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  1. Marcello Rispondi
    Ancora un'osservazione. Ho letto su più media che il rischio di infettarsi di covid-19 è stato stimato come inferiore a quello di un incidente stradale e soprattuttoil rischio di morte a quello di morire per un incidente stradale. Vorrei sapere qual è il senso di paragonare un evento (epidemia) che ad oggi ha infettato in Italia 1 mln di persone uccidendone almeno 38mila, con un evento che ha prodotto 172 mila incidenti con lesioni e 3173 morti, mi sembra che esista un non eludibile effetto di scala. Soprattutto vorrei sapere se ha senso paragonare eventi indipendenti (incidenti stradali) con eventi, i contagi,che non mi smebrano siano indipendenti, anzi mostrano una forte correlazione e dinamica a cluster, o sbaglio?
  2. Marcello Rispondi
    Sinceramente credo che il virus si comporti sempre nello stesso modo. In inverno non si aveva nessuna idea dei contagiati reali. L'indagine epidemiologica stima in 1,5 mln di individui contagiati a giugno, ma il campione utilizzato era alla fine la metà di quello definito (120mila persone). Allora si arrivava in ospedale tardi e i malati erano in condizioni più gravi, ora si arriva prima e fino a che il sistema tiene i casi gravi sono in proporzione meno. Inoltre si sono messie a punto una serie di trattamenti di supporto, sulla base dell'esperienza di paesi come la Germania, che aiutano nella prevenzione degli effetti collaterali. La domanda vera e fino a quando gli osedali reggeranno l'urto di una pandemia ormai diffusa a livello nazionale? Non credo ancora per molte settimane, a questi ritmi, quindi che fare? In assenza di vaccini e nativirali, l'unica possibilità è il confinamento e il contenimento. Lockdown totale o parziale? Anche qui, purtroppo, i dati sono chiari e sulla base dell diverse esperienze dei diversi paesi; i lockdown parziali e brevi non costano meno, anzi spesso di più, e hanno effetti parziali rispetto a quello totale. Quindi occorrerebbe prendere atto che non esistono scorcatoie praticabili e che questa è una guerra globale contro un virus che non fa nessuno sconto: Regno Unito, alla Spagna, al Belgio, alla stessa Svezia. Purtroppo per stabilizzare la curva dei contagi non vedo altre alternative.
  3. Alberto Isoardo Rispondi
    Bella analisi. La morale è che si è arrivati impreparati alla seconda ondata di cui si era tanto parlato. Non ci sarà dolo, ma colpa certamente si. Il mettere letti nelle chiese degli ospedali è terrorismo psicologico soprattutto se pensiamo al numero di ospedali chiusi che c'è a Torino
  4. Savino Rispondi
    Decisioni: potenziamento e investimenti in sanità con complessiva spending review a partire dagli emolumenti alla governance ed al management. Gli investimenti sono in assunzioni di risorse umane in letti e macchinari. Liberalizzazione delle professioni sanitarie e affrancamento dalle incrostazioni corporative. Comportamenti: migliorare la qualità di vita nelle metropoli e intrafamiliare. Le aree urbane ritornino il centro del lavoro e non del tempo libero.