimi decenni molto raramente esse ricorrevano a vere e proprie operazioni di mercato aperto. Lo strumento principale erano le operazioni repo. O mi sbaglio? E in ogni caso, se proprio c'è bisogno di titoli di stato marketable nell'attivo dellla BCE basterebbe solo che non venga ristrutturato tutto il debito ma solo una parte.
  9. piero Rispondi
    La battuta di Sassoli è stata assai irrituale; certe affermazioni le può fare un Cremaschi qualsiasi, non il presidente del Parlamento europeo. Per di più mi sembra ispirata da molta faciloneria. Mi sembra francamente irrealistico sperare che un creditore rinunci a cuor leggero ai propri soldi. Se poi l'idea è quella che a farlo sia solo la BCE, mi sembra tanto una partita di giro; si tratta della "nostra" banca, fatta anche con i nostri soldi. Infine, di quanto stiamo parlando? Il debito COVID dell'Italia è di 100 mld (per il 2020), su un totale di 2.600 mld. Non mi sembra che le cose cambino molto. Purtroppo, la montagna di debiti accumulata in decenni è figlia delle azioni dei "nostri" governanti (chi più chi meno), eletti democraticamente (o quasi). Temo che non abbiamo scampo. Non ci resta che sperare che i nostri partner europei più ricchi (e meglio governati) continuino a supportarci (e sopportarci), tramite BCE o altri modi; senza far pagare troppo ai cittadini italiani (ed altri) le colpe di chi ha causato il disastro.
  10. Guido Gennaccari Rispondi
    In casi del tutto eccezionali, come il presente, la Bce (che salvaguarda le banche e la stabilità finanziaria, quindi interessi pubblici e privati) potrebbe stampare nuova moneta per parziale copertura (pro quota) dei costi delle attività ferme fino alla fine del lockdown.1) più moneta in economia reale 2) no aumento debito stati 3) inflazione? Un po' fa bene 4) no fallimenti e licenziamenti 5) forse no patrimonio negativo BCE. Oggi non si può ma domani, con euro digitale (CBDC), forse fattibile tramite conto diretto cittadino/Banca Centrale a scapito delle banche
  11. lupe Rispondi
    Credo che la parola "cancellare" sia fuorviante. Diciamo che la BCE (o meglio le BC dell'eurosistema) alla scadenza dei titoli del peso, decidano di acquistare un pari importo di consols emessi dagli stati. Le BC restituirebbero ogni anni gli interessi, per sempre. Il debito non è stato letteralmente cancellato, ma gli stati non dovranno di fatto mai restituirlo. Questo tipo di operazione avrebbe da risolvere la questione Capital Key (il vero nodo da sciogliere se si vuole sperare che l'euro resista a se stesso), ma potrebbe consentire di finanziare interventi di lungo periodo proteggendo gli stati dalla volatilità dei mercati finanziari, che in un tale periodo di crisi mondiale non possono essere considerati in grado di allocare risorse in maniera ottimale. Se non sbaglio Giavazzi d Daveri, su queste pagine, hanno già ipotizzato questo tipo di operazione mesi fa.
  12. alessandro Rispondi
    Caro professore mi sembra infastidito dalla possibilità di una "cancellazione" del debito. Tutto teso a dimostrare l'impossibilità tecnica quando questa impossibilità è puramente contabile. Per non parlare della rigidità dei trattati e della cosiddetta indipendenza della Banca Centrale. Tutti aspetti che vincolano solo se le volontà "politiche" sono superiori ai benefici che ne apporterebbe alla collettività. Il debito è un vincolo che fa comodo alle elite!
    • Luca Rispondi
      Completamente d'accordo con te.
  13. Henri Schmit Rispondi
    Ringrazio il prof. Monacelli dell'analisi che modestamente conodivido. Annullare in qualche modo titoli detenuti nell'attivo della BCE, decretare il non rimborso, implica una riduzione del passivo di pari importo. Ci perdono gli azionisti, istituti finanziari con sede in Italia, ma alla fine è il Tesoro cioè i contribuenti ad assumersi la perdita (da verificare come); è quindi un'operazione NULLA. In Germania la situazione è più chiara: la Bundesbank, istituto di diritto pubblico, pur "indipendente", "appartiene" al Tesoro, quindi ai contribuenti tedeschi. La cancellazione di una parte del debito pubblico degli stati detenuto dalla BCE sarebbe quindi in ultima analisi l'equivalente dell'annullamento di titoli propri ricomprati sul mercato da un qualsasi emittente: il tesoro non deve più rimborsare i titoli cancellati, ma perde altrettanto come ultimo garante del capitale della banca centrale. Nel caso della BCE c'è però una condizione in più, il rispetto del capityal key: l'operazione dovrebbe riguardare titoli, al valore di mercato (non al valore nominale), di tutti gli stati proporzionalmente alla partecipazione della loro banca centrale al capitale della BCE. L'errore di Sassoli, mi sembra, è quello di ignorare questo aspetto, di legare l'annullamento di titoli al debito pubblico fatto per combattere l'epidemia. Il peso nazionale di questa quota purtroppo non coincide con il capital key.
