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  1. Marcello Rispondi
    Credo che occorra distinguere tra sostenibilità del debito a lungo termine, contesto generale e politiche di consolidamento. Se siamo d'accordo che siamo in presenza di una guerra mondiale contro un nemico alieno, allora il confronto va fatto con le altre due guerre mondiali del xx secolo. Dopo quelle guerre i debiti degli stati belligeranti erano giganteschi, paragonabili a quelli attuali. Il RU ha avuto debiti di oltre il 160% del PIL.. Quindi il probema non è l'ammontare, ma la sua sostenibilità, cioè onorare le scadenze. Nell'anno i depositi bancari hanno raggiunto il PIL, la ricchezza delle famiglie è sempre considerevole e soprattutto siamo ancora tra i primi 10 paesi più ricchi del mondo. Quindi direi pensiamo a usare bene questi soldi. evitiamo le mancette e i bonus ridicoli e inutili, concentraiamoci su alcune priorità strategiche e soprattutto cominciamo a rendere accessibile il credito bancario. Come si può tollerare tassi per credito al consumo attorno al 7% con tassi di rifinaziamento negativi? Non c'erano i cosiddetti tassi di usura? facciamo una riforma fiscale decente, facciamo pagare le atsse a tutti, magari meno, cosi recuperamo elusione e evasione, quella dei 70 mld solo di IRPEF e IVa e poi parliamo di sostenibilità del debito. Questo governo non ha alternative possibili nel breve periodo, quindi può arrivare a fine legislatura e fare finalmente questa da tutti invocata riforma fiscale e finalmente anche una legge per Roma Capitale. O No?
  2. Enrico D'Elia Rispondi
    Non esistono scorciatoie per il finanziamento del debito pubblico. Le ingenue soluzioni di ingegneria finanziaria proposte continuamente da parecchi dilettanti allo sbaraglio crollano come ponti mal fatti e rischiano di lasciare sul terreno morti e feriti. Per fortuna c'è qualcuno che ce lo ricorda.