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  1. Firmin Rispondi
    (segue) L'attivismo della malavita nel mercato secondario degli npl è documentata da parecchie vicende giudiziarie. Nonostante ciò, in Italia per aprire un'agenzia di recupero crediti basta la fedina penale pulita del titolare e una comunicazione in questura, perché questa attività non è sotto posta ad alcuna vigilanza ed è assimilata all'apertura di una agenzia di servizi (copisterie, pratiche auto e immobiliari, ecc.). Anche la commissione ha sollecitato l'Italia ad un maggior rigore.
  2. Firmin Rispondi
    C'è un solo aspetto che l'autrice ha sottovalutato: finché i NPL erano gestiti in house dalle banche, queste non avevano interesse ad utilizzare strumenti troppo "aggressivi", come i pignoramenti e il blocco di tutti i fidi del cliente. Con metodi "gentili" le banche riuscivano a recuperare tutto in 6-7 anni, come risulta dall'esperienza di SGA (ora AMCO). Se sono obbligate a vendere gli NPL a prezzi inferiori a quelli equivalenti al valore attuale dei recuperi, allora le banche ci rimettono e i clienti insolventi sono abbandonati ai fondi locusta, che non hanno alcun interesse a farli sopravvivere. Come se non bastasse, gli NPL sono cedibili, quindi quelli meno pregiati possono essere acquistati da intermediari sempre meno "gentili", fino ad arrivare nelle mani degli specialisti della malavita organizzata. Salvare le banche con gli NPL significa dunque scatenare una crisi sociale ed economica che peggiora ed amplifica lo shock iniziale. Sarebbe come liberarsi del covid buttando fuori casa i malati e perfino gli asintomatici.
  3. Henri Schmit Rispondi
    Bell’articolo chiaro e condivisibile in ogni passaggio (descrizione, storia recente, debolezze italiane, conseguenze attese dell’epidemia). Peccato che non ci siano referenze alle fonti e grafici illustrativi!