    • Henri Schmit Rispondi
      Il mio paragone con il riacquisto di titoli da un emittente privato è zoppo, fuorviante. Ribadisco il resto.
  14. Diego Jacopo Rispondi
    Caro Professor Monacelli, la sua analisi è come sempre lucida ed interessante. Mi permetto però di rivolgerle due osservazioni. Primo: lei sostiene che la “cancellazione” del debito comporterebbe più costi che benefici. Tuttavia, la sua analisi non contempla alcuna alternativa per la riduzione del debito se non, sembrerebbe, la ristrutturazione del debito stesso (default). Andrebbe forse ricordato che anche tale opzione comporta costi molto elevati (per esempio, il distress del sistema bancario, come in Grecia a seguito della ristrutturazione del 2012). Quanto meno, un’analisi comparata dei costi e benefici delle opzioni alternative sarebbe opportuna, a mio modo di vedere. Secondo: introduzione di titoli perpetui e operazioni di mercato aperto. Due commenti: 1) per l’Italia, il debito pubblico detenuto dalla BCE (diverse centinaia di miliardi di euro) è di gran lunga superiore ai profitti distribuiti dalla BCE, quindi l’Italia sarebbe largamente beneficiaria da questo tipo di operazione, 2) a fronte della conversione del debito in titoli perpetui, la stessa BCE potrebbe emettere anche altri titoli (per esempio, commercial papers) con tassi di rendimento molto attrattivi, che verrebbero collocati facilmente, consentendo quindi di ridurre la liquidità presente sul mercato. D’altra parte, certamente, un’operazione di questo tipo (introduzione di titoli perpetui) comporterebbe difficoltà legali, oltre che politiche.
  15. Economia Italia Rispondi
    Ormai parlano dicendo cose che "alla gente piacciono", non importa quale tipo di conseguenze possano avere. Questa della "cancellazione del debito" è un cavallo di battaglia del populismo. Per chi non ne sa nulla è una questione apprezzabile, questo vero e proprio slogan iniziò negli anni 80 e 90 per i paesi africani, paesi indebitati fino al collo per la politica disgraziata dei suoi governi , il cui debito schiacciava i cittadini
  16. Ivan Rispondi
    Il debito può essere cancellato o allungato in proporzione per tutti i paesi. L'ipotesi che la bce rimanga a corto di titoli da vendere è irreale, e che sia necessario fermare l'inflazione in questa situazione è più che remota. La perdita di credibilità non ci sarebbe perché si tratta chiaramente di una situazione eccezionale, ma a fronte di questo pericolo remoto bisogna valutare l'enorme vantaggio di consentire ai paesi di avere un debito finalmente sostenibile. Cordialmente,
    • Filippo Aleati Rispondi
      sono pienamente d'accordo sui concetti, i tecnicismi e le soluzioni legali si trovano basta la volontà politica, questa si è conquista dura visto che servirebbe l'accordo dei 27 azionisti...
  17. Paolo Rispondi
    Il termine cancellare appare in effetti privo di senso, ma probabilmente la proposta sottintende un meccanismo memore dei tempi della lira: la BCE stampa moneta che poi trasferisce a fondo perduto agli stati, che con la liquidità ottenuta ripianano (estinguendoli) i BTP più costosi (cioè con interessi più alti), fino a concorrenza dei costi sostenuti per il COVID (in tutte le aziende sanitarie d'italia, e forse d'europa, si sta tenendo una contabilità covid separata dalla gestione ordinaria). Poichè la BCE può stampare moneta, la cosa non sembra minarne l'operatività; senza dubbio così facendo si produrrebbe inflazione, ma nell'attuale situazione di inflazione sostanzialmente zero la cosa potrebbe anche essere, o quantomeno apparire desiderabile. In tale caso cosa potrebbe accadere? Grazie
  18. Henri Schmit Rispondi
    Grazie di questo chiarimento! Forse ha pure dimenticato un ulteriore problema subordinato: “cancellando” del debito (statale), cioè degli asset del suo attivo, la BCE lo dovrebbe fare rispettando il capital key in modo tale da “danneggiare” (i contribuenti de) gli Stati membri (lato passivo del bilancio della BCE) in modo equo cioè proporzionale al volume di debito cancellato. Non penso che sia quello che intendeva Sassoli chiedendo la cancellazione del debito fatto nella lotta all’epidemia, guarda caso più onerosa in Italia che non in Germania.