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  1. Carlo Saitto Rispondi
    ho letto con interesse l’articolo e ho provato un senso crescente di disagio per il conflitto che emerge tra il quadro di risanamento economico, di maggiore efficienza e di miglioramento della performance e l’aumento della mobilità passiva dalle regioni che da quei piani di rientro avrebbero tratto beneficio. Gli autori segnalano la contraddizione quando affermano: «Ma qui risulta cruciale la scelta dell’indicatore cui ci si affida per cogliere l’eventuale effetto dei piani di rientro sulla qualità dell’offerta sanitaria .. . Vi sono motivi per ritenere che se invece della griglia Lea, o delle indagini sulla soddisfazione post-ospedalizzazione, si considerano le preferenze rivelate dei pazienti – esaminando i flussi di mobilità sanitaria inter-regionale – il giudizio potrebbe cambiare.». Credo sia esattamente così ma temo che il giudizio debba cambiare anche per quanto riguarda la valutazione economica. La riduzione di spesa pubblica si è infatti realizzata spostando direttamente a carico dei cittadini quote crescenti dei costi sanitari e creando un sistema salute meno efficiente e più diseguale. Credo sarebbe utile una riflessione che nel valutare l’impatto delle politiche di rientro consideri la spesa sanitaria nel suo complesso e valuti sulla popolazione i risultati di salute ottenuti. Alcuni indicatori disponibili e molto pesanti come la mortalità per causa sembrano suggerire un peggioramento per almeno alcune delle patologie che dipendono dalle reti assistenziali di prossimità ed è d’altra parte difficile non arrivare alla stessa conclusione analizzando l’andamento e le conseguenze dell’epidemia ancora in corso di SARS-CoV-2
  2. Pippo Calogero Rispondi
    Andrebbe specificato che il mancato efficientamento del sistema avrebbe invece un rilevante impatto sui costi per i contribuenti. Del resto il senso della riforma "federale" è proprio quello della competizione virtuosa tra entità territoriali e dell'accountability della classe dirigente: finché c'è Pantalone a pagare a piè di lista, manca ogni incentivo all'efficienza amministrativa e finanziaria.
    • Sergio Beraldo Rispondi
      Come vede, anche nelle conclusioni è stato specificato che "... le dinamiche delineate suggeriscono che l’attuazione della disciplina fiscale, accanto agli indubbi effetti positivi sul contenimento della spesa e sulla riduzione dei deficit...".
  3. loredano milani Rispondi
    molto interessante l articolo sarebbe interessante vedere , quale proxy dell'efficienza organizzativa, la produttività procapite e la complessità un esempio: quanti punti di DRG vengono prodotti per medico e quale è il peso medio degli stessi per la mobilità Inoltre una curiosità: si tiene conto solo del SSN o anche del personale della strutture convenzionate (gravano sul SSN in ogni caso) Grazie