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  1. bob Rispondi
    "l Covid-19 ha messo in chiaro le debolezze del sistema sanitario" No! Ha messo alla luce le debolezze di un Paese. Ha messo alla luce le assurdità di un Paese. Un Paese che ha vissuto per secoli con calci nel culo e tirata di orecchie , è già una pretesa pretendere di essere Paese democratico e repubblicano, figurati se può avere la pretesa arrogante di essere "federalista" ( cosa assurda di per se geograficamente)
  2. Paolo Ponti Rispondi
    Avere un commento possibilmente da parte della Professoressa Tarricone sulla creazione prima e riapertura emergenziale oggi, di fronte alla seconda ondata della pandemia, della struttura di terapia intensiva creata alla ex Fiera di Milano City, sarebbe a mio avviso, illuminante per molti. Si è veramente trattato di un imperdonabile errore se pur meritevole per la grande generosità privata che lo ha finanziato, l'aver costruito quella struttura alla ex Fiera, con spreco di una ventina di milioni di Euro? Da più parti, si sostiene in fatti, che risultando avulsa da tutti i servizi di supporto essenziali, normalmente presenti negli ospedali strutturati, un reparto di terapia intensiva così concepito non abbia ragione di essere. Si critica fortemente l' intervento poiché, non risulterebbe minimamente efficiente nel dare garanzie ai degenti e nel fornire un reale supporto agli altri ospedali maggiori del territorio Lombardo, nei momenti di crisi dei loro posti letto dedicati a tale delicata e complessa terapia.
  3. Marcello Rispondi
    Nessun sistema sanitario può reggere l'impatto di una'epidemia come questa. Anche quello più efficiente (Germania) sta inesorabilmente cedendo. Gli ospedali sono l'utima trincea, dove dovrebbero arrivare un numero gestibile di casi. La letalità dell'ultimo mese non fa testo, quella rilevante è quella delle ultime settimane, perchè i contagi estivi erano diversi, non per virus, ma per carica virale. La battaglia va combattuta fuori attuando distanziamento e indossando DIP. Uno (meta)studio pubblicato da Lancet a giugno chiariva che ogni metro in più di distanziamento accresce di un fattore 2.02 la prob pari al 15% a un metro di non infettarsi e l'uso congiunto di maschere FFP2 e distanziamento fa arrivare la rduzione della probabilità di infettarsi a circa 85%. In veneto c'è un'azienda che produce macchinari per la produzione di Melt-Blown (il filtrante). In 8 mesi si potevano costruire un paio di impianti e avviare una produzione di massa di FFP2 ,con filtro per chi ci doveva lavorare, e oggi non saremmo in queste condizoni. Nelle scuole i bambini sono ancora in due per banco, anche se uno a capotavola, e il metro con una tolleranza del 10% (cioè 90cm) è semplicemente ridicolo. Le conseguenze sono quelle che vediamo. .Purtroppo senza vaccini e senza antivirali specifici, non esiste alternativa al contenimento fisico e meccanico.
    • Savino Rispondi
      Allora i manager sanitari se alzano bandiera bianca così presto ci restituiscano i loro stipendi
  4. tiberio damiani Rispondi
    Alcune osservazioni. fin dall'inizio della pandemia, per limitare il contagio si è deciso di effettuare accessi programmati anche dal medico di medicina generale. nell'articolo si propone di effettuare lo screening utilizzando la "medicina di base". Se tale dicitura si riferisce allo studio del medico di medicina generale, mi sembra essere contraddittorio con quanto attuato finora, mentre sarebbe più utile effettuare tale attività di screening nei distretti sanitari di base, anche perché lo screening deve prevedere l'uso e lo smaltimento adeguato di materiale a rischio biologico, cosa molto delicata e ben regolata per legge. Secondo punto, i test rapidi quale sensibilità e specificità hanno? Terzo punto, potenziare il ruolo del medico di medicina generale non ha nulla a che vedere con la trasformazione del rapporto di lavoro, ovvero farli diventare dipendenti anziché liberi professionisti in convenzione, potenziarne la medicina di base significa fornire un adeguato numero di infermieri per la assistenza di base extraospedaliera, assicurarne il raccordo con la medicina di base e con la specialistica ospedaliera. Quarto punto, si fa riferimento a "strutture intermedie" ma mi sfugge nello specifico della pandemia, quali possano essere e quale funzione possano svolgere. Infine sono state istituite e funzionano le Unità Speciali Continuità Assistenziale (USCA) che hanno il compito di seguire sul territorio i pazienti covid per assicurare la continuità assistenziale. Cordialità
  5. Alice Rispondi
    Nei prossimi anni il Servizio sanitario nazionale sarà in grado di centrare i seguenti obiettivi: 1. Prevenzione 2. Territorializzazione dei servizi 3.Reti cliniche 4. Digitalizzazione della sanità. C O M E ciò sarà possibile?
  6. Savino Rispondi
    Non possiamo bloccare le attività essenziali in maniera repentina per risolvere un problema che non è nostro, ma è delle scelte politiche e dei manager sanitari che prendono una barca di soldi per questo e che oggi, col fallimento di ogni obiettivo, dovrebbero restituire alla collettività fino all'ultimo centesimo